Scoperto a vendere cellulare rubato, in casa gli trovano un "bazar"

Finiscono nei guai a Napoli due marocchini e un giovane rumeno. Per i nordafricani l'accusa di ricettazione, al "cliente" dell'Est europeo quella di incauto acquisto

Scoperti a vendere un cellulare rubato a uno straniero, gli scoprono un piccolo bazar di merce di provenienza dubbia. Sono finiti così nei guai due nordafricani, di 51 e 33 anni, a Napoli.

L’operazione porta la firma degli agenti della polizia di Stato. I tutori dell’ordine, impegnati nei consueti servizi di monitoraggio del territorio, hanno notato uno strano conciliabolo in strada e così hanno deciso di verificare cosa stesse accadendo. I loro sospetti si sono rivelati fondati quando hanno notato uno scambio, una banconota in cambio di un cellulare. Così gli agenti sono intervenuti e hanno mandato a monte la “transazione”. Un 19enne di origini rumene, infatti, aveva consegnato i soldi, venti euro, per acquistare il telefonino. Solo che dai controlli dei poliziotti è emerso che questo era stato rubato a settembre scorso, quindi formattato, e rimesso in vendita.

Immediatamente è scattata la perquisizione e così i poliziotti hanno scoperto che il 51enne, in tasca, aveva altri due smartphone, di provenienza dubbia che erano stato precedentemente formattati. Ma non basta. Perché gli agenti hanno rinvenuto in tasca al 33enne un Iphone e gli hanno poi ritrovato anche un pc, sul cui legittimo possesso non ha saputo fornire spiegazioni convincenti agli investigatori.

Che così hanno deciso di sottoporre a perquisizione anche l’abitazione del 51enne straniero. Lì dentro ci hanno trovato un piccolo bazar di merce proveniente da chissà dove. Materiale tecnologico, elettronico e persino delle chitarre. Ora toccherà agli agenti ricostruire e, se del caso, restituire la roba ai legittimi proprietari.

Intanto per i due maghrebini è scattata la denuncia: rispondono di ricettazione. Nei guai anche il giovane dell’Est Europa. Per lui c’è la denuncia per incauto acquisto.

Commenti

maricap

Mar, 18/12/2018 - 11:35

Qualcuno sa spiegare a cosa sia dovuta l'invasione dell'Italia da parte dei trogloditi marocchini? Eppure da quelle parti non vi sono guerre in corso, e la nazione non se la passa certo male. Una cosa però è certa, che se là commetti reati, in galera ci finisci sicuramente, e non vieni trattato di certo con i guanti bianche, come i comunisti de me rd hanno imposto alle guardie carcerarie in Italia. Quiesto è il motivo per il quale, tutti i maroccodelinquenti, vengono a " Lavorare in Italy, dove la Sboldrina & C, li spacciano addirittura per risorse.

Ritratto di bandog

bandog

Mar, 18/12/2018 - 15:03

ehh.l'ennesima dimostrazione che ci sono lavori che gli Italiani non vogliono più fare!!!