Salerno, una mareggiata trasforma il porto in un tappeto di plastica

Sull’episodio è intervenuto il consigliere regionale Borrelli: “La politica deve fare la sua parte con interventi legislativi e regolamenti stringenti”

Uno scenario inquietante quello che si è presentato agli occhi di residenti e turisti al porto di Salerno, dopo una forte mareggiata dovuta al maltempo delle ultime ore. Lo specchio d’acqua vicino al molo è diventato un tappeto di plastica. Sull’episodio è intervenuto il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. “Uno sfondo simile a quello delle isole degli oceani – ha detto l’esponente politico – dove bottiglie e altro materiale in plastica galleggia copioso nell’acqua. Un campanello d’allarme che ci fa capire come la situazione sia critica anche nei nostri mari”.

Purtroppo il problema dei rifiuti sulle rive, in particolare materiale in plastica, si sta trasformando in una criticità sempre più grave anche in Italia. “Occorrono risposte a stretto giro – ha continuato Borrelli – e la politica deve fare la sua parte con interventi legislativi e regolamenti stringenti, per fare in modo che i litorali siano effettivamente ‘plastic free’ e che l’uso di questo materiale sia disincentivato”. A Milano, all’interno della Darsena, sono stati installati i Seabin, un’invenzione di due surfisti australiani che permette di recuperare la plastica dispersa negli specchi d’acqua.

Pete Ceglinski e Andrew Turton hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi allo sviluppo di Seabin, un cestino galleggiante che risucchia e raccoglie i rifiuti dall’acqua, tra cui le microplastiche. Efficace soprattutto in aree come i porti, dove si accumulano i detriti, è in grado di catturare più di 500 chili di rifiuti all’anno. Seabin è un cestino di raccolta dei rifiuti che galleggiano in acqua di superficie in grado di catturare circa 1,5 chilogrammi di detriti al giorno, ovvero oltre 500 chili di rifiuti all’anno (a seconda del meteo e dei volumi dei detriti), comprese le microplastiche da 5 a 2 mm di diametro e le microfibre da 0,3 mm. Seabin inoltre è in grado di catturare molti rifiuti comuni che finiscono nei mari come i mozziconi di sigaretta, purtroppo anch’essi molto presenti nelle nostre acque. “Dovrebbero essere utilizzati anche da noi – ha spiegato il consigliere regionale – darebbero sicuramente un aiuto concreto”.

"Questo è il Porto di Salerno dopo la mareggiata. Quanto ancora vogliamo parlare di plastic tax sì e plastic tax no? Proviamo a discutere invece di come migliorarla per combattere una vera emergenza globale, come confermano le immagini. Domani mattina andiamo a fotografare le spiagge e inviamole alla nostra classe dirigente ancora indecisa". ha scritto su Facebook Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, commentando l'episodio.

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Commenti

cgf

Lun, 04/11/2019 - 20:50

Quella plastica non arriva dalle coste del Sudafrica, meditate gente, meditate

Italianocattolico2

Mar, 05/11/2019 - 11:47

Perché nessuno vuole ammettere che la plastica della differenziata o degli smaltimenti controllati invece che finire al termovalorizzatore o al riciclo, finisce in mare ?? Costa meno buttarla in acqua al largo che non smaltirla opportunamente. Chiaro poi che prima o poi torna a riva e tutti si scandalizzano !!!

IVANKA

Mar, 05/11/2019 - 13:22

La plastica non va tassata...va eliminata!

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mer, 06/11/2019 - 17:37

La plastic tax ha senso nella misura in cui ogni centesimo prodotto dalla stessa va effettivamente in investimenti volti ad eliminarla e sostituirla. Con buona pace di alcuni l'unico modo efficiente di eliminarla definitivamente è bruciarla, con qualunque altra forma di riciclo ritorna nell'ambiente in forma di particelle sempre più piccole. La tecnologia per farlo in sicurezza c'è.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Mer, 06/11/2019 - 18:36

La plastica derivato del petrolio basta saperla riciclare come si fa col vetro ... meno spese per importare petrolio e meno monnezza "a fiume".