Riforme, ok a discussione per riduzione numero Regioni

Il Governo ha accettato in Senato un ordine del giorno di Raffaele Ranucci (Pd) che "impegna il governo a prendere in considerazione prima dell’entrata" in vigore del ddl di riforma, "l’opportunità di proporre attraverso una speciale procedura di revisione costituzionale, la riduzione delle Regioni"

Il Governo ha accettato in Senato un ordine del giorno di Raffaele Ranucci (Pd) che "impegna il governo a prendere in considerazione prima dell’entrata" in vigore del ddl di riforma, "l’opportunità di proporre attraverso una speciale procedura di revisione costituzionale, la riduzione delle Regioni". Dopo 45 anni dunque potrebbero mutare i confini delle regioni italiane e passare da 20 a 12. In foto la cartina della penisola proposta in un ddl di Roberto Morassut e Raffaele Ranucci del Pd. La Regione Alpina sostituirà il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria. Il Triveneto ingloberà il Trentino Alto-Adige, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. Mentre la Regione Emilia Romagna oltre al territorio attuale sarà estesa alla provincia di Pesaro e Urbino.

L'Appenninica accorperà Toscana e Umbria e la provincia di Viterbo. L'Adriatica unificherà Abruzzo, Marche e parte del Molise e Lazio. La Tirrenica vedrà fondersi Campania e parte del Lazio mentre la Regione del Levante accoglierà Puglia e parte del Molise e della Basilicata. La Calabria e la provincia di Potenza faranno parte del Ponente. Lombardia, Sicilia e Sardegna resteranno invariate, mentre Roma ingloberà solo la sua provincia.


Commenti

cgf

Gio, 08/10/2015 - 18:06

Hanno cambiato la Legge Elettorale, il Senato ed ora tocca alle Regioni per poter avere voti *sicuri* e continuare a fare..... ma cosa succede se poi tutto questo diverrà un boomerang?

petra79

Gio, 08/10/2015 - 19:14

e prima l'unificazione delle prefetture e questure ( che non si farà mai ) ,adesso le regioni ma invece di unificare le regioni ma riducetevi il vitalizio ... quello non lo votano mai ??????

tiromancino

Gio, 08/10/2015 - 21:53

Come per le province? Si licenzia,si dimezza? I veri imbullonati,eccoli.

Sgrey96

Sab, 10/10/2015 - 21:35

Una proposta del genere denota un'ignoranza abissale, con accorpamenti e nomi casuali, senza rispetto per storie plurimillenarie fondamentali per l'identità di questa Nazione! Concordo che la Val d'Aosta potrebbe passare al Piemonte (che la comprende dall’antica Roma e che perciò deve mantenere il nome latino), che Trentino, Veneto e Friuli potrebbero costituire il Triveneto (unito dai tempi dei Veneti indoeuropei e poi sotto la Serenissima) e che Marche e Abruzzo potrebbero unirsi, ma sotto il nome di Abruzzi, come si sono sempre chiamate; ma non si possono cancellare regioni con origini in alcuni casi preindoeuropee come Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Basilicata (che dovrebbe tornare a chiamarsi Lucania) Calabria e Puglia (preferibilmente coll’antico nome di “Puglie”, più adatto ad indicare la pluralità del territorio, specie se annette la sottoregione del Molise). Non si può cancellare la storia per risparmiare qualche milione: la cultura non ha prezzo!