Se l'immunoterapia è la vera «quarta arma»

di Luigi CucchiL'immunoterapia non rappresenta un semplice cambiamento, è una vera rivoluzione. Già negli anni Settanta molti illustri clinici discutevano sulle reali possibilità terapeutiche di questa nuova promettente branca della ricerca medica che poteva moltiplicare le possibilità di cura. Molti erano però gli scettici. Oggi l'immunoterapia è la quarta arma nella lotta al cancro: non solo ha affiancato la chemioterapia, la chirurgia, la radiologia, ma sta dimostrando di poter alimentare le migliori prospettive nel contrastare le più insidiose neoplasie.Le più grandi società farmaceutiche mondiali hanno rivisto le proprie strategie. Gli studi condotti sul melanoma, come riconosciuto dall'American society for clinical oncology (Asco) nel convegno annuale di Chicago, hanno illustrato che l'uso combinato di due farmaci sviluppati dall'industria americana Medarex (poi acquistata da Bristol Myers Squibb) e chiamati Ipilimumab (Yervoy) e Nivolumab (Opdivo), sono in grado di ridurre le dimensioni del cancro fino al 58%. Ottimi risultati sono stati ottenuti perfino in alcune neoplasie polmonari, non a piccole cellule.Il tumore al polmone è il più comune in tutto il mondo, con 1,35 milioni di nuovi casi diagnosticati ogni anno, di cui circa 40mila in Italia. L'immunoterapia, definita anche Terapia Biologica, é un metodo di cura che non agisce direttamente sulla malattia o sulle sue cause, come virus e batteri, ma attraverso l'attivazione e il potenziamento del Sistema immunitario che viene indotto a reagire ed eliminare gli elementi estranei.È anche un metodo di prevenzione contro l'insorgenza delle infezioni batteriche e virali, grazie al mantenimento di un sistema di difesa attivo. I principali metodi di immunoterapia del cancro sono la vaccinazione, l'immunoterapia aspecifica, quella attiva, quella passiva. La vaccinazione si basa sull'uso di cellule tumorali prelevate dal paziente e opportunamente trattate prima del re-inoculo. Quella aspecifica inietta sostanze che sono in grado di stimolare e attivare il sistema immunitario inducendolo a reagire contro le cellule neoplastiche. Quella attiva utilizza fattori (citochine) o cellule del sistema immunitario. L'immunoterapia passiva si basa sull'uso di anticorpi preparati in laboratorio (anticorpi monoclonali), che si legano a specifici recettori di alcuni tipi di cellule neoplastiche. Secondo la teoria immunoediting formulata da Dunn nel 2002, il sistema immunitario ha tre possibilità di intervenire contro il cancro: reagisce e lo distrugge; crea uno stato di equilibrio controllandone lo sviluppo; non riconosce le cellule tumorali che, quindi, crescono con sempre maggiore aggressività.L'immunoterapia specifica (AIT) può curare in modo risolutivo anche le allergie, ma pochissimi la utilizzano. L'Associazione allergologi immunologi territoriali ospedalieri dichiara che è l'unico trattamento che agisce sulle cause, non solo sui sintomi delle allergie respiratorie e da veleno di imenotteri. Questi farmaci immunologici, agendo sul sistema immunitario,normalizzano una risposta esagerata, nei confronti di un allergene ambientale come pollini, muffe, acari della polvere, epiteli di animali domestici o veleni di insetti.