Il ritorno del contrabbando, due arresti in Campania

A Salerno finisce nei guai un corriere siciliano pizzicato con 3mila pacchetti, a Napoli arrestato un 26enne nei pressi di un vero e proprio deposito di "bionde"

Le bionde sono tornate di moda. Il contrabbando non è più un fenomeno consegnato agli annali della storia recente del Mezzogiorno ma, oggi, è un fatto che coinvolge direttamente buona parte dell’intera nazione. Commerciare sigarette facendo (illecita) concorrenza ai monopoli di Stato è diventato un vero e proprio affare che coinvolge tanto il Sud quanto il Nord. E in cui è implicato, più o meno direttamente, un numero sempre maggiore di facchini e corrieri dei clan e delle organizzazioni che hanno deciso di reinvestire nel contrabbando.

Le operazioni messe a segno dalle forze dell’ordine solo nell'ultimo fine settimana restituiscono l’immagine dell’evoluzione del contrabbando che sa sfruttare vie e canali già “rodati”. Ci si prendono rischi, anche importanti, pur di trasferire ingenti quantità di “bionde”. E qualche volte capita di finire in manette.

È accaduto a Salerno dove i poliziotti hanno fermato un bus che, dalla Sicilia, era diretto a Napoli. Sul mezzo viaggiava un uomo, 31 anni, già noto alle forze dell’ordine, che aveva con sé un carico molto prezioso. Trasportava, nascosti tra i suoi bagagli, più di 3mila pacchetti di contrabbando, tutti privi del marchio che ne garantisce la provenienza dai Monopoli di Stato. L’ingente quantitativo di tabacco (che pesato, secondo i poliziotti salernitani, arrivava addirittura a 63 chilogrammi) avrebbe potuto fruttare ingenti introiti ai commercianti che gestiscono la vendita al minuto delle bionde. Per il 31enne siciliano è scattato l’arresto dopo che un poliziotto fuori servizio, che aveva preso lo stesso bus, aveva allertato i colleghi campani sulle intenzioni del suo compagno di viaggio.

Ma ancor più rilevante è stata un’altra operazione portata a termine dai carabinieri di Napoli nel quartiere dell’Arenella. Qui i militari hanno arrestato un 26enne che hanno pizzicato mentre caricava stecche di sigarette nel cofano della sua auto. Si era rifornito presso quello che agli occhi degli inquirenti è parso un vero e proprio deposito all’ingrosso del contrabbando. In un garage erano stipate circa 5mila stecche di bionde, ben 50mila pacchetti di sigarette pronti a essere rivenduti nelle basi di smercio napoletane. Il valore della roba è ingente ed è stato stimato dagli inquirenti in circa 230mila euro.

Commenti

Luisigno

Lun, 15/05/2017 - 14:44

La colpa è sopratutto degli aumenti ingiustificati chi troppo vuole nulla stringe