Roma, picchiato fioraio di colore: "Così impari negro di m..."

È stato gonfiato di botte un fioraio egiziano di 35 anni che ha il suo chiosco a Roma, a Cinecittà precisamente nel piazzale Aruleno Celio Sabino

È stato aggredito e gonfiato di botte un fioraio egiziano di 35 anni a Roma, in zona Cinecittà, da due ragazzi che gli ha anche rivolto una serie di insulti razzisti

È Repubblica a riportare la storia di Gerges Bolas, un fioraio di origine egiziane che nella notte tra domenica e lunedì è stato preso di mira da due ragazzi che lo hanno malmenato e gonfiato di botte. I motivi dell'aggressione sembrerebbero a sfondo razziale. L'egiziano ha raccontato così la vicenda:"In strada non c'era nessuno. Si sono avvicinati due ragazzi sui 30 anni. Uno stava a distanza. L'altro, alto quasi due metri, mi è venuto sotto e mi ha chiesto un euro. Gli ho detto che non avevo soldi. Lui ha subito tirato fuori un coltello e me l'ha puntato contro ". Bolas, spaventato dal coltello si è allontanato dal chiosco. Il ragazzo ha così buttato a terra il coltello dicendo che non voleva fargli del male, che poteva avvicinarsi e che oramai era disarmato. L'egiziano ha continuato così:"Appena mi sono avvicinato mi ha subito dato uno schiaffone in faccia - ricostruisce Gerges Bolas - poi una serie di cazzotti allo stomaco".

Successivamente i ragazzi hanno iniziato a percuoterlo e, dopo una serie di calci e pugni hanno afferrato alcuni mazzi di fiori e sono fuggiti nella notte. Non sono riusciti a rubare il cellulare a Bolas, lo dimostra facendo vedere a Repubblica il cavo degli auricolari spezzati nell'impatto. Il fioraio non parla ancora bene l'italiano, quindi non ha capito gli insulti che gli sono stati rivolti. Ad accorgersi dell'aggressione razziale è stato Mario, un pensionato 70enne che stava andando a dormire quando ha sentito i tafferugli provenire dal piazzale antistante la chiesa di San Policarpo.

I pestaggi sono inoltre proseguiti anche dopo il furto dei fiori, visto che Bolas si è recato nel parco dove erano fuggiti i due per chiedere aiuto sperando di incontrare qualche passante. Invece le sue grida hanno attirato l'attenzione dei ragazzi che sono tornati indietro e hanno infierito nuovamente.

Gerges Bolas racconta così la sua vita:"Lavoro qui da un anno e prendo 600 euro al mese, la metà li mando a casa, a Menia: ho una moglie e tre figli da mantenere".

Sono arrivate successivamente due volanti della polizia e un'ambulanza, durante l'aggressione uno dei ragazzi ha perso un portachiave che potrebbe essere utile per le indagini visto che è una bara che reca le iniziali di una ditta di pompe funebri di Velletri. Quando l'egiziano è stato soccorso e trasportato all'ospedale Vannini i due sono tornati al chiosco e hanno sottratto beni per un valore di 300 euro.

Gerges Bolas ora sta bene, è stato medicato all'ospedale Vannini e dimesso nella giornata di ieri.

Commenti

Aegnor

Mer, 05/09/2018 - 11:12

Scaviamo a fondo e salta fuori un'altra verità, come nel 90% degli ultimi casi

cgf

Mer, 05/09/2018 - 14:15

perché 600 euro al mese lavorando di notte? Sicuramente in nero, dubito che questo LAVORATORE ci possa pagare la pensione.