Il referto dei medici legali in procura: "Pino Daniele morto per decadimento della funzione cardiaca"

Il referto dei medici legali è stato depositato nelle mani del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e in quelle del pm Marcello Monteleone

I medici legali fanno chiarezza sulla morte di Pino Daniele. Dopo aver concluso il loro lavoro hanno consegnato il loro referto alla procura di Roma. "La morte è avvenuta per un decadimento della funzione cardiaca". Il referto dei medici legali è stato depositato nelle mani del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e in quelle del pm Marcello Monteleone. Di fatto, la relazione è il risultato definitivo dell'autopsia. "Il cantante, malato cronico di cuore, si era sentito male nella sua villa in provincia di Grosseto e, malgrado le sollecitazioni dei suoi familiari, i quali avevano chiamato un’ambulanza, e del suo medico curante, aveva rifiutato di farsi vedere nell’ospedale più vicino e deciso di recarsi in macchina a Roma per farsi controllare dal suo cardiologo di fiducia. Se Pino Daniele avesse optato per l’ospedale di Orbetello - sostengono i consulenti - avrebbe avuto sicuramente più chance di salvarsi, ma non è certo che ce l’avrebbe fatta". Gli inquirenti adesso dovranno sentire i legali della famiglia del cantante. Quando si concluderanno tutti gli accertamenti, i reperti e soprattutto il cuore del cantante verranno riconsegnati alla famiglia che prova ancora a reagire al dolore per la scomparsa prematura di "Pino".

Intanto a 21 anni dal concerto del San Paolo di Napoli, Jovanotti ed Eros Ramazzotti vogliono ricordarlo proprio nel suo stadio, per emozionarsi e per intonare insieme quella musica e quelle parole che nessuno può dimenticare. Insieme proveranno a porte chiuse nel pomeriggio di domenica e saranno accompagnati dal sax del grande James Senese, il musicista che incarna il sound di Napoli che attraverso le canzoni di Pino ha cambiato la storia della città e di tutta la musica italiana.

Commenti
Ritratto di bingo bongo

bingo bongo

Sab, 25/07/2015 - 15:34

Si poteva salvare a patto di non perdere tempo.

lento

Sab, 25/07/2015 - 16:08

Decadimento ? E' ci credo? Alla velocita' di duecento km, altro che' decadimento !!

michele lascaro

Sab, 25/07/2015 - 17:49

"Decadimento" dei miei stivali! Perché non hanno proposto a Daniele un trapianto cardiaco (anche con cuore artificiale)? Il "fallimento funzionale" di un organo, in medicina, quella moderna, si cura così!

linoalo1

Sab, 25/07/2015 - 18:25

E cos'è un Infarto,se non un Decadimento Cardiaco?Ammetto di essere ignorante in materia,come,del resto,la maggioranza degli Italiani!!Però,non sono così Ignorante da non capire che il Decadimento Cardiaco è un sinonimo di infarto!!!!

michele lascaro

Sab, 25/07/2015 - 18:42

No, Linoalo, L'infarto può essere la causa del futuro e progressivo decadimento cardiaco, (dopo che si è avuto, quindi). Decadimento significa nel nostro gergo medico: "Fallimento funzionale", che è la dizione esatta. Mi scusi per la correzione!

Ritratto di laky

laky

Sab, 25/07/2015 - 21:24

Il così detto decadimento è la conclusione di una patologia cronica e progressiva, l'infarto è invece un evento acuto con necrosi del miocardio: due eventi molto diversi ma comunque correlati ad un cuore tanto malato ...

michele lascaro

Sab, 25/07/2015 - 22:18

RIPETO: No, Linoalo. L'infarto può determinare, attraverso uno scompenso cardiaco progressivo, "il fallimento funzionale" del cuore,come diciamo con maggiore esattezza noi medici (non decadimento, parola che non fa parte della nostra dizione), ma non è di per sé, (l'infarto), quello che lei afferma. Per la cura vale quanto ho detto.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Dom, 26/07/2015 - 11:39

Pino Daniele è morto per uno scompenso acuto di cuore. La cui manifestazione clinica più "triviale" è rappresentata dall'edema polmonare acuto. Ovvero dall'inondazione degli alveoli polmonari da parte della componente plasmatica del sangue. Conseguente ad un mancato drenaggio del piccolo circolo da parte di un ventricolo sinistro insufficiente nella propria funzione contrattile. Il paziente va incontro ,letteralmente, ad un processo di annegamento nei propri polmoni. La somministrazione tempestiva di diuretici e morfina e.v. può, in molti casi, venire a capo della criticità contrattile e permettere al paziente l'attesa dei tempi tecnici per la soluzione definitiva del proprio problema. Già indicata in precedente post a firma del Collega.

Prameri

Dom, 26/07/2015 - 15:59

Che pasticcio! Se hanno fatto l'autopsia avrebbero dovuto descrivere: morte per 'edema polmonare'. L'edema polmonare è trattabile anche in ambulanza, soprattutto con ossigeno e diuretici, come dice Memphis35. Nessun testimone presente alla sua morte ha parlato di segni riferibili a questo 'annegamento dal proprio plasma'. Hanno escluso l'infarto perché non hanno dimostrato cicatrici nel cuore né rotture o altro di acuto. Poi è chiaro che il cuore è morto come tutto il resto ma non è stata la morte del cuore la causa di tutto il resto. Shock vaso-neurogeno? E' indimostrabile. Oppure le notizie che abbiamo sono imprecise.

Holmert

Mar, 20/09/2016 - 13:50

Tre medici sono stati condannati per omicidio colposo per la morte del giocatore Morosini per non avere usato il defibrillatore. A me sembra comunque un paradosso. Pino Daniele è morto senza ricevere un soccorso imminente e nessuno di coloro che gli consigliarono di partire per Roma in quelle condizioni, pare che stia pagando. Nella fattispecie Morosini almeno fu soccorso e spetta ai medici stabilire se usare o no il defibrillatore e non al giudice. Comunque io la parola decadimento a proposito del cuore in circa 40 anni di ospedale non l'ho mai usata. Non significa nulla. Forse sta a significare invecchiamento decrepito. La diagnosi è diversa,come ad esempio scompenso cardiaco acuto di sinistra, scompenso cardiaco congestizio, insufficienza cardiaca secondaria a: etc.etc. Decadimento si usa a proposito di nobiltà..conte decaduto,barone decaduto etc. D'accordo con Memphis35.