Scambio di barelle in ospedale a Roma, muoiono due anziani

Dramma all'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli: due pazienti portati nei reparti sbagliati. L'Asl Roma 5 apre un'indagine interna per chiarire la dinamica

Si può solo immaginare lo sgomento dei parenti dell'anziano ricoverato all'ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, in provincia di Roma, quando presentandosi nel reparto di Rianimazione hanno scoperto che l'uomo sulla barella non era il loro congiunto ma un illustre sconosciuto.

Uno sgomento presto tramutatosi in rabbia e disperazione quando, reindirizzati al reparto corretto, hanno realizzato che il paziente per cui si erano presentati in pronto soccorso era già spirato. Due anziani sono morti nel nosocomio tiburtino dopo uno scambio di barelle dovuto al sovraffollamento del pronto soccorso.

I fatti raccontati dal Messaggero risalgono a una decina di giorni fa ma sono stati portati alla luce solo nelle ultime ore. Sembrava un sabato sera come tanti altri, a Tivoli: nel pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni vengono ricoverati due anziani, destinati rispettivamente alla Chirurgia e alla Rianimazione.

Per un errore però le due lettighe vengono invertite e i pazienti, almeno in uno dei due casi, sottoposti alle prime cure da parte dei medici del reparto sbagliato. Poiché il quadro clinico di entrambi gli anziani era comunque molto grave, i due signori sono deceduti rispettivamente poche ore e due giorni dopo l'ingresso in ospedale.

L'Asl Roma 5 ha già avviato una commissione d'inchiesta per ricostruire la dinamica dei fatti. Entrambe le salme, inoltre, sono state sottoposte ad autopsia e messe sotto sequestro dall'Autorità giudiziaria.

Commenti

giovinap

Mar, 31/01/2017 - 14:05

aaah ! se ci sarà l'indagine interna , siamo tutti tranquilli , chi sa se l'indagine la faranno al ristorante o in pizzeria .

Ritratto di bandog

bandog

Mar, 31/01/2017 - 14:24

Ma le triagi,al posto di sfarfugliare colori a vanvera, non potrebbero mettere, al polso dei pazienti, un braccialetto di semplice plastica con il numero del referto del P.s.??

Ritratto di MIKI59

MIKI59

Mar, 31/01/2017 - 15:05

C'è qualcuno che non avendo le capacità è stato messo a svolgere un lavoro non alla sua altezza. E non venitemi a parlare di stress da lavoro!

unosolo

Mar, 31/01/2017 - 15:19

sono cose che capitano , certo se tutti i sanitari cominciando dall'infermiere/a fino al personale che dove intervenire per intervento o altri passaggi domandassero sempre se è giusto il nome e i sintomi che sono riportati nelle cartelle forse dico forse i rischi si limiterebbero , sempre se non sia la faciloneria per con cui tanti infermieri/e e portantini/e si comportano verso i pazienti,,,, dialogare col paziente è importante ! personalmente sono stato fortunato nel ricovero al S. Filippo Neri di Roma , una famiglia , si mi sono trovato in famiglia . grazie alla serietà del personale tutto , la mia cartella veniva letta da tutti e tutti mi domandavano chi ero e cosa avevo , strano mi domandavo , ora capisco la serietà del personale ,

Rossana Rossi

Mar, 31/01/2017 - 15:50

Si continua ad aprire inchieste che lasciano il tempo che trovano e intanto la gente muore per colpa della cialtroneria che impera in tutte le nostre istituzioni dove sono piazzati gli amici degli amici, preferibilmente rossi, dove c'è un'assoluta mancanza di professionalità dovuta a sonora incompetenza e dove per la teoria del 'siamo tutti uguali' non c'è mai un responsabile che paga. Questa è l'italietta rossa, e voi italioti che non fate nulla per migliorarla tenetevela così e continuate a votare pd.

Ritratto di mbferno

mbferno

Mar, 31/01/2017 - 16:16

Siamo ormai giunti galoppando ai livelli del Burkina Faso.....quando ci ribelliamo seriamente?

Ritratto di mbferno

mbferno

Mar, 31/01/2017 - 16:16

Siamo ormai giunti galoppando ai livelli del Burkina Faso.....quando ci ribelliamo seriamente?

Una-mattina-mi-...

Mar, 31/01/2017 - 16:25

METTERE UN BRACCIALETTO DI PLASTICA CI VUOLE TANTO?