Rigopiano, telefonata choc: "Non mi frega niente, l'emergenza è altro"

Dalle carte dell'inchiesta bis spunta una telefonata choc: "Più importante cercare una turbina per liberare le strade, non chi mi dice di aver paura"

Prefettura particolarmente ansiosa ed egoista al momento dei primi segnali riguardo le indagini sulla gestione del post Rigopiano: il quadro restituito in seguito all'informativa dei carabinieri forestali è davvero crudele. L'ipotesi è che l'elenco delle segnalazioni ricevute il giorno della tragedia sia stato occultato dai sette indagati (l' ex prefetto Provolo, i due viceprefetti distaccati Angieri e Mazzia e i dirigenti Verzella, Pontrandolfo, Acquaviva e De Cesaris): in particolare l'obiettivo sarebbe stato far perdere traccia della chiamata del resort ricevuta alle 11.38 del 18 gennaio ed effettuata dal cameriere Gabriele D'Angelo. Dopo diversi mesi fu ritrovato un bigliettino con degli appunti che però presentava una parte tagliata e che - a giudizio degli inquirenti - conteneva proprio la telefonata di D'Angelo.

L'orrore continua

Angieri, una volta avviate le indagini per depistaggio, scaricò le inadempienze a Provolo e al Questore mediante una chiamata con Mazzia: "A noi ci hanno detto di raccogliere tutti questi documenti e poi glieli abbiamo mandati e l'abbiamo firmata noi su indicazione del Prefetto, perché il Questore gliel'ha detto cosi, stava lì il Questore, in stanza con lui". In una successiva conversazione, si legge su Il Messaggero, Angieri tirò in ballo anche Pierfrancesco Muriana, ex capo della squadra mobile: "Cioè, noi siamo arrivati dopo, quello che abbiamo trovato abbiamo messo lì dentro. Lì il Prefetto ci ha detto di firmarla, noi veramente non eravamo molto contenti, però disse: io vi metto a disposizione il dirigente della mobile. E quindi con il dirigente della Mobile abbiamo preparato questa cosa cioè con quello a cui doveva andare la relazione".

Angieri poi confessò sempre a Mazzia: "Questa è un po' la nostra ancora di salvezza. Secondo me eh, per come stanno impostando l' indagine, è un fatto nuovo che gli dà fastidio, li intralcia capito, per cui a tenerci lì dentro diventa un po' complicato". In altre telefonate intercettate è stata rinvenuta l'ammissione da parte di Provolo circa il malfunzionamento della prefettura avente un "capo di gabinetto di m****" e una "dirigente sfaticata". Infine vi è stata anche una rivendicazione relativa alle richieste di aiuto da Rigopiano. Verzella in una chiamata disse: "Io dovevo segnalare altre situazioni, io dovevo tenere presente altre cose. Cioè per me era più importante cercare una turbina per liberare le strade che non uno che mi telefona e dice c' ho paura, sto all' albergo di Rigopiano, cioè non me ne frega un c**** di niente di quello lì, cioè con tutto il rispetto per me l' emergenza è un' altra".

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 18/04/2019 - 12:07

Ministro dei Trasporti, il Delrio, che dirottava i soldi della manutenzione delle strade ai delinquenti schiavisti dell'accoglienza comunista. Strage di lá, strage di qua. Strage ferroviaria di Pioltello, strage del ponte Morandi. Ma cosa aspettano i PM comunisti a far processare il ministro comunista per l'ergastolo comunista?