Il rugby buonista che esulta per le sconfitte

Quando il barone Pierre de Coubertin disse la più importante, e al tempo stesso falsa, frase sullo sport, avrebbe sperato di conoscere la nazionale italiana di rugby. Così «l'importante è partecipare» sarebbe diventata meno assurda di come suona. E, soprattutto, avrebbe avuto la soddisfazione di vedere tifosi esaltati per una sconfitta, massima ambizione possibile per dare un senso a quella frase.

Ieri l'Italrugby ha perso 36-15 a Twickenham, contro l'Inghilterra. Ha giocato bene, dicono le cronache. Ha messo paura agli inglesi, aggiungono. Non c'è delusione, ma una sotterranea felicità, come se la sconfitta valesse una vittoria. Il rugby italiano è così: nella storia del Sei Nazioni, ha vinto 12 volte e perso 75. Eppure si racconta sempre di un tifo felice, di stadi pieni, della diversità del rugby rispetto al calcio o a tutti gli altri sport in cui la sconfitta è un dramma.

L'impressione è che sia un fenomeno di costume più che sport. Perché nello sport la vittoria provoca felicità e la sconfitta sofferenza, dispiacere, delusione. Non è cinismo, è realismo. E spirito di competizione, ovvero l'essenza dello sport. Perdere fa parte della vita, oltre che del rugby e delle altre discipline. Ma non è normale essere felici per una sconfitta 36 a 15, come anche per un 36-35, come pure per un 70-0. È bello, appassionante, fa sentire tutti un po' più buoni. Ma una volta tanto sarebbe meglio festeggiare una vittoria.

Commenti
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combirio

Lun, 27/02/2017 - 08:49

Il Calcio, dal Rugby dovrebbe imparare molto! A cominciare dai calciatori che fanno spesso numeri da circo per procurarsi un rigore. Non è bello verso TUTTI i TIFOSI avversari e non, e verso lo sport che insegna altri valori, per finire a chi stabilisce e difende ancora regole stupide che si possono correggere per migliorare questo sport, per finire con l'odioso mercato di Gennaio da abolire su tutti i fronti fortemente voluto dalle grandi squadre. Drogando e falsando completamente il campionato. Forse anzi certamente ha permesso tutto questo il seme del diavolo e cioè il vil denaro, e per finire il bello del Rugby e non vedere anche decine e decine di mezzi di polizia perché non servono. Si và semplicemente a vedere uno bello spettacolo di sport. Viva il Rugby!

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rapax

Lun, 27/02/2017 - 10:16

la nazionale di Rugby Italiana è qualcosa di "patologico" siamo oramai da più di un decennio molto più che ci si confronta con il ghota europeo del rugby...e non si vince con certe squadre manco per "sbaglio" non solo è statisticamente impossibile, data la quantità di volte che giochi, ma si perde continuamente come se si fosse bambini contro adulti..è assurdo, in tutti gli sport anche nel calcio, se il burchina giocasse ogni anno contro le prime tre al mondo, dopo qualche anno, ci sarebbe un livellamento, e forse qualche vittoria, ma come fanno a non perdere mai gli inglesi contro l'Italia?? anche se giocassero con una gamba l'Italia perderebbe sempre! ma come è possibile? boh!

Aubrey_Beardsley

Lun, 27/02/2017 - 10:25

Non sicuramente grazie a "ganadores" nati come voi siam stati inclusi nell'elite rugbystica continentale a confrontarci con i piu' forti! Prendiamo si legnate, ma mai abbassiamo il capo e sempre osiamo!! De Bellis preferireste certamente vincere imperiosamente confrontandoci con Andorra, san Marino, Austria, Polonia o Bulgaria per non sentirvi buonista non è così? Meglio crescere nell'Olimpo che primeggiare tra i mediocri!!

beowulfagate

Lun, 27/02/2017 - 10:41

Quante di quelle dodici vittorie sono arrivate nelle fasi finali del torneo,contro avversari demotivati?

