Il sacco di Roma inizia da una villetta

Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati nella cupola affaristica romana

Pignatone, Ielo, Gabrielli, Raggi, che vi siete riempiti la bocca di Mafia capitale dando valore alla grottesca sceneggiata del funerale dei Casamonica, dove siete oggi? Oggi, sotto l'insegna di «Roma capitale», si distrugge una villa degli anni Trenta, nel silenzio del sovrintendente Prosperetti e con il distacco del ministro Franceschini, del segretario generale Di Francesco, la distanza dei direttori Bon Valsassina e Galloni. Tutti se ne sono lavate le mani, tutti. La Raggi, esaltata dai petali di rosa, si nasconde dietro le carte. Collusi. Ecco, davanti agli occhi del mondo, la trattativa Stato-mafia: l'indifferenza delle istituzioni e la violenza degli speculatori. L'assessorato all'Urbanistica di Roma finge di non vedere. In Sicilia si chiama omertà. Caro Pignatone, lei ricorda lo scandalo del sindaco Ciancimino a Palermo: la distruzione della villa Deliella di Ernesto Basile per poter continuare, indisturbato, il sacco della città. Avete costruito un processo di mafia per quattro corrotti romani e, mentre la mafia mette a ferro e fuoco Roma, state con le mani in mano. Cosa deve essere di più la mafia se non distruzione della memoria, violenza contro la storia, per costruire spazi anonimi per anime morte? Assistiamo impotenti alla vittoria del male. Ascoltiamo proclami contro la mafia, per la tutela della bellezza. Ma «Mafia capitale» comincia ora, e la Raggi è un Ciancimino inconsapevole con ministeri, magistratura, e ogni altro potere indifferenti e omertosi. Via libera al sacco di Roma.

Commenti
Ritratto di Angelo Rossini

Angelo Rossini

Gio, 19/10/2017 - 10:35

Vittorio, non strabordare, per favore.

AndyFay

Gio, 19/10/2017 - 10:38

Sgarbi ha pienamente ragione. Però bisogna dire che la villa è stata ignorata per molti anni fino a diventare un rudere. Ci sono moltissime dimore storiche in Italia in stato di abbandono, Sgarbi si è interessato a molte senza che poi accadesse niente, che non vengono demolite e attendono di crollare su se stesse. Spesso sono di proprietà dei comuni che nè le restaurano nè le vendono a privati. A volte ci sono sporchi interessi dei politici ma anche la più totale ignoranza e incapacità degli stessi. Purtroppo in questo paese tutto rimane com'è.

Popi46

Gio, 19/10/2017 - 12:31

Vittorio,non hai assolutamente torto,ma in un paese di analfabeti indottrinati rimarrai una vox clamantis in deserto

maria angela gobbi

Gio, 19/10/2017 - 23:12

di questo caso non so assolutamente niente,ma so che molte "dimore" :Palazzi nobili,Castelli,vanno in malora perchè i proprietari attuali,che non son più Signori,non hanno i mezzi per pagare le esorbitanti tasse attuali.Così successe in Inghilterra.

Ctrl-Shift

Ven, 20/10/2017 - 08:54

Professore, quanto lei afferma, così come la stessa vicenda, finiranno in un “italico nulla”.

mazzarò

Ven, 20/10/2017 - 09:15

Ehi sgarbi, dicci un poco come sono andate le elezioni in Sicilia. Ah ti sei ritirato? Forse perché sei una capra capra capra capra capra capra capra.

graffias

Ven, 20/10/2017 - 16:47

Qualcosa mi dice che questo malcostume ,corruzione e delinquenza potrà portare solo all'esasperazione e quindi a delle reazioni sempre più violente. Ci saranno anche violenze di tipo istituzionale, si arriverà anche a giustificare molto di più della violenza fisica per legittima difesa, questo perché ormai la gente, non potendone assolutamente più, cercherà in tutti i modi di difendere se stessa e le sue cose con il ferro se con tutto ciò che, nei momenti più tragici, si troverà fra le mani.