Se nemmeno i politici vanno più a votare

Dov’è finita la grinta, la passione, l’entusiasmo di chi ha appena affrontato la campagna elettorale? Cala l'affluenza tra gli stessi politici

E poi dicono «l’antipolitica». Ma che cosa dovrebbe pensare l’elettore medio, il semplice cittadino, davanti a politici che non credono nella politica? Ovvero in quello che fanno e che hanno scelto per se stessi? Elezioni del consiglio metropolitano. Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli, città «fresche» di amministrative.

I consiglieri comunali degli enti riuniti sotto il grande cappello «metropolitano» chiamati a scegliere i loro colleghi, cioè i rappresentanti del consiglio metropolitano, disertano le urne. Il caso di Torino parla da sé: hanno votato il 64,25 per cento degli aventi diritto, poco più di uno su tre. A Milano le cose non sono andate meglio: due elettori su tre (74,6 per cento) hanno compiuto il loro dovere.

Meno peggio a Napoli, dove l’affluenza è stata del 94 per cento (1537 gli aventi diritto), seguita da Roma Capitale con l’83 per cento e Bologna con l’80,9. Attenzione: siamo davanti a elezioni di secondo livello, dove votano solo i politici.

Dov’è finita la grinta, la passione, l’entusiasmo di chi ha appena affrontato la campagna elettorale? Tutto dimenticato dopo soli 4 mesi? Con 5 anni di mandato davanti? Incassato il voto, e il seggio, grazie ai cittadini semplici, agli elettori di primo livello, la partita è chiusa. E la passione politica svanita. Che l’elezione dell’ente sorto sulle ceneri delle province non fosse proprio «appealing» ce lo si poteva aspettare. Ma che i neo consiglieri non credessero fino a questo punto in ciò che hanno scelto per se stessi, forse no.

Certo, le province smantellate hanno lasciato in eredità solo debiti, 100 milioni di euro nel caso di Milano. Ed è anche vero che è difficile credere in un ente di coordinamento che assomiglia più a una scatola vuota, senza soldi e poteri ben definiti. Ma le vere sfide, per non parlare della coerenza, si misurano così.

Commenti

cgf

Mar, 11/10/2016 - 18:02

Quando i 'giochi' sono fatti.... nelle segreterie...