Roma, arrestato maestro Corano: percosse e minacce a piccoli allievi

Insulti, percosse con manico di scopa e minacce di morte per i giovani alunni; misura cautelare anche nei confronti dei genitori

È stata eseguita dalla Squadra Mobile della Questura di Roma l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ai danni di un insegnante privato di Corano.

Si tratta di H.M.A., 28enne cittadino del Bangladesh, accusato di violenze, maltrattamenti e minacce di morte rivolte ai piccoli allievi a lui affidati. Le indagini, coordinate dal Procuratore Aggiunto del gruppo “violenza” della Procura della Repubblica, hanno avuto inizio lo scorso gennaio, grazie alla segnalazione di alcuni vicini di casa dell’uomo, allarmati da quanto udito provenire dall’appartamento. Questi hanno riferito di presunti maltrattamenti subiti almeno da due bambini, che si recavano nell’abitazione privata del maestro per seguire le sue lezioni tre volte alla settimana.

Il delicato scopo dell’investigazione da parte della Squadra Mobile è stato quello di riuscire ad ottenere delle prove determinanti di suddetti maltrattamenti, anche con intercettazioni ambientali.

L’analisi delle prove a disposizione degli inquirenti ha permesso di avere delle conferme circa le brutali modalità d’insegnamento adottate dal bangladese: quando i bambini, suoi allievi, incontravano difficoltà nell’apprendimento, l’uomo non esitava a punirli con crudeltà, riservando loro insulti, urla, minacce di morte e percosse. Abituale per lui l’uso del manico di una scopa sia per intimidire gli allievi che per infliggere loro ferite, di cui poi si è avuto riscontro sul corpo dei piccoli, che spesso dinanzi a tali atteggiamenti scoppiavano in lacrime.

L’insegnante di Corano è stato arrestato dalle forze dell’ordine e condotto nel carcere di Regina Coeli.

Si aggiunge, inoltre, l’applicazione di una misura cautelare nei confronti dei genitori dei bimbi sottoposti a maltrattamenti, a causa della connivenza coi metodi del maestro incriminato: per loro obbligo di presentazione quotidiana presso la Polizia Giudiziaria.