Quell'ipocrisia "corretta" che schiaffeggia la riconoscenza

Come appari sullo schermo, che tu perda o vinca e qualsiasi imbecillità tu dica, vieni applaudito

Ricordo, tanti anni fa, di essere rimasto molto colpito quando in uno dei primi quiz televisivi mi sono accorto che il pubblico applaudiva non solo il vincitore, ma anche il perdente. Adesso è diventata la regola. Come appari sullo schermo, che tu perda o vinca e qualsiasi imbecillità tu dica, vieni applaudito. A scuola si cerca di non umiliare il ragazzo con un cattivo voto, con un cattivo giudizio. All'università non viene più bocciato nessuno. Un tempo a teatro, soprattutto all'opera, il pubblico fischiava il tenore o il soprano che cantava male. Oggi tutti i cantanti, tutti i musicisti, tutti gli attori, tutti i registi sono presentati come sublimi maestri. A meno che non vengano classificati come nemici politici, nel qual caso tutto quello che fanno è sbagliato.

Noi non sappiamo più valutare con la nostra testa, essere obbiettivi, imparziali, ma ci adeguiamo al modo di pensare politicamente dominante a quello che chiamano «politicamente corretto» e che ci hanno ficcato a poco a poco nella mente gli ideologi dei partiti e i maestri del marketing delle multinazionali della comunicazione. Chi si trova fuori da questo circolo mediatico e culturale, chi ha idee diverse non viene chiamato a scrivere sui giornali, a parlare nei dibattiti televisivi e quando espone il suo pensiero in privato lo insultano. Anni fa se si accorgevano che qualcuno non parlava male di Berlusconi lo trattavano come un paria. Oggi succede a chi lo fa con Trump. Poi le cose cambiano e il gregge segue le nuove direttive.

Nella vita privata quotidiana, dove non agiscono più queste correnti collettive, noi dobbiamo usare la nostra testa, ma siamo disabituati a farlo. Così non diamo più i meriti dovuti a chi ci ha aiutato col suo sapere, con la sua intelligenza, con la sua generosità. Oggi i bambini non ringraziano i genitori, non ringraziano gli insegnanti ed anche i genitori non li ringraziano, ma vanno solo a lamentarsi con loro. E lo stesso vale per il nostro portiere, per chi ci aiuta nei lavori domestici, per l'amico che viene a trovarci. Il risultato è che siamo ingiusti verso le persone a cui dovremmo invece rispetto e riconoscenza.

Commenti

forbot

Dom, 22/01/2017 - 16:40

L'esimio Alberoni ha dimenticato di menzionare anche gli applausi che vengono fatti nei funerali eccellenti. Ero ormai giovanotto quando partecipai al funerale del papà di un mio caro amico che abitava al Vomero. Non mi era mai capitato di vederlo prima. Uscito dalla Chiesa dopo la funzione religiosa, due ali di parenti e amici, tutti a battere le mani. Rimasi basito. Mi era già capitato di aver assistito a funerali; ma lì tutti piangevano o erano ammutoliti e afflitti. Era nel 1956, iniziava così la svolta in tante cose anche per l'Italia.

DuralexItalia

Dom, 22/01/2017 - 17:33

Gent.mo Dr. Alberoni, il non "bocciare" o "punire" più nessuno è semplicemente un altra tappa dell'egualitarismo sociale tanto caro a coloro che nel 1968 "sognavano" la fantasia al potere. Eliminare le differenze livellando tutto e tutti verso il basso è l'ennesima fase di un progetto teso all'eliminazione del merito quale, secondo gli esimi pensatori del politicamente corretto, "fonte di ingiustizie e privilegi". Le basi culturali per questo tipo di approccio sono contenute nei sacri tomi del marxismo militante e in alcune interpretazioni sugli scritti evangelici (interpretati pro domo loro). Quindi, in sintesi: se tutti siamo "laureati" o "campioni" o egualmente "ricchi" si realizzerà la società perfetta: saremo tutti tra eguali. Peccato che questa teoria assurda produrrà esattamente quello che ha già prodotto: una eguale distribuzione della povertà e della ignoranza ad ogni livello sociale.

nonna.mi

Dom, 22/01/2017 - 18:08

Francesco Alberoni: grande scrittore profondo, intelligente e dotato di vera Capacità di sottolineare le nostre incongruenze che reputiamo segnali di Libertà ed invece sono solo insuccessi per migliorare la Società,ingannando il Buon Senso. Myriam

sparviero51

Dom, 22/01/2017 - 18:51

IL MASSIMO DELL' IMBECILLITÀ TELEVISIVA È L'APPLAUSO SCROSCIANTE ALLORCHÉ IL CONDUTTORE ANNUNCIA LA PUBBLICITÀ !!!

Valvo Vittorio

Dom, 22/01/2017 - 19:03

E' nella natura umana rendere partecipi familiari o amici della propria gioia o dolore che la vita quotidianamente ci riserva. Le religioni in fondo si comportano alla stessa stregua e il Papa dall'alto del suo pastorale elargisce dettami del vangelo. Il politico accoglie esigenze dei suoi elettori e si prodiga perché si traducano in norme e fatti. Credo che gioia e dolore siano una costante nel vivere in società. In fondo anche l'insegnamento è un modo di trasmettere ai discenti il proprio sapere. Un noto euro deputato della lega asserì che i nazisti erano molto avanti nella ricerca in medicina e aveva ragione perché avevano tanto materiale umano (gli ebrei) a disposizione. La storia umana è ricca di quanti si sono sacrificati per gli altri!

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Dom, 22/01/2017 - 19:47

Caro Dott. Alberoni sono convinto sempre più che il Film di Fantascienza Farenhai 451 sia diventato calzante in questo Mondo diventato conformista e privo di valori dove, la TV e massima parte dei Media della carta stampata, si accentua soltanto ciò che è comodo al Potere dominante. Non ho altre considerazioni di rilievo da fare ma le assicuro gratitudice da leggere e gustare. Shalòm e Forza Italia.

Menono Incariola

Dom, 22/01/2017 - 20:41

Mi viene in mente una gag accaduta tanti anni fa all'Arena di Verona. Durante l'entrata di orchestra e coro della Fenice, un solerte commesso salutava ogni persona con un "Buonasera Maestro", finchè un Primo Violino, squadrandolo dall'alto in basso non lo rimbeccò in veneto: "A mi, ciamime MONA!"... (Chiamami cxxxxxo!) ;-)

buri

Dom, 22/01/2017 - 22:58

qusi sono felice di invecchiare spero di non vedere il mondo che si prepara

Manlio

Lun, 23/01/2017 - 11:25

La ringrazio per il suo pezzo. Quando provo le stesse sue sensazioni mi dico saranno gli ottanta a condizionarmi. Oramai sono fuori dei tempi ! Le sue parole mi hanno ringiovanito. Grazie