Scandalo parcheggiatori abusivi, indagato per corruzione elettorale il segretario di Nardella

Scoppia il caos a Palazzo Vecchio dopo l'inchiesta della procura di Firenze

Decine di arresti e una sfilza di misure cautelari, ora lo scandalo raggiunge anche a Palazzo Vecchio. Finisce tra gli scandali dell’inchiesta sui parcheggiatori abusivi della procura di Firenze anche Jacopo Vicini, funzionario comunale alla segreteria del primo cittadino di cui cura personalmente le relazioni politico-istituzionali. Il gioco illecito tra i dipendenti della Società di Servizi alla strada, interamente partecipata dal Comune di Firenze, e i falsi parcheggiatori che contrattavano pettorine originali in cambio di compensi per spillare, senza essere beccati, somme di denaro ai cittadini, vede coinvolto anche uno dei personaggi più vicini al sindaco Dario Nardella.

Secondo l’accusa, l’uomo del Pd, avrebbe promesso favori in cambio di voti elettorali. Nell'inchiesta "Free Parking”, si parla di quattro voti alle elezioni in cambio di due biglietti per il concerto dei Thegiornalisti.

Il fatto risalirebbe al 23 di ottobre 2018. Vicini viene a sapere che uno dei controllori Sas (finito in manette ieri), desidera assistere al concerto, della ex band di Tommaso Paradiso, i Thegiornalisti. I biglietti però sono esauriti e così, l'uomo alla segreteria di Nardella, decide di mettere in atto la trattativa conveniente. Offre e procura concretamente al controllore i due biglietti richiesti. A fare da tramite, secondo l'accusa, sarebbe stato Nicola Raimondo. Nonché principale indagato nell’inchiesta sugli addetti alla sosta e "capo" dei controllori della Sas ora agli arresti. Niente soldi in cambio del favore. Il fan dei Thegiornalisti avrebbe, però, promesso di ricambiare il servigio assicurando quattro voti, il suo e quello di tre familiari, a Vicini stesso.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio, verrebbe da dire. Non è la prima volta infatti, che Vicini si ritrova coinvolto in qualche scandalo con l'accusa di aver sfruttato la sua posizione per favoritismi e scambi di favore. Qualche anno fa, quando lavorava negli uffici dell'Assessorato allo sport come funzionario della segreteria, il trentatreenne finì nel registro degli indagati per l’inchiesta "Piscinopoli". In quel caso l’ipotesi di reato era turbativa d’asta. Secondo l’accusa si sarebbe trattato di presunti favori nell'assegnazione dell'affidamento in gestione di due piscine comunali. Ipotesi ancora da confermare e, di fatto, oggi Vicini è ancora a processo per quei fatti. Eppure, a Palazzo Vecchio è stato persino scelto per far parte del gruppo di esperti incaricati a lavorare al fianco del nuovo proprietario della Fiorentina, Rocco Commisso, e i suoi uomini per quanto riguarda la realizzazione del nuovo stadio.

Al momento Vicini non è stato perquisito né sottoposto a misure cautelari. E chissà se il nuovo passo falso del funzionario smuoverà i vertici a Palazzo Vecchio o se in comune tutti continueranno a nascondere la sabbia sotto il tappeto.