Ritrovati morti i due alpinisti dispersi da domenica mattina

Di loro non si era saputo più nulla da sabato sera

Sono stati ritrovati morti i due alpinisti che sabato scorso erano scomparsi tra la Val di Susa e la Val Chisone. Secondo le ricostruzioni del Soccorso Alpino i due si sarebbero fermati vicino al lago Lau, per poi riprendere la marcia sulla Cristalliera, una montagna di 2,800 metri. I corpi dei due alpinisti sono stati individuati in un canalone. La montagna non ha lasciato scampo a Gabriele Boetti, 29 anni di Torino e Alberto Miserendino, 22enne residente a Giaveno ma originario di Nicosia, paese in provincia di Enna. Gli uomini del Soccorso Alpino non avevano smesso di cercarli, sperando di poterli trovare ancora in vita. Dalla sera di sabato scorso però non si avevano avuto più notizie della coppia di scalatori.

Ogni speranza si è spenta quando i loro corpi, ormai privi di vita, sono stati individuati sul versante della Val di Susa, sotto la Vetta della Punta Cristalliera. Dalle prime ricostruzioni gli alpinisti dovrebbero essere morti sul colpo, dopo essere precipitati. Le salme sono ora state consegnate ai Carabinieri che si occuperanno delle varie operazioni giudiziarie. Probabilmente verrà effettuata l’autopsia sui corpi dei due giovani.

Solo ieri la montagna aveva restituito le salme di altre due vittime. La prima, appartenente a un uomo di 47 anni residente a Berzo San Fermo, in provincia di Bergamo, precipitato in un dirupo. La seconda, quella di un giovane 30enne milanese che è morto sul versante camuno del monte Blusone, tra la Valsabbia e la Val Camonica, nel bresciano. La sua compagna di scalata, una 35enne, è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale civile di Brescia.