Se a Napoli la movida è un problema anche per le ambulanze

A lanciare l’allarme è l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, che chiede l’intervento delle forze dell’ordine e del Comune di Napoli

“Stanotte l’ennesima ambulanza ha riscontrato enormi difficoltà nell’ intercettare un paziente a Nisida (ostruzionismo ed offese gratuite rivolte all’equipaggio)”. È quanto ha denunciato ieri l’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”, che da tempo usa la sua pagina di Facebook per comunicare le aggressioni che subisce il personale sanitario napoletano. Esiste un problema legato alla movida di Napoli, e in particolare a quella che anima i locali notturni della zona di Coroglio e di Nisida, dove nei week-end si riversano migliaia di avventori. Bar e discoteche sono raggiungibili percorrendo un’unica strada, si concentrano in poche centinaia di metri e sono in grado di accogliere fino a 500 persone. Ciò causa degli ingorghi in cui molto spesso le ambulanze restano bloccate.

Per l'associazione, “oltre ad essere a rischio l’incolumità della persona da soccorrere, è a rischio l’incolumità del personale del 118. Un discorso è se ti aggrediscono due parenti del paziente, diverso è se ti aggrediscono centinaia di persone, come è successo in passato alla postazione San Paolo”. “Tale problema - prosegue - nasce dal fatto che la capienza dei 11 locali/discoteche che popolano la zona (11 locali in circa 500 mt) riversa sull’unica strada percorribile centinaia di giovani che invadono letteralmente la careggiata! Per non parlare degli enormi flussi migratori di giovani tra discoteca e discoteca!”. Per questo motivo, chiede alle forze dell’ordine e al Comune di Napoli di intervenire, “al fine di rendere possibile l’ordinaria circolazione ai mezzi di soccorso garantendo così celerità negli interventi di soccorso. Siamo consci che da parte delle forze dell’ordine ci sia massimo impegno, ma serve un controllo maggiore. Due volanti della municipale non bastano per una Woodstock che ha luogo ogni sabato sera!”. L’associazione ritiene, inoltre necessario, che le discoteche, che hanno una capienza di 500 persone, garantiscano la presenza fissa di un’ambulanza privata sul posto.