Quei somari di talentoche contraddicono i prof

Ferrari laureato solo ad honorem, Mondadori non finì le elementari (<a href="/fotogallery/quei_somari_talento_che_contraddicono_prof/id=4067-foto=1-slideshow=0" target="_blank"><strong>guarda la gallery</strong></a>). I ministri tecnici premiano i primi della classe. La vita anche gli ultimi

Al Professore piacciono i secchioni. Quelli come lui, da 30 e loden, giovani adulti mai ragazzi, la fantasia ovunque tranne che al potere. Premi per chi si impegna di più ha promesso Profumo che governa l’Istruzione, all'eccellenza scolastica, ai secchioni appunto, saranno destinati più o meno 30 milioni. Va ricompensato il merito, e non c’è nulla di male, ma, attenzione, non il talento che non conosce leggi e verità, non la passione che fa girare il mondo, non il temperamento che da sostanza ai desideri. I Prof, Monti, la Fornero, Profumo, si guardano e premiano se stessi per interposta persona, per quello che erano loro a scuola, primi in tutto, diligenti, seriosi, incapaci di passarti un compito, senza un cambio di passo, noiosi da morire. Premiano un modo nuovo di essere vecchi, ricominciano dalla propria fine, fanno del male al genio ma con metodo. In ogni scuola superiore, è il progetto del governo accademico, sarà identificato lo studente dell’anno scelto tra chi ha avuto 100 alla maturità e i migliori risultati negli ultimi tre anni. È la vetrina della nuova economia, il futuro che fa giustizia del passato: per lo sgobbone riduzione del 30% delle tasse d’iscrizione all’Università e la card «Iomerito» con sconti per musei, tram e metropolitane. Studia insomma e andrai dove vuoi, quantomeno con i mezzi pubblici. E poi? Sgravi fiscali, oro colato in questi tempi tartassati, alle imprese che assumono, a tempo indeterminato entro tre anni dalla laurea, i più bravi.
I più bravi non i migliori. É la bilancia che dice quanto sei grosso ma non quanto sei grande. Perché con la logica algebrica dei Prof il meglio della cultura e del genio italiano dell’ultimo secolo sarebbe finito a pagarsi il biglietto del tram per mettersi in coda all’ufficio di collocamento. Montale era ragioniere come Fantozzi, Quasimodo geometra come Calboni, Elio Vittorini, suo cognato, perito tecnico, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Benedetto Croce non finirono mai gli studi di Giurisprudenza, Gabriele D’Annunzio quelli di Lettere, Alberto Moravia, complice la tubercolosi, prese «a mala pena» la licenza ginnasiale. Orio Vergani gli studi li lasciò a metà, Vasco Pratolini fu tipografo, venditore ambulante, barista, autodidatta, mai primo della classe. Rizzoli e Mondadori, padri di tutti i libri, finirono appena le elementari, poi uno andò a lavorare in drogheria e l’altro trovò posto nella tipografia di un orfanotrofio. A proposito di futuro rubato ai giovani di oggi, ma non a quelli di ieri, che si arrangiavano, si inventavano, mentre i prof studiavano sodo, come se giovani poi si fosse solo adesso.
É vero che le cose sono cambiate: il problema è che i professori sono rimasti sempre gli stessi. Bisognerebbe premiare ragazzi che sognano quello che fanno, perché il mondo non è sempre nei giudizi della gente. In tempi flessibili come questi le certezze immutabili del merito fanno un certo effetto. Le uniche opportunità di Enzo Ferrari, pilota, meccanico, respinto al primo colloquio di lavoro dalla Fiat, sono state quelle che lui stesso ha creato, Enrico Mattei ha messo in gioco tutto se stesso per diventare l'uomo che voleva essere, cominciando a vendere vernici per la Max Meyer dopo essere stato operaio in fabbrica. Anziché abbattersi hanno accettato la sfida, preso gli ostacoli come stimolo a far funzionare l'ingegno pragmatico e l'immaginazione, non come limiti di cui lamentarsi sui blog o via facebook. Merito si dice, giudizio. Ma Salvador Dalì fu espulso dalla Scuola di Belle Arti di Madrid perchè si rifiutava di far giudicare i suoi dipinti dai professori; Gustave Flaubert, che pure era il primo della classe, un secchione ma di talento, fu cacciato dal collegio per aver capeggiato una rivolta contro un supplente; il poeta Shelley fu mandato via perché si rifiutò di rispondere alle domande degli insegnanti su un pamphlet che aveva appena elaborato sull’ateismo, non è a voi, declamava, ma alla Storia che devo rispondere. Sul pezzo di carta alla fine non c’è mai scritto quale sarà il tuo futuro.
Bastassero poi la passione, o la vocazione in un Paese dove tutti possono diventare qualcuno e tutti essere nessuno. Quanto talento finisce sprecato se non c'è un carattere a sorreggerlo, quante volte il bisogno di ribadire le proprie qualità fugge dalla competizione, perchè ingannato dal voto a scuola. Ai Professori piacciono i secchioni. Le pupe mai...
Commenti

silviob2

Gio, 07/06/2012 - 11:49

Se poi i voti sui quali si misura il merito non sono pure falsati dal cognome che si porta. Si sa che nelle nostre università rettori, professori, assistenti ricercatori, hanno nomi ricorrenti con tale frequenza da far valutare seriamente una modifica della teoria di Darwin: la caratteristiche genetiche si tramandano con il cognome.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 07/06/2012 - 13:14

