Romeno condannato: tentò di uccidere la moglie che voleva lasciarlo

Fine dell'incubo per una romena di 38 anni e per i suoi figli, che per ben 7 anni hanno subito le angherie dell'uomo. Non accettando di divorziare dalla donna, l'11 di novembre afferrò un coltello e cercò di ucciderla: ora la condanna

È stato condannato a 7 anni e 8 mesi di reclusione il 46enne romeno, residente nella città di Perugia, accusato di maltrattamenti in famiglia e di tentato omicidio nei confronti della moglie connazionale.

L'arresto lo scorso 11 novembre, quando il responsabile fu colto in flagrante dagli uomini della questura, accorsi dopo la richiesta di intervento inoltrata da uno dei figli della coppia.

Stando al racconto della vittima, una 38enne, le violenze nei suoi confronti andavano avanti da ben 7 anni. Un lungo periodo di tempo fatto di ripetuti maltrattamenti, con il consorte reso ancora più aggressivo dall'abuso di alcolici.

Geloso della moglie e costantemente in preda ai fumi dell'alcol, il 46enne aveva instaurato in casa un autentico clima di terrore, arrivando ad aggredire la donna anche di fronte ai due figli minorenni. L'ultimo episodio di violenza quella domenica di novembre, quando la consorte, stanca di vivere nella paura, comunicò al suo aguzzino la propria intenzione di richiedere il divorzio. Il romeno perse subito il controllo. Afferrato un coltello, si scagliò contro di lei con la chiara intenzione di ucciderla. Fu il figlio maggiore della coppia a salvare la madre, aiutandola a disarmare il 46enne. Quest'ultimo, più che mai intenzionato a portare a compimento il suo proposito omicida, riuscì in seguito a gettare la moglie sul letto, per poi cercare di schiacciarla col proprio corpo.

Provvidenziale l'intervento degli uomini della questura di Perugia, accorsi nell'appartamento sito nel quartiere di Ferro di Cavallo dopo la disperata richiesta d'aiuto di uno dei minori.

Immobilizzato dai poliziotti, il 46enne fu subito arrestato e condotto in questura, mentre la donna veniva accompagnata al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria della Misericordia. Qui i medici, che si occuparono di assisterla, riscontrarono una lesione da taglio alla mano sinistra, e la frattura di una costola.

La denuncia della 38enne ha quindi portato gli inquirenti ad avviare le indagini del caso, che si sono concluse con l'incriminazione del violento romeno.

Nella giornata di ieri la sentenza emessa dal giudice del tribunale di Perugia in seguito al processo per direttissima. Il 46enne è stato condannato a 7 anni ed 8 mesi di reclusione, a cui si aggiungono un risarcimento di 25mila euro da versare alla vittima e la perdita della potestà genitoriale.