Raccogliere fondi per mettere all'angolo la sclerosi multipla

Sono 28 i progetti di ricerca, 6 le borse di studio, 12 gli studi speciali, oltre a un costante impegno internazionale contro le forme progressive di sclerosi multipla, una malattia degenerativa che colpisce 72mila persone in Italia (2mila i nuovi casi ogni anno) e 700mila in Europa. Nel 2014, grazie al sostegno di migliaia di cittadini, attraverso il 5 per mille, l'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e la sua fondazione (Fism) hanno destinato alla ricerca 5,63 milioni che sono stati impiegati per la lotta a questa malattia.

Negli ultimi 25 anni la stessa associazione ha destinato oltre 50 milioni, confermandosi al terzo posto nel mondo tra quelle che sostengono la ricerca.

Aism con la sua Fondazione, ogni anno, mette a disposizione dei ricercatori, attraverso il bando Fism, 3 milioni che servono a finanziare vari progetti di durata annuale, biennale o triennale, studi pilota, borse per laureati, oltre alla prestigiosa borsa alla carriera «Rita Levi-Montalcini». «Senza il contributo di decine di migliaia di cittadini italiani, che tutti gli anni scelgono la nostra fondazione Fism - spiega Roberta Amadeo, presidente di Aism - non avremmo potuto rendere concreti tutti quei progetti che ci hanno fatto raggiungere risultati storici nella lotta a questa malattia».

L'impegno maggiore, nel tempo, è stato indirizzato verso quelle forme progressive di sclerosi multipla, le più gravi, per le quali, a oggi, non esiste ancora una cura specifica. In particolare, l'associazione ha cofinanziato 22 progetti a livello mondiale, insieme a quelli del Regno Unito, Stati Uniti, Canada e alla Federazione internazionale del settore (Msif), tramite il primo bando di ricerca, indetto dalla Progressive Ms Alliance, che promuove lo sviluppo di terapie per le forme più gravi. Questo impegno durerà per i prossimi 5 anni, con un finanziamento di 22 milioni. A fine gennaio si è chiuso il secondo bando, a presto la selezione dei nuovi progetti.

«Nel mondo - dice Barbara Baù, giovane di 26 anni in cura da tempo - ci sono almeno un milione di persone che, come me, spera nella ricerca scientifica» (www.aism.it) .