Quelle bugie sul clima basate su formule errate

Quando si parla di riscaldamento globale e si attribuisce alle attività umane la responsabilità di questo riscaldamento è necessario sapere quali sono le prove sperimentali a sostegno del modello matematico costruito ad hoc

Il clima non è una cosa semplice. Abbiamo visto su queste colonne (1 giugno) quanto sia estremamente complessa quella cosa cui si dà il nome di clima e la matematica per descriverne l'evoluzione. Sono necessarie almeno tre equazioni differenziali non lineari accoppiate. Non lineari vuol dire che l'evoluzione dipende anche da se stessa. Questo complica terribilmente la matematica al punto da non potere più avere un'equazione in grado di sintetizzare tutti i fenomeni studiati. Ecco perché la scienza non ha l'equazione del clima. Si possono costruire modelli matematici in grado di cercare di avvicinarsi alla soluzione analitica. Ciascun modello matematico deve però essere sottoposto a verifica sperimentale.

Quando si parla di riscaldamento globale e si attribuisce alle attività umane la responsabilità di questo riscaldamento è necessario sapere quali sono le prove sperimentali a sostegno del modello matematico costruito ad hoc. Ciascun modello matematico è infatti costruito ad hoc. E cioè mettendo nel modello moltissimi parametri liberi. I modelli matematici che sono alla base del Trattato di Parigi hanno decine di parametri liberi. Diceva il padre di questa matematica, Von Neumann: «Se mi date tre parametri liberi, vi descrivo un elefante e cosa fa. Se mi date un quarto parametro libero il modello matematico dimostra che l'elefante vola».

Qualcosa di simile accade alle frontiere della Fisica moderna. Anche qui c'è bisogno di tre equazioni differenziali non lineari accoppiate. Partendo dall'elettrone, la Fisica dei fenomeni fondamentali è arrivata alle porte del Supermondo che nasce cercando di unificare tutti i fenomeni fisici (Grand unified theory). Siamo riusciti a farlo.

Noi però non diciamo che abbiamo scoperto il Supermondo. Nessuno di noi oserebbe dire che abbiamo capito tutto sul Supermondo e che non c'è bisogno di alcuna verifica sperimentale. A una conclusione del genere arrivano invece coloro che sostengono di avere capito tutto sull'evoluzione del clima.

Infatti sabato scorso nella trasmissione Otto e mezzo condotta da Lilli Gruber il giornalista da lei invitato ha detto: il 99% degli scienziati sostiene che l'evoluzione climatologica è dovuta alle attività umane. Sono noti i nomi dei due scienziati che hanno detto che la scienza non ha l'equazione che descrive l'evoluzione climatologica. Il giornalista della Gruber dovrebbe dare i nomi dei suoi 198 scienziati, citando in modo telegrafico le scoperte e le invenzioni di ciascuno. Infatti per il clima non è possibile un'equazione come è ad esempio quella che scoprì Newton tanti anni fa. L'equazione di Newton ancora oggi guida i satelliti e i progetti spaziali. Se una equazione analoga prevedesse le catastrofi di cui parlano gli esperti di climatologia, è fuori discussione che un capo di Stato dovrebbe agire per evitare quelle catastrofi.

Coloro che dicono di avere capito tutto sul clima ignorano che tutti i modelli matematici costruiti non hanno mai preso in considerazione i raggi cosmici, nonostante la loro grande importanza sul clima.

Cosa ha deciso di fare l'America? Anzitutto (come discusso su queste colonne) distinguere nettamente tra evoluzione climatologica e inquinamento; combattere con provvedimenti drastici l'inquinamento, ma restare prudenti sul clima. Per il semplice motivo che le previsioni sono basate su modelli con tanti parametri liberi, che ne determinano l'arbitrarietà. Eppoi finanziare studi dettagliati per cercare di risolvere i problemi ancora oggi privi di risposta, arrecando danni minimi all'economia del Paese.

L'Europa dovrebbe rispondere investendo in ricerca fondamentale il doppio di quello che fanno gli Usa, senza costringere l'economia del Vecchio continente a subire un ulteriore colpo. L'Europa agisce dimenticando che la scienza è nata grazie a Galilei a casa nostra. Fare scienza vuol dire usare il rigore del linguaggio matematico (equazioni) corroborato da prove sperimentali al fine di fare previsioni. Una delle più famose fu quella di Halley che, usando l'equazione di Newton, predisse il ritorno della cometa che, giustamente, porta il suo nome. La credibilità scientifica dipende dalle equazioni corroborate da dati riproducibili.

Il presidente Trump sa che non esiste l'equazione-clima e sa che, se esistesse, sarebbe assurdo metterla ai voti. L'Europa ha messo ai voti un'equazione inesistente, ottenendo 195 voti.

Continuando su questa strada, fra dieci anni l'America avrà i livelli più bassi d'inquinamento al mondo e un'economia fiorente. L'Europa invece combatterà poco i veleni della produzione agricola e industriale e si troverà con una economia a rimorchio della locomotiva Usa.