Bergamo, professoressa accusata di sesso con minore patteggia

La professoressa 40enne ha patteggiato dopo l’accusa di sesso con un suo alunno 13enne

Sono bastati 5mila euro per evitare di finire in prigione. È questa la somma che la professoressa di 40 anni ha accettato di pagare alla famiglia del 13enne, che l’aveva accusata di sesso con il minore. Tutto era iniziato a metà giugno, quando la prof aveva ammesso di amare il ragazzino che stava preparando gli esami di terza media. Il ragazzo aveva confermato i dubbi dei genitori, dopo che era stato torchiato da questi, insospettiti dalle sue frequenti uscite pomeridiane. A quel punto partono le indagini della Procura, che in poco tempo ha in mano tutte le prove della relazione clandestina. relazione confermata anche dai messaggini romantici salvati sui due telefonini dei protagonisti. Lui, impegnato a studiare e a scegliere che indirizzo intraprendere alle superiori. Lei, professoressa di Bergamo 40enne, divorziata e con due figli piccoli da crescere. Ecco i protagonisti di questo amore travolgente. Adolescenziale per uno, un po’ meno per l’altra.

Finita la passione e finita anche la disputa in tribunale. L’accusa era quella di atti sessuali con minori e ieri è arrivato il patteggiamento a un anno e undici mesi. Il giudice Maria Luisa Mazzola ha concesso alla prof la sospensione condizionale della pena. Non andrà quindi in galera. In più le è stata riconosciuta la lieve gravità dei fatti. La donna dovrà versare ai genitori del ragazzo 5mila euro, ma non come risarcimento, bensì come atto di buona volontà. Almeno quei soldi serviranno, si spera, per pagare i futuri studi del piccolo latin lover. La professoressa invece continuerà la riabilitazione con lo psicologo.