Vikyviky

Lun, 27/02/2017 - 11:31

Quando dai il massimo non hai motivo per sentirti deluso dopo una sconfitta.l'Italia non ha una storia dietro al rugby a differenza di altre nazioni cresceremo sicuramente senza quel clima teso che c'e' nel calcio ....non e' una guerra e' uno sport

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siredicorinto

Lun, 27/02/2017 - 12:26

Negli anni 70 tra la serie A e la serie B ho avuto modo di capire, in campo, una sola cosa. Per primeggiare nel Rugby devi essere un professionista, ergo, per esserlo devi campare di questo sport. Se non ci sono soldi inutile, puoi essere bravo quanto ti pare ma la condizione fisica, ossigeno al cervello nel secondo tempo, no l'avrai mai. In più, e questo é rivolto alla Federazione, la qualità di gioco dei nostri campionati é decisamente mediocre. Si gioca a velocità ridicola rispetto al mondo rugbystico mondiale. Come si suol dire " Il pesce piuzza dalla testa "

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Pajasu75

Lun, 27/02/2017 - 13:04

E' solo questione di moda. Oggi se non guardi una partita di rugby, senza magari nemmeno sapere le regole, non puoi definirti non convezionale, non puoi sentirti unico e diverso dalla massa, non hai diritto a essere te stesso solo perchè ti piace qualcosa che piace a tutti. Passerà anche questa moda, e guardandosi indietro farà sorridere come un paio di pantaloni a zampa di elefante!!!

MAGNUS1969

Lun, 27/02/2017 - 13:17

Il rugby, così come il basket, il football americano, l'hockey e molti altri sport non danno scampo alle squadre più deboli. Se l'Italia del rugby gioca 100 volte con gli All Blacks (partite ufficiali, amichevoli, dopolavoro) perde 99 volte, se l'Italia di hockey gioca 100 volte contro il Canada (mondiali, olimpiadi, amichevoli, dopolavoro) perde 99 volte. Se la Finlandia di calcio gioca 100 volte contro l'Italia (soprattutto extra competizioni ufficiali) perde 70 volte e le altre pareggia o vince. Ecco spiegato perché il calcio piace ed il rugby meno. E' solo una moda, un fenomeno di costume.

marco m

Lun, 27/02/2017 - 13:22

Magari De Coubertin avrebbe anche sperato che a scrivere un articolo sul rugby fosse messo qualcuno che conosce meglio il gioco. Che magari sapesse che senza le tante sconfitte e l'esperienza fatta, i giocatori italiani non avrebbero potuto farsi vedere e poi andare a giocare all'estero, acquistando tanta esperienza, non avremmo avuto team non nazionali nelle competizioni europee, non avremmo per esempio battuto il Sud Africa come pochi mesi fa. Tutti preferiremmo vincere, ma per farlo occorre far gavetta ed imparare col tempo. Cosi' come per scrivere un buon articolo sul rugby bisognerebbe far la fatica di conoscerlo prima.

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Andrea B.

Lun, 27/02/2017 - 13:39

DeBellis...lasci perdere: in poche righe di articolo non ne ha azzeccata una che sia una sulla palla ovale, compreso il supposto sentimento di "felicità" dopo la partita di ieri. Le discussioni e le sensazioni circa quello che è accaduto a Twickenham attengono strettamente allo spirito del rugby, che non è quello del tifo ultras, delle fazioni contrapposte, dei pericoli all'ordine pubblico, dei genitori che comprano le magliette firmate ai loro intoccabili campioncini e guai a contraddirli e infine del giustificare ogni mezzuccio pur di fott...ehm fregare arbitro ed avversari (ecco perché, veramente, gli italiani sono più portati al calcio che al rugby). A dare spiegazioni a chi si avvicina con fare irridente, per di più di una materia complessa, uno se ne guarda bene, altro che buonismo. Scrivere di pallone e pallonari le riesce bene invece. Continui.

