Ritrovati frammenti del meteorite di Capodanno nella zona del Modenese

Ritrovati i due frammenti di meteorite precipitati sulla terra nel giorno di Capodanno nella zona di Disvreto-Roverero, nel Modenese

Trovato il meteorite di Capodanno, ossia, il frammento di bolide che la sera del primo giorno dell'anno è stato avvisto nei cieli del Nord Italia dalla rete di telecamere Prisma, gestita dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

A ritrovare il meteorite è stato Davide Gaddi, ciclista emiliano già noto alle cronache per essere spesso promotore di iniziative ed aste benefiche. Il 48enne di Mirandola ha raccontato di aver avvistato il frammento - due per l'esattezza - durante una passeggiata lungo l'argine del fiume Secchia, nella zona di Disvetro-Roverero, in provincia di Modena. “Avevo sentito questa notizia del meteorite caduto vicino a Cavezzo, allora ho deciso di fare un giro con la mia cagnolina, la Pimpa, sull'argine del Secchia. - racconta l'uomo al notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - Senza saperlo, perché l'ho letto poi dopo, stavo camminando proprio nella direzione giusta".

È stata per prima la cagnolina ad individuare i due frammenti: "Ho visto il cane che puntava per terra – prosegue Gaddi -Lo fa sempre, ma insisteva proprio in quella zona lì e non capivo il perché. Allora ho dato un'occhiata, e ho trovato questo piccolo frammento di sasso nero che mi è subito sembrato strano. Luccicava, era avvolto da questa patina scura, nera. Era grande come un'unghia. Di sassi nero non ce ne sono tanti, qui da noi. Quindi l'ho preso e l'ho messo in un sacchettino di plastica". Poi un secondo pezzo, più grosso: "allora mi sono detto: qui c'è qualcosa che non torna, magari ho trovato davvero qualche cosa di serio". L'uomo riferisce di avere inviato le foto al progetto Prisma e di essere poi stato contattato dagli esperti che hanno riconosciuto nei due 'sassi neri i frammenti del meteorite.

Per la prima volta, è stato possibile individuare il bolide attraverso la complessa rete di videocamere che, 24 ore su 24, sorveglia il cielo in tutta Italia. A darne comunicazione è stato il coordinatore dell'Inaf di Torino, Daniele Gardiol: “È un successo di tutti noi, il risultato di un perfetto gioco di squadra”. La conferma che il ritrovamento “granitico” fosse assimilabile ad un meteorite è giunta dall'esperto in materia Romano Serra, della Università di Bologna che non esclude la possibilità di nuovi avvistamenti.