Salento, ordigno bellico neutralizzato dai palombari della Marina Militare

Rimasto suo fondali del Mar Jonio dalla Seconda Guerra mondiale

Dopo una delicata operazione condotta tra il 23 e il 29 maggio di fronte alla località turistica di Frigole (in provincia di Lecce), i palombari del gruppo operativo subacquei del comando subacquei ed incursori della Marina Militare hanno rinvenuto e distrutto una mina da ormeggio risalente alla seconda guerra mondiale.
Durante un’immersione ricreativa, un subacqueo sportivo ha rinvenuto un manufatto di forma sferica, riconducibile ad ordigno esplosivo, e ha denunciato il ritrovamento alla capitaneria di porto del centro salentino. Quest’ultima, dopo avere interdetto al transito la zona, ha informato del pericolo la
prefettura di Lecce, che ha immediatamente disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza con il personale del “Gos” della Marina Militare.
Al termine dell’operazione, il comandante del Nucleo di Taranto intervenuto sul posto, il tenente di vascello
Mirko Leonzio, ha dichiarato: “Siamo intervenuti a Frigole consci che potesse trattarsi di un ordigno di grosse dimensioni. Durante le operazioni sono state attuate le previste procedure di ricerca che hanno reso possibile il
rinvenimento di un residuato bellico, che abbiamo classificato come una mina da ormeggio modello P200. Una volta rimosso l’ordigno dal fondo, lo abbiamo rimorchiato a distanza di sicurezza in una zona di alto mare individuata dall’Autorità Marittima. In quella sede abbiamo, attraverso le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino, provveduto a
neutralizzarlo”.
Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i reparti subacquei della Marina Militare conducono a salvaguardia della pubblica incolumità anche nelle acque interne, svolgendo operazioni subacquee ad alto
rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.
Lo scorso anno, i palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato un totale di 22mila ordigni esplosivi di origine bellica. Mentre dal 1 gennaio 2018 sono già 6.455 i manufatti
esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, nei fiumi e nei laghi italiani, senza contare i 12.961 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm e ai 12 ordigni a caricamento speciale.