Roma, rapinava e picchiava prostitute: quarantenne arrestato

L'uomo, catturato dai carabinieri, è ritenuto responsabile di tre violenze avvenute negli ultimi anni nella capitale a danno di altrettante giovani squillo romene

Roma gronda violenza. Quarantenne picchiava e rapinava prostitute lasciandole in strade isolate. Prometteva denaro. Pattuiva prestazioni sessuali da consumare lontano da occhi indiscreti. Trovato l’accordo con le meretrici, le caricava in auto. Ma, invece di andare nella sua abitazione, le violentava, le costringeva ad avere rapporti sessuali non protetti e poi le rapinava del denaro e del telefono cellulare abbandonandole in strade isolate distanti anche 50 chilometri dal luogo in cui aveva colto le vittime. Catturato. Le violenze dell’uomo, residente nel borgo di Bracciano, sono però state interrotte dai carabinieri.

Ad incastrarlo una delle vittime che ha fotografato l’uomo e la sua auto dopo averlo visto aggirarsi nella sua zona di lavoro nella periferia romana. Al momento i casi accertati sono tre: uno avvenuto nel 2016, uno nel 2018 e un ultimo nel gennaio 2019. Le donne hanno un’età compresa fra i 20 ed i 24 anni. Tutte romene. Il modus operandi era sempre lo stesso. L’uomo si muoveva con la sua autovettura, una Smart grigia, per le vie di Roma, principalmente nelle zone note per la presenza di ragazze che si prostituiscono. E proprio lì individuava le prede. Subito dopo, le invitava a salire sull’auto, le portava in aree isolate e lì le costringeva con violenza ad avere rapporti sessuali non protetti per poi rapinarle e abbandonarle in aperta compagna.

Le indagini iniziano nei primi giorni del 2019 quando una pattuglia dei carabinieri soccorre una donna trovata in stato di choc in un’area rurale. Gli agenti, una volta ricoverata la persona offesa, hanno attivato il cosiddetto “protocollo rosa” presso l’ospedale San Filippo Neri. Questo ha permesso di individuare e prelevare rapidamente le tracce biologiche che l’ignoto aveva lasciato sugli abiti della ragazza. L’analisi del Dna dell’indagato, effettuata dal Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, oltre a confermare l’identità dell’uomo, ha permesso di rilevare una totale corrispondenza con un ignoto profilo genetico raccolto sulla scena di un altro identico crimine, occorso a Monterosi, in provincia di Viterbo, nel 2016. E rimasto irrisolto.

L’ordinanza ha disposto il carcere per il criminale in quanto ha ritenuto pienamente credibili le vittime e inverosimile la difesa dell’uomo che sosteneva di avere avuto con loro un rapporto sessuale consenziente e di averle abbandonate in campagna perché avrebbero preteso una maggiorazione rispetto al prezzo iniziale pattuito.