Se l'ateneo censura l'Ave Maria: "Limitata la libertà personale"

Sconfessata e accusata la prof che ha coinvolto gli studendi dell'Università di Ferrara a pregare per la pace, in sua difesa interviene solo il vescovo di Macerata

Quando recitare l’Ave Maria diventa una “limitazione della libertà personale”. Un atto fuori legge, una prevaricazione intollerabile, un’offesa per cui chiedere scusa. Non succede a Il Cairo, tra i banchi dell’università islamica di al Azhar, ma in un ateneo d’Italia. Dove rettori “illuminati” e conventicole di sedicenti rivoluzionari, accecati dal furore ideologico, si scagliano contro una delle preghiere più care alla tradizione cristiana.

Questo, in estrema sintesi, quello che è capitato all’Università di Ferrara dove, lo scorso 13 ottobre, la professoressa Clara Ferranti, ricercatrice di Glottologia e Linguistica al Dipartimento di Studi Umanistici, sta tenendo una lezione di fronte ad un centinaio di studenti. Ad un certo punto, la docente, invita la classe ad un momento di raccoglimento. Nel giorno in cui cade il centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, la professoressa coinvolge l’aula a recitare un’Ave Maria “per la pace e contro la violenza”. Qualcuno la segue, qualcuno no. Non è un obbligo, ma un’esortazione. “Non ho imposto nulla a nessuno”, si difende la donna. Eppure scoppia il caso.

A denunciare “la limitazione della libertà personale” subita dai ragazzi ci pensa il collettivo universitario l’Officina: “Mai abbassare la testa di fronte a soprusi di questo tipo”. A cui seguono, a stretto giro, le parole di condanna del rettore Francesco Adornato che si scusa “a nome dell’ateneo” per l’atteggiamento “improprio” e “censurabile” della prof.

Così, oggi, il vescovo di Macerata, monsignor Nazareno Marconi, ha detto la sua in un commento pubblicato sul sito dell’emittente diocesana. E si scusa anche lui, ironicamente, per aver “aver destabilizzato la serenità dell’Università”. Ringraziando “di cuore” chi ha protestato perché “ci ha ricordato che la preghiera è una forza, una potenza che può mettere paura a qualcuno”. Allora, conclude il monsignore, “grazie fratelli non credenti e anticlericali perché ci avete ricordato quali tesori possediamo senza apprezzarne adeguatamente il valore e l’importanza”.

Commenti

ArturoRollo

Mer, 18/10/2017 - 14:50

“E poiché gli editti che abbiamo pubblicati per mantenere in vigore il culto degli dèi, hanno esposto molti cristiani ai pericoli ed alle calamità, poiché molti hanno sofferto la morte e moltissimi altri, che persistono ancora nella loro empia follia, sono rimasti privi di ogni pubblico esercizio di culto, siamo disposti ad estendere a quegl'infelici gli effetti della nostra clemenza ordinaria. Permettiamo perciò ad essi di professare liberamente le loro private opinioni e di fare le loro piccole riunioni senza timore o molestia, purché però conservino sempre il dovuto rispetto alle leggi e al presente governo..” (30 Aprile 311 – ROMA – L’ Editto di Tollerenza emanato dall’ Imperatore Romano, Gaio Galerio Valerio Massimiliano),

agosvac

Mer, 18/10/2017 - 15:00

In un'Italia dove i vescovi della Cei stanziano fondi per "aiutare" coloro che vorrebbero distruggere il Cristianesimo stesso, non meraviglia che un invito a recitare un Ave Maria possa essere considerato un sopruso. Un semplice "invito" non un obbligo, chi non voleva se ne poteva anche andare fuori dall'aula. Ma la cosa che ha dell'incredibile è che le massime autorità universitarie l'abbiano considerato un sopruso, manco fossero degli imam islamici!!!!!

frabelli1

Mer, 18/10/2017 - 15:02

I contestatori, come sempre, sono studenti per modo di dire, la maggior parte fuori corso e vanno all'università solo per passare il tempo perché non hanno un lavoro. Nessuno li ha obbligati a recitare alcunché e loro non possono impedire ad altri di fare quello che loro non sono capaci e non vogliono fare: pregare. È sempre la solita storia di contestazioni assurde, perché più "casino" si fa più godo. Non diamogli più ascolto per favore!!

