Roma, il figlio è bocciato: il padre picchia e strozza il prof 24enne

In un istituto tecnico alla periferia della Capitale, un uomo ha aggredito e picchiato un professore di 24 anni. La sua colpa? Avere bocciato il figlio dell'uomo. È la 35esima aggressione di questo tipo accertata in Italia nel 2018

Non aveva accettato l'idea che il figlio fosse stato bocciato. Dunque ha aggredito uno dei suoi professori, lo ha picchiato e quasi strozzato, procurandogli un trauma cranico, un altro alla schiena e un principio di soffocamento. È successo a Roma, in un istituto tecnico alla periferia della città. Secondo Repubblica, i genitori del ragazzo - 15 anni - erano stati convocati dai professori dell'Itis Di Vittorio-Lattanzio di via Teano, sulla Prenestina, per ricevere di persona la notizia della non promozione del figlio. Il padre non l'ha presa bene e si è scagliato contro un giovane professore del figlio, di appena 24 anni, mandandolo all'ospedale.

L'aggressione è avvenuta nel pomeriggio del 13 giugno, mentre erano in corso gli scrutini aggiuntivi della scuola. Il giovane professore, al primo anno di insegnamento, faceva parte del collegio incaricato di dare la brutta notizia ai genitori del ragazzo. La commissione aveva spiegato ai suoi genitori le ragioni della bocciatura, illustrando l'andamento negativo del giovane durante l'anno scolastico. Fino alla notizia ferale: "Vostro figlio dovrà ripetere l'anno scolastico". È a quel punto che è successo il finimondo.

I genitori del ragazzo si sono alzati in piedi e hanno dato in escandescenze, insultando il corpo docenti compreso il preside, che si è allontanato. Il padre ha provato a fermarlo e a quel punto è intervenuto il giovane professore, che nel provare a difendere il preside si è preso un pugno in faccia. Sul docente si è accanito il padre del ragazzo, che lo ha riempito di calci e di pugni prima di mettergli le mani al collo con l'obiettivo di strozzarlo. Fortunatamente, si è fermato un attimo prima di procuragli lesioni ancora più gravi.

Il giovane professore, nativo di Aversa, è stato portato in ospedale dove i medici gli hanno diagnosticato un trauma cranico, traumi alla schiena e un principio di soffocamento. Ora è ricoverato sotto osservazione. Quanto accaduto, purtroppo, non rappresenta un caso isolato. Si tratta infatti della 24esima aggressione ai danni di docenti, la 35esima complessiva dall'inizio dell'anno. Qualche settimana fa, a Taranto, il padre di uno studente aveva pestato a sangue un professore che si era "permesso" di sospenderlo.

Commenti

chebarba

Ven, 15/06/2018 - 08:32

E' l'ipocrisia e il buonismo diffuso, oggi per arrivare a bocciare uno studente significa che davvero non fa un tubo, poiché la linea è proprio sopportare e levarselo dai piedi il prima possibile...il genitore non si preoccupa (e come potrebbe non ne ha i mezzi intellettuali e morali) del fatto che il figlio sia un ignorante maleducato (tale e quale al genitore) ogg nonsi ha più neanche questo pudore o voglia di miglioramento della generazione successiva. L'ignorante frustrato conta che il figlio sfonderà nel calcio, al grande fratello, a cantar canzonette volgari (ormai non esiste più neanche bella musica leggera salvo poche eccezioni) a dimenarsi in pubblico, per far ciò è sufficiente il pezzo di carta e la bocciatura è solo un ostacolo inutile a tante fulgide speranze per il futuro che non fa altro che riportare alla misera realtà della propria vita lo studente e il genitore.

routier

Ven, 15/06/2018 - 09:15

La vera punizione per il ragazzo ed i suoi genitori violenti, sarebbe stata la promozione (immeritata) fino alla fine del ciclo di studi. Ci avrebbe pensato poi la vita a bocciarlo senza appello ed in via definitiva.