Radio Radicale rischia la chiusura: "Governo non rinnoverà la convenzione"

Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria: "Il servizio è stato svolto per 25 anni senza l'affidamento con una gara"

"È intenzione di questo governo (almeno mia e del Mise che abbiamo seguito il dossier) di non rinnovare la Convenzione con Radio Radicale per svolgere il servizio. Vorrei che i termini fossero corretti, non rinnovare la Convenzione". Lo ha affermato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'Editoria, Vito Crimi. Così Radio Radicale rischia di chiudere.

A margine alla Prima conferenza regionale sullo stato dell'informazione locale in Lombardia, Crimi ha precisato: "Non rinnovare la convenzione per svolgere un servizio che Radio Radicale ha svolto per 25 anni senza alcun tipo di valutazione, come l'affidamento con una gara. Nessuno ce l'ha con Radio Radicale o né vuole la chiusura. Sta nella libertà del Governo farlo".

Negli ultimi vent'anni, secondo Crimi, "è stata rinnovata come una concessione. Esiste Rai Parlamento, un servizio pubblico, un canale istituzionale che trasmette le sedute parlamentari e delle commissioni".

La reazione

Subito è sorta la preoccupazione della Fnsi. "La scelta del Governo di tagliare il fondo per l'editoria è sciagurata perché colpisce le voci delle differenze. Per capirci: colpisce Radio Radicale, Il Manifesto, l'Avvenire, tanti giornali diocesani e molte realtà locali in Campania dove c'è il rischio che in numerose province non resterà nessuna voce a raccontare il territorio. Mette a repentaglio la voce della diversità e della differenze perchè sono tagli destinati a diventare bavagli. Quando si chiude un piccolo giornale si oscura una comunità", ha tuonato Giuseppe Giulietti, presidente nazionale della Fnsi, oggi a Benevento per un corso di formazione dedicato ai giornalisti.

"Per questo proporremo una serie di iniziative di lotta a partire da oggi per contrastare questa decisione che lede, ferisce ed umilia l'art. 21 della Costituzione - ha continuato -. Ci rivolgeremo al Capo dello Stato".

Commenti

Tergestinus.

Lun, 15/04/2019 - 12:43

La stampa è una merce come un'altra. Se non vende a sufficienza per mantenersi da sola deve chiudere baracca. Vuol dire che rappresenta idee che non hanno seguito. I figli di Marx dovrebbero avere ben chiari questi concetti.

Ritratto di asimon

asimon

Lun, 15/04/2019 - 12:50

il taglio al fondo per l'editoria è sacrosanto e non vengano a raccontarci che solo così si difende la libertà di stampa quando anche i muri sanno che le proprietà e gli editori dei giornali sono grossi gruppi industriali e finanziari quindi che mettano loro i soldi per coprire le gestioni fallimentari e clientelari dei loro giornali, per quanto riguarda radio radicale che chiedano i soldi a soros tramite Bonino

Trinky

Lun, 15/04/2019 - 13:02

Era ora...........e adesso deve toccare al finanziamento dei giornali e riviste varie!

Popi46

Lun, 15/04/2019 - 13:14

Radio Radicale è l’unica emittente che manda in onda in diretta tutti i congressi, riunioni,discussioni e litigi vari dell’establishement, in modo che ognuno si faccia una propria opinione al di fuori di qualsivoglia propaganda. Questo per la politica in Italia. Inoltre, trasmette rubriche su tutto il mondo. In poche parole “conoscere per deliberare”. Caro Crimi, con la tua posizione segnali che tutto sei tranne che un democratico....