Giorgio Colomba

Mer, 18/10/2017 - 15:28

La sintonia tra il rettore dell'ateneo ed il collettivo universitario che ha sollevato il "caso" verso l'atteggiamento "improprio" e "censurabile" della prof. attesta la limitazione non già della libertà personale, ma della loro attività neuronale. , più che della libertà personale, la limitazione la limitazione della libertà personale” subita dai ragazzi ci pensa il collettivo universitario l’Officina: “Mai abbassare la testa di fronte a soprusi di questo tipo”. A cui seguono, a stretto giro, le parole di condanna del rettore Francesco Adornato

massmil

Mer, 18/10/2017 - 15:35

E' diventato veramente un povero Paese. O meglio lo hanno fatto diventare: politici, a seguito giudici, opinionisti, media, e Vaticano. Peccato una cinquantina di anni fa era molto meglio, è vero periodi storici diversi ma sempre con problemi diversi ok, ma problemi che venivano risolti. Prendete l'educazione o l'interferenza nella stessa, non c'è paragone. Un figlio non la voleva capire, l'educazione, un bello ceffone e via caspita se poi la capiva, oggi e negli ultimi anni no, bisogna capire noi

FRATERRA

Mer, 18/10/2017 - 15:42

......hanno permesso di togliere la croce dalle aule, hanno permesso di togliere il presepe nelle ricorrenze; hanno agevolato l'ingresso degli islamici, ed adesso vi lamentate di questo??? Ancora non avete visto niente...cari ffffratelli e ssssorelle.......

Mizar00

Mer, 18/10/2017 - 15:42

Grandi parole quelle del vescovo. Da solo ha più intelligenza di tutti i contestatori.

Ritratto di Vinicious

Vinicious

Mer, 18/10/2017 - 16:28

Mi auguro vivamente che la notizia sia priva di fondamento. L'idea che in un'università pubblica, una docente, chieda all'aula di riunirsi in preghiera per il centenario dell'apparizione della madonna di fatima è talmente agghiacciante che mi risulta assurdo ritenere che sia vero.

Ritratto di abj14

abj14

Mer, 18/10/2017 - 16:57

Vinicious 16:28 scrive : "riunirsi in preghiera per il centenario dell'apparizione della madonna di fatima è talmente agghiacciante che mi risulta assurdo ritenere che sia vero" - - - Infatti, se lei avesse letto l'articolo senza paraocchi mentali, avrebbe notato che lo scopo primario della preghiera era quello recitare un’Ave Maria “per la pace e contro la violenza”. – Ora vada a confessarsi e pentirsi per la sua ottusità.

Franck Dubosc

Mer, 18/10/2017 - 17:03

Ottima la risposta del vescovo. Vorrei che questi rigurgiti ateisti e anticlericali venissero manifestati con la stessa veemenza nei confronti di manifestazioni religiose di altre confessioni (ma lì subentrerebbe la strizza...)

Ritratto di stenos

stenos

Mer, 18/10/2017 - 17:20

Scommetto che serano sure del corano nesduno diceva nulla.

Ritratto di tomari

tomari

Mer, 18/10/2017 - 17:32

...collettivo universitario l’Officina...questi idioti non sanno neanche cosa è una officina.

Ritratto di Vinicious

Vinicious

Mer, 18/10/2017 - 17:39

Abj 14, non difenda l'indifendibile per cortesia, se le piace pregare lo faccia, ma a casa sua e senza coinvolgere chi vorrebbe studiare anche per superare determinate convinzione ideologiche e ottuse superstizioni. Certo se lei crede davvero che nel '17 la madonna sia uscita da una nuvola e apparsa a un pastorello, e 100 anni dopo, pronunciare una filastrocca in un'aula universitaria sia utile per combattere la guerra e la violenza, è liberissimo di farlo. Quando poi saranno i professori musulmani a chiedere agli studenti Italiani di pregare mi raccomando, stia attento ai paraocchi mentali, qualunque cosa siano.

INGVDI

Mer, 18/10/2017 - 17:40

Abbiano il coraggio, questi beceri laicisti, principali artefici della decadenza della nostra civiltà, abbiano il coraggio di decretare fuori legge il cristianesimo, ma anche l'islam.

Tobi

Mer, 18/10/2017 - 17:43

il collettivo universitario e rettore hanno reagito come gli indemoniati davanti ad un esorcista.

FRATERRA

Mer, 18/10/2017 - 19:50

......adesso oltre ad non essere; razzista, fascista, antiislam, bisogna anche non essere atei????????......

Ritratto di abj14

abj14

Gio, 19/10/2017 - 05:33

Vinicious 17:39 – Lei è così tonto per doti naturali o per meriti acquisiti ai corsi serali ? – 1) Io prego se, quando, come e dove voglio. – 2) Chi avesse voluto "studiare per superare determinate convinzioni" non era obbligato a restare lì a pregare l'Ave Maria. – 3) Io credo a ciò che voglio senza alcun bisogno dei suoi consigli o anatemi. – 4) Per valutare quanto sia filastrocca ciò lei definisce "filastrocca", digiti "Ave Maria" su google e poi si metta comodo in pantofole perché le servirà qualche giorno per constatare quanto detta "filastrocca" sia stata e sia ancora oggetto, non solo di religione, ma anche di letteratura, pittura, scultura e musica da secoli. – 5) Dei "professori musulmani" da lei citati, non me ne strafrega una beata fava.