Ravenna, 48enne va al ristorante della moglie con una mannaia: "Vi ammazzo tutti, faccio un macello"

Un 48enne con problemi di alcolismo e tossicodipendenza, da tempo, minacciava e aggrediva verbalmente la moglie, fino a quando si è presentato sul suo posto di lavoro. Ora è indagato per maltrattamenti

Ha minacciato di morte la compagna e tutta la sua famiglia, dicendo loro che li avrebbe uccisi con un'ascia. E poi, quel gesto ha provato a farlo veramente, presentandosi fuori dal ristorante dove la donna lavora. Lì avrebbe gridato: "Adesso li cerco e appena li trovo li ammazzo tutti e faccio un macello". Poi avrebbe danneggiato la macchina della convivente e dei suoceri. È accaduto a Ravenna e per questo, secondo quanto riportato da Il resto del Carlino, un 48enne di Cesena è indagato per maltrattamenti in famiglia, con l'aggravante di aver commesso i fatti in presenza dei figli minorenni. A suo carico, il giudice per le indagini preliminari, Andrea Galanti, ha anche disposto il divieto di avvicinare la donna come misura cautelare.

La prima segnalazione nei confronti dell'uomo, la donna l'avrebbe fatta il 6 ottobre scorso, quando si era rivolta ai carabinieri per denunciare la propria situazione familiare. In base ai suoi racconti, infatti, l'uomo (che ha problemi di alcolismo e di tossicodipendenza) avrebbe minacciato a aggredito verbalmente la moglie in diverse circostanze. La mattina dell'aggressione, il 48enne era arrabbiato con lei perché da giorni si rifiutava di dargli un somma di denaro; così si è recato, due volte, nel ristorante dove la donna lavora e ha iniziato a danneggiarle l'auto. Poco dopo avrebbe estratto dal suo furgone un'accetta, avrebbe iniziato a minacciare la famiglia della compagna e si sarebbe recato a casa dei suoceri, dove ha rovinato anche le loro macchine.

Secondo quanto ricostruito, l'indagato avrebbe comunicato le sue intenzioni utilizzando messaggi vocali su WhatsApp: "Vi ammazzo tutti quanti", "Sto venendo al ristorante con la mannaia...chiama i carabinieri, i pompieri e chi vuoi che li ammazzo tutti", "Carabinieri potete registrare tutto, sono io". I militari, chiamati dalla donna spaventata, hanno sequestrato all'uomo l'ascia con manico lungo 70 centimetri, appoggiata sul sedile anteriore del suo furgone e per questo ritenuta dagli investigatori pronta all'uso. La denuncia della compagna è stata ritenuta dal pubblico ministero credibile e priva di finalità ritorsive, in quanto ha escluso maltrattamenti di natura fisica e nei confronti dei figli. Ma l'aggressività del gesto e le condotte violente dell'uomo hanno reso teminili e concrete le minacce di morte, rendendo indispensabili le esigenze cautelari in ragione del rischio che quel comportamento potesse ripetersi.