Roma, riti satanici tra gli scavi archeologici di Ostia

La denuncia arriva dagli archeologi a lavoro nell'area dove sono state trovate incisioni del numero satanico 666, e resti di sedute spiritiche con piume di uccelli e residui di falò

Riti satanici tra gli scavi romani di Ostia antica. È la denuncia, riportata dal quotidiano "Il Messaggero", degli archeologi al lavoro nel parco dei Ravennati per portare alla luce una domus del IV secolo d.C. e un mausoleo di duemila anni.

"Quando abbiamo riaperto il cantiere abbiamo ritrovato danni e un degrado drammatici. Durante l'inverno ignoti sono entrati e hanno bivaccato nell'area lasciando fra i ruderi di tutto", hanno raccontato gli esperti. I teppisti hanno violato la zona lanciando bottiglie fra i reperti e hanno staccato dei paletti di ferro per fare forse dei misteriosi rituali. All'interno dell'area si trova, infatti, la tomba di un bambino coperta da una lastra di piombo che secondo alcune interpretazioni potrebbe far pensare a una maledizione, scrive il quotidiano romano. Più volte nell'area sono state trovate incisioni, compreso il numero satanico 666, e resti di sedute spiritiche con piume di uccelli e residui di falò.

Commenti

Tuthankamon

Mer, 08/07/2015 - 11:12

Sentivamo la mancanza di questi delinquenti! Purtroppo devo dire che approfittano anche di molti altri siti come piccole chiese abbandonate e complessi monumentali "dimenticati". Nonostante l'attenzione delle Forze di polizia, la politica italiana non ha mai brillato per incisivita' nel contrastare questi fenomeni. Che in qualche caso godono anche di qualche copertura ad "alto livello".