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aorlansky60

Lun, 27/02/2017 - 13:46

Eppure c'è dignità anche nella sconfitta, specie quella emersa ieri a Twickenam in casa degli inglesi, dal 15 ITALIANO. Specie se si considera l'attacco operato dalla stampa specializzata inglese e da observer inglesi la settimana scorsa, in cui si è addirittura ventilata l'esclusione dal torneo del 6 NAZIONI dell'Italia dal prossimo anno per manifesta inferiorità. Gli inglesi si aspettavano di fare una passeggiata contro il 15 ITALIANO; la stampa inglese parlava di "asfaltatura annunciata"; chi ha visto la partita in diretta si è accorto di tutt'altra storia: la squadra ITALIANA si è rivelata quella che finora è stata in grado di mettere più in difficoltà la squadra inglese, che ricordo essere la favorita per la vittoria finale oltre che una tra le più forti al mondo, che per buona parte della partita è stata in balia della squadra ITALIANA; solo dalla metà del secondo tempo è emersa una maggiore preparazione fisica degli inglesi che ha dato loro la vittoria.

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aorlansky60

Lun, 27/02/2017 - 13:50

@ rapax : "ma come fanno a non perdere mai gli inglesi contro l'Italia??" --- la risposta logica è nel bacino di tesserati cui può contare la Federazione Inglese, IMMENSAMENTE più numerosi dei tesserati italiani; in ITALIA, si sa, il 95% dello sport è CALCIO e basta. Il rugby nei paesi anglosassoni è insegnato fin dalle scuole elementari, è uno sport popolarissimo in quei paesi a differenza del nostro. La loro superiorità in questa disciplina non viene per caso.

ruggerobarretti

Lun, 27/02/2017 - 14:02

Per chi e' abituato al pallonaccio capire l'essenza dello sport non e' assolutamente cosa facile!!!!

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aorlansky60

Lun, 27/02/2017 - 14:08

@ Pajasu75 "E' solo questione di moda" --- non è questione di moda, E' QUESTIONE DI SOLDI; in ITALIA il CALCIO assorbe tutta l'attenzione pubblica e di conseguenza l'attenzione di stampa e sponsors, agli altri sport rimangono le briciole, compreso il RUGBY, come si può pretendere una squadra nazionale alla pari di quelle di altri Paesi che hanno seguito di pubblico e budget nettamente superiori? In Italia quando un maschietto ha 10anni i genitori 9 volte su 10 lo mandano a fare CALCIO, nei paesi anglosassoni NON è affatto così. In Italia ci sono poco meno di 100.000 tesserati ufficiali, mentre la sola Inghilterra può contare su 8 volte tanto! la differenza è tutta qui.

mario.rosato

Mer, 01/03/2017 - 12:00

Quando non si conosce qualcosa sarebbe meglio asternersi dal formulare commenti non richiesti. Il rugby è anni luce diverso dal rugby. Gazzarre indecorose come quelle che si scatenano sui campi di calcio ogni qual volta l'arbitro fischia nel rugby non sono tollerate. Il rispetto per l'avversario, la punizione dura per ogni scorrettezza o antisportività, la passione e tante altre cose differenziano questo nobile sport dal calcio. D'altronde se dietro a un pallone si muovono quotidiani, canali satellitari, business, procuratori, nani e ballerine ci sarà pure un motivo. Sicuramente l'Italia non è all'altezza delle nazioni più blasonate ma spesso si impara di più nel perdere con i più forti che credendosi forti in un mondo di mediocri.

Polgab

Mer, 01/03/2017 - 18:25

Mario-rosato sei stato grande. L'ultima frase è fortissima. Grazie.

sparviero51

Gio, 02/03/2017 - 18:11

NON PER BUTTARLA SEMPRE IN POLITICA,MA IL RUGBY SEMBRA DIVENTATO LO SPORT DEI RADICALCHIC . HO INFATTI DIVERSI AMICI E CONOSCENTI CHE NON HANNO MAI DISTINTO UN PALLONE DA UNO SCOLAPIATTI IQUALI QUASI CONTEMPORANEAMENTE SI SONO TUTTI INFERVORATI PER QUESTO SPORT COME FOSSE UN'EPIDEMIA CONTAGIOSA. CILIEGINA SULLA TORTA : IL 90% DI QUESTI TIZI SONO SINISTRATI !!!

nikolname

Ven, 03/03/2017 - 08:14

Faccio ormai fatica a guardare il calcio che è degenerato per molti aspetti, ho provato a guardare il rugby ma è proprio noioso, va giusto bene per gli snobisti che ne decantano i molteplici pregi. Avrà pure tantissimi pregi ma è troppo noioso.