Rissa tra bimbi finisce con accoltellamento

A scontrasi tra le strade di Sava, nel Tarantino, un bimbo italiano e due stranieri. Ad avere la peggio è stato un albanese di 10 anni, ferito ad una gamba

Una rissa fra tre persone, scoppiata probabilmente per futili motivi, è culminata con l’accoltellamento di uno dei partecipanti alla colluttazione.

Questa azione di violenza gratuita, decisamente allarmante, assume toni ancor più inquietanti e sconvolgenti se si considerano le età dei protagonisti. Ad affrontarsi, infatti, sono stati tre bambini, un italiano, un albanese ed un marocchino, che non hanno avuto problemi a regolare i conti fra loro anche tramite l’uso di un’arma.

La storia drammatica è avvenuta a Sava, un piccolo comune in provincia di Taranto. Al momento non si conoscono i motivi della rissa. I tre bimbi si sono incontrati in strada, non si sa se dopo un appuntamento, ed hanno dato libero sfogo all’insano desiderio di violenza.

I piccoli si sono scontrati prima verbalmente e poi fisicamente. Ad avere la peggio è stato l’albanese di 10 anni che è stato colpito con una coltellata ad una gamba. Subito soccorsa, la vittima della folle aggressione è stata condotta in ospedale per medicare la ferita. Per fortuna, le sue condizioni non sono gravi.

La vicenda, come è ovvio che sia, non è finita qui. Sul caso, infatti, si è attivato il Tribunale dei minori, anche in relazione al ruolo dei genitori, i quali sarebbero responsabili di aver lasciato i figli senza la corretta supervisione. Forse non è questo il caso ma c’è preoccupazione per l’aumento delle risse tra adolescenti dopo un ap­puntamento via social. Una moda molta pericolosa difficile da estirparee, per certi versi, anche da tenere sotto controllo.

Si ricordano, ad esempio le risse avvenute lo scorso anno a Piacenza dopo appuntamenti concordati in rete. L’organizzatore degli scontri era un 15enne. Le vie centrali della città erano divenute il ring sono si svolgevano le sfide fuorilegge. Un fenomeno esploso all’im­provviso e senza qualche preciso motivo ma monitorato con attenzione dagli agenti della Questura di Pia­cenza in collaborazione con il Comando dei carabinieri che avevano identificato decine di ragazzi, sia italiani che stranie­ri.

Sei di loro non hanno voluto sporgere denuncia. Dopo essere stati in­terrogati nella caserma dei ca­rabinieri, i giovani sono stati a loro volta denun­ciati per rissa, reato per cui gli investigatori hanno proceduto d’ufficio. Su quanto accaduto a Sava, invece, si sta ancora indagando. Nulla al momento, è escluso. Resta l'amarezza per una infanzia bruciata a colpo dell'odio insensato.