il senso della tradizione

Da 160 anni la Maison alimenta il prestigio dell'orologeria elvetica, sulla scia di una tradizione manifatturiera di prim'ordine

Era il 1858 quando Maurice Ditisheim avviò la gloriosa storia di Vulcain in quel di La Chaux-de-Fonds. Nei primi decenni di attività, la Maison ottenne numerosi riconoscimenti, tra cui la medaglia di bronzo all'Esposizione universale di Parigi del 1889. Parallelamente l'azienda sviluppò la sua abilità nell'ambito degli orologi complicati e della difficile tecnica della smaltatura Cloisonné, heritage ancora oggi vivissimo nella sua produzione. Con l'avvento dell'orologeria da polso, negli anni '20/'30, arrivarono numerose certificazioni cronometriche, ma la Casa fu consacrata a livello mondiale solo nel 1947, quando presentò il primo svegliarino da polso dalle performance superiori per qualità sonore. Era dotato del celeberrimo calibro meccanico Cricket (grillo, in inglese): in virtù dei due bariletti indipendenti, uno destinato al treno del tempo e l'altro al meccanismo della sveglia, la suoneria aveva una durata di 20 secondi, regolabile con un pulsante al 2. Per il resto, il calibro V 120, da 12''', funzionava a 18.000 a/h ed era dotato del dispositivo brevettato «Exactomatic», finalizzato a equalizzare le frizioni intorno all'asse del bilanciere e consentirne una più regolare isocronismo. Il successo del Cricket sedusse anche i presidenti degli Usa, da Truman a Eisenhower, da Johnson a Nixon, fino a Clinton e Bush, tanto da valergli il soprannome di «Orologio dei Presidenti», che oggi identifica delle vere e proprie linee.

Finalmente, un brand di simile prestigio è tornato in Italia, grazie alla MDL srl, timonata da Emiliano Carlotti, che ci ha confidato: «Durante la nostra visita alla manifattura di Le Locle, ci siamo subito immersi nello spirito dell'orologeria di qualità, di tradizione, di precisione e funzionalità, veri punti saldi dei prodotti Vulcain. Questo mix racchiuso ancora magicamente nel loro movimento con svegliarino, ci ha ispirato per la futura collaborazione, individuando un target di riferimento rappresentato dagli appassionati di meccanica tradizionale, alla ricerca di pezzi di alta tecnologia orologiaia e di movimenti di manifattura continuamente perfezionati». Un know-how che ha visto Vulcain adattare il Cricket sia alle condizioni aeree (lo ricordiamo al polso della spedizione che conquistò il K2 nel 1954), sia subacquee con il Nautical del 1961, con allarme ben udibile sott'acqua.

Un esemplare su cui Carlotti sta puntando molto: «In una fase di mercato che ancora premia i modelli iconici, gli orologi che godono di maggior attenzione sono il Nautical Heritage in edizione limitata a 1.961 pezzi, riedizione del modello originale, oltre al Nautical 70s, ispirato da un'icona degli anni '70. E non dimentichiamo, poi, il Presidents Watch e la nuova linea Aviator. In effetti, nel Nautical Heritage in acciaio, impermeabile fino a 300 metri, troviamo ancora i tre fondelli sovrapposti, il quadrante centrale girevole tramite una corona al 4, sovrapposto ad un secondo quadrante fisso, la cui apertura rettangolare permette di leggere le durate di sosta a diverse profondità per rispettare i tempi di decompressione. Il calibro V 10 impiegato, aggiorna lo storico V 120, mantenendo le 12''', i due bariletti indipendenti, le 18.000 a/h, il dispositivo Exactomatic e la durata dell'allarme di 20 secondi.