Gli stitici si impegnano molto di più di che va di corpo regolarmente, ma non per questo meritano il premio del Profumo.

gnurante

Ven, 08/06/2012 - 15:08

I più bravi non sono sempre i migliori, gli 'sgobboni' non sono sempre i primi della classe e i primi della classe non sono sempre degli sgobboni.

bobsg

Ven, 08/06/2012 - 15:19

C'è una cosa da capire: ogni popolo ha la sua inclinazione che va assecondata. I tedeschi senza regole non fanno nemmeno la pipì, gli italiani con le regole sono morti. Cercare di germanizzare gli italiani come sta facendo monti è una semplice cretinata. Gli italiani devono poter creare lavoro e ricchezza come hanno sempre fatto: con poche regole, pochi controlli e tanta inventiva, con una moneta ballerina da alzare o abbassere a seconda delle necessità contingenti e soprattutto con la politica a debita distanza. Questa ricetta ci ha dato quattrini e benessere. Va rirpistinata.

Ritratto di Carlo_Rovelli

Carlo_Rovelli

Ven, 08/06/2012 - 15:39

"Ai Professori piacciono i secchioni. Le pupe mai..." Ma per favore, meglio allora premiare le pupe, come ha fatto il Cav che le ha infilate (dopo averle ben esaminate, s'intende) nei consigli regionali, in parlamento, nel suo governo? Bel sistema, si e' visto quello che il Cav e le soubrettes delle sue TV hanno combinato: situazione prossima a quella greca, aumento incontrollato del debito pubblico, niente crescita. Certo, loro si sono divertite, noi no. Forse, per cambiare, si potrebbe provare a dar spazio ai secchioni per una volta.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Ven, 08/06/2012 - 15:42

alla bocconi ho incontrato un 98% buono di sfigati che non meritano nemmeno uno spillo sulla seggiola. a uno di quelli magari andrebbe un premio? questo serve solo per permettere ai figli di qualche amministratore della pa o dell'università di prendere borse e vantaggi. andiamo dai, che i voti si contrattano da sempre con preappelli e recuperi, che la smettessero di sembrare seri.

claudiarossi

Ven, 08/06/2012 - 15:52

Ottimo articolo, veritiero.

flashpaul

Ven, 08/06/2012 - 16:29

Ci sono stati, e ci sono ancora, imprenditori con la terza elementare che hanno rilevato aziende fallite, le hanno fatto rinascere e hanno dato lavoro a decine e decine di persone. Ci sono plurilaureati che sono stati assunti in aziende importanti come consulenti, le hanno fatto fallire; decine se non centinaia di persone hanno perso il posto di lavoro e li hanno mandati via centinaia e centinaia di migliaia di euro tra compensi, liquidazioni, bonus, ecc. Se l'istruzione, "questo" tipo di istruzione, serve a questo, Dio ce ne scampi! L'istruzione è una cosa, l'intelligenza è un'altra.

Ritratto di pedralb

pedralb

Ven, 08/06/2012 - 16:29

Conosco un sacco di gente che ha appena la licenza media ma in fatto di economia e successo imprenditoriale bagna il naso ai quattro imbecilli che in Bocconi sono stati riempiti di inutili nozionismi e di asettiche formule matematiche. L' economia e l' imprenditorialità non può essere appresa sui libri, ma al 98% si ha nel sangue, ai libri ed alla Bocconi il misero 2%. MONTI DOCET.

SCHOLAR

Ven, 08/06/2012 - 17:32

Probabilmente dovrebbe essere verificata con più umiltà la rilevanza sociale degli studi che è direttamente proporzionale al livello di selezione che viene operato. Una scuola che non seleziona non potrà mai incidere sul tessuto sociale in quanto diventerà uno squallido parcheggio per giovani subadulti con qualche opportunità di socializzazione. Ora nei fatti la formazione si fa in azienda scegliendo chi è più congeniale nella massa di diplomati e laureati di basso livello. La selezione si fa in base al censo, alla famiglia, le amicizie, e solo in ultimo in base alle capacità. Ma così ha voluto il 68 , la cosiddetta scuola di Barbiana che dà una opportunità anche agli ultimi, purchè ben ammanigliati.

