Rimini, condannato straniero: maltratta la moglie e stupra la figlia

L'uomo, sempre più violento, aveva instaurato in casa un autentico clima di terrore. Oltre a maltrattare, insultare e minacciare costantemente la consorte, il 50enne aveva cominciato a prendere di mira anche la figlia adolescente di lei, violentata e costretta al silenzio

Arriva la condanna emessa dal tribunale di Rimini nei confronti di un 50enne bulgaro accusato di maltrattamenti in famiglia e di violenza sessuale su minore.

Una storia sconvolgente, quella riferita dalle vittime, che per anni hanno dovuto subire le angherie dell'orco, arrivato ad instaurare in casa un autentico clima di terrore.

Secondo quanto riportato dagli inquirenti, che si sono occupati di condurre le indagini, l'uomo, un camionista dell'Est Europa, aveva sposato anni fa una 40enne riminese, dalla quale ha avuto due figli. In casa, oltre alla coppia ed ai loro bambini, anche la figlia della donna, avuta da una precedente relazione. È stata proprio la ragazzina, in questi ultimi mesi, a patire maggiormente i soprusi dello spietato straniero.

Fin dai primi giorni di matrimonio, l'atteggiamento dell'extracomunitario si era fatto sempre più violento. La prima ad esser presa di mira è stata ovviamente la consorte, maltrattata, insultata e minacciata in ogni modo. Convinto che la donna fosse una buona a nulla, incapace addirittura di fare la madre, il 50enne ha reso la sua vita un autentico inferno, non risparmiandole crudeli parole di sprezzo ed intimidazioni. Stando al racconto delle vittime, infatti, l'uomo non si è fatto problemi a minacciare la compagna di morte. Non solo. In più di un'occasione era addirittura arrivato a promettere che non le avrebbe mai più permesso di rivedere i loro due bambini, portati dai nonni in Bulgaria.

Nel corso del tempo le sofferenze della donna non hanno fatto che aumentare, soprattutto quando si è aggiunta la scoperta di cosa il 50enne avesse fatto a sua figlia. Negli ultimi mesi, infatti, le attenzioni dell'orco si erano spostate sulla ragazzina, appena 14enne. Quest'ultima è stata violentata per settimane dal patrigno, che la obbligava a stare in silenzio con la minaccia di fare del male a sua madre. L'incubo è andato avanti fino a quando la giovane non ha trovato il coraggio di raccontare tutto alla donna, che ha quindi finalmente deciso di rivolgersi alle forze dell'ordine di Rimini. Le due hanno quindi sporto formale denuncia, dando avvio alle indagini, terminate con l'arresto del 50enne.

Nella giornata di ieri la sentenza. Il giudice ha condannato l'imputato a sette anni e dieci mesi, anziché agli 8 richiesti dal pubblico ministero.