Rimini, denunciò lo stupro in spiaggia: oggi la 15enne conferma le accuse contro il coetaneo

I familiari della presunta vittima avevano notato strani segni sul corpo della ragazza, che aveva raccontato di avere bevuto troppo e di non ricordare se fosse stata consenziente al rapporto sessuale. Il giovane, indagato per violenza sessuale aggravata, si professa innocente

Si erano trovati alla stessa una festa in spiagga, ad aprile. Circolava molto alcol, tutti ballavano e praticamente nessuno ricorda, con esattezza, i dettagli di quella serata. Poi però il dubbio di essere stata abusata sessualmente. Infine il racconto spaventato e, in seguito, la denuncia dello stupro. I fatti, accaduti nel Riminese, risalgono alla scorsa primavera e sono coinvolti due ragazzi della stessa età: una 15enne e un suo coetaneo, attualmente indagato per violenza sessuale aggravata dal fatto di aver fatto bere alcolici alla vittima (un'altra minorenne come lui). Secondo quanto riportato da Il resto del Carlino, a sporgere denuncia era stata la famiglia della ragazzina, che aveva notato strani segni sul corpo della giovane al suo rientro a casa dopo quella festa.

Il racconto dell'adolescente

In base a quanto ricostruito, la giovane, una volta tornata nella sua abitazione, agli occhi dei genitori era parsa agitata e molto spaventata agli occhi dei familiari. Dopo alcune domande, infatti, si era convinta e aveva iniziato a raccontare quanto le era accaduto. La 15enne ai genitori aveva spiegato di avere bevuto bevande alcoliche insieme ad alcuni amici e di essersi fermata a lungo con un ragazzo, suo coetaneo. La ragazzina, alla famiglia, avrebbe fatto intendere di avere il timore di essere stata stuprata.

Le indagini sul giovane

Dalla testimonianza della ragazza, in seguito, erano partite le indagini dei carabinieri. Il giovane era stato immediatamente identificato e iscritto nel registro degli indagati del tribunale dei minori di Bologna. In quella circostanza, in un primo momento, il giovane aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice, attendendo anche l'esito dell'incidente probatorio. E, proprio in questi giorni, nel capoluogo emiliano, la presunta vittima, assistita da uno psicologo, è stata ascoltata in audizione protetta, replicando agli interrogativi.

La ricostruzione (e i dubbi) della ragazza

Secondo quanto riportato dal quotidiano emiliano, l'adolescente avrebbe raccontato di avere bevuto molto durante la festa, esattamente come avevano fatto tutti gli altri componenti del gruppo. Davanti al giudice, la ragazza avrebbe ammesso di non ricordarsi se fosse stata consenziente, proprio a causa del troppo alcol ingerito, alle richieste del suo coetaneo. Nelle prossime ore, il guiudice del tribunale dei minori di Bologna dovrà stabilire se mandare a processo lo studente, che al suo avvocato ha sempre ribadito la sua innocenza.