mallmfp

Ven, 08/06/2012 - 18:01

E' uno scandalo questo distribuire lauree ad honorem chiunque la riceva. Controllate nelle LIste delle universita' e scoprirete quanti manager di aziende si sono fatti dare una laurea solo perche' l' azienda nella quale lavorano ha investito o donato soldi a quella universita'. Non hanno fatto uno dico uno esame. Basta sedersi sul tavolo della conferenza fare un discorso e ricevere una laurea. Non chiamatela laurea chiamatela premio al lavoro ed alla attenzione all' universita'.

mallmfp

Ven, 08/06/2012 - 17:59

Queste pratiche hanno reso una laurea guadagnata con sacrifici un semplice pezzo di carta.

voce.nel.deserto

Ven, 08/06/2012 - 20:00

Nel 1832 Verdi, a 17 anni, fu bocciato al Conservatorio di Milano a causa dell'impostazione sbagliata delle mani al pianoforte. -

antonio puri

Ven, 08/06/2012 - 20:09

Nelle forze armate,e non solo, per essere assunti si deve superare,oltre alla visita medica,un severo esame psicotecnico. Esso consiste, secondo l'importanza della specializzazione, nel superamento di numerose prove a carattere psicologico e fisico, nel presentare il titolo di studio richiesto, e soprattutto nel superamento della prova del Q.I. Tutto questo fer fare il sottufficiale in carriera. Se un Grillo qualsiasi, si candida per governare un paese come l'Italia, può farlo liberamente, senza essere sottoposto ad alcun controllo. Vi sembra logico?.

maesto

Ven, 08/06/2012 - 21:22

Consiglio ai professori sussiegosi di rileggere "verbi transitivi e verbi intransitivi" ed anche magari "le ostriche di San Damiano" di Alfredo Panzini, che certo per età dovrebbero aver letto almeno sulle antologie delle medie dove erano un classico. Potrebbero riflettere su quello che è il mondo dei professori e quella che è la vita reale e forse recuperare anche un po' di modestia.

serramana

Ven, 08/06/2012 - 22:06

...nulla di più vero....la maggior parte dei laureati finisce semprè dietro ad una scrivania contando nulla...l'intelligenza la creatività la fantasia e il credo li devi possedere.

diego_piego

Ven, 08/06/2012 - 22:16

Il governo degli imprenditori l'abbiamo già visto... il governo dei professori non è poi così diverso, ha solo un minimo di decenza in più

sanchez

Sab, 09/06/2012 - 08:13

anche Indro per quanto mi risulta non era patentato alle superiori e università

Sapere Aude

Sab, 09/06/2012 - 08:54

Il 22 Novembre 2008, Gian Marco Chiocci scriveva su questo giornale “Ecco tutte le inchieste avviate sulle università da parte di procure, giudici contabili, tribunali amministrativi. Nonché istruttorie «interne» avviate dagli stessi atenei…..”. Tre anni e mezzo più tardi cosa hanno partorito le procure, i giudici contabili, i tribunali e le istruttorie interne universitarie? Vi suona forse come una novità che dopo un clamore mediatico non si sia fatto più niente? Vedo adesso che l’ennesimo articolo su come funziona l’Italia – anche se l’autore è un’altro – scatena gli animi dei puri. Gli ultimi rimasti? Ho passato una vita lontano dal paese. Risultato?“It’s like I’ve never been gone away” (è come se non fossi mai partito). O se preferite: tutto intorno vestigia di una antica civiltà, invecchiata male.

killkoms

Sab, 09/06/2012 - 09:23

#17diegopiego,già!meglio i politicanti di mestiere della 1^repubblica che hanno costruito il mega debito pubblico per"fabbricarsi"il consenso,all'insegna del"panem et circenses", vero?cos'ha di decente quel professorucolo che ridacchiando ha annunciato l'imu con rendite catastali rivalutate del 60%?tanto lui ha casa a bruxelles,lo sapeva?e lo sapeva che il decente professore s'è pure fatto pagare(senatorato a vita)per fare quello che ha fatto!ivi incluso stratassare gli italiani per far sentire"le loro grida"da parte di una certa cu.lona straniera?il berlusconi imprenditore è nella stessa barca degli italiani,lui no!

killkoms

Sab, 09/06/2012 - 09:34

#14antonio puri,il politico deve pur sempre sottoporsi ad un esame importante e non scontato che è il voto degli elettori!la cosa più scandalosa è il concorso in magistratura, che se non erro dovrebbe essere ancora fermo al nozionismo risalente agli albori dell'unità nazionale!in pratica l'aspirante magistrato fà il concorso,per titoli ed esami,e se lo supera,stretta di mano e"complimenti!lei è un magistrato"!non c'è un'accademia per i magistrati,come in francia,solo da poco c'è una scuola per magistrati che finora ha solo cambiato più volte la sede annunciata!se si pensa che come ha detto lei,l'aspirante militare dopo il concorso,fortemente selettivo,affronta l'accademia,la scuola sottufficiali,il reggimento addestrativo,a seconda della categoria di appartenenza,ed anche lì si può rimanere fuori!basti pensare che all'accademia aeronautica,gli aspiranti piloti partono in 100 e a volte giungono all'obiettivo in 50/60!