Quella vasta piantagione di marijuana a Cerignola: 13mila piante per un giro di affari di 4 milioni di euro

La piantagione era composta da circa 13.000 piante per un giro di affari di almeno 4 milioni di euro

Nel tardo pomeriggio di venerdì 13 settembre gli uomini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Cerignola, durante un'attività di controllo economico del territorio finalizzata al contrasto del fenomeno del caporalato in agricoltura, hanno tratto in arresto tre soggetti intenti alla coltivazione non autorizzata di una vasta piantagione di marijuana. Sono circa 13.000 le piante poste sotto sequestro. In particolare i Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia stavano pattugliando le campagne di Cerignola e proprio qui, in un rustico, hanno rinvenuto la rigogliosa piantagione. Questa, occultata all'ombra di una coltivazione "a tendone" di uva per non destare sospetti, era costituita da circa 13.000 piante di marijuana dal peso complessivo di 2,4 tonnellate. La coltivazione, dall'estensione di circa 2,5 ettari e munita di impianto autonomo di irrigazione, si caratterizzava per la presenza di piante alte 150 centimetri in avanzato stato di maturazione, pronte per essere sottoposte alla successiva fase di essicazione e quindi per essere commercializzate illegalmente.

I responsabili anche se sono stati colti in flagranza di reato (i militari li hanno sorpresi a raccogliere le innumerevoli piante) hanno tentato di negare l'evidenza. Si tratta di M.S., 59 anni, P.C., 53 anni e M.C. di anni 37. Tutti e tre sono stati associati alla casa circondariale di Foggia a disposizione della competente Autorità Giudiziaria che ha disposto l'estirpazione delle piante di canapa indiana. La Compagnia della Guardia di Finanza di Cerignola ha senza ombra di dubbio inferto un duro colpo a quella che rappresenta, oggigiorno, una delle più fruttifere forme di business della criminalità pugliese con un giro di affari in costante e preoccupante crescita. La piantagione in questione, infatti, avrebbe prodotto circa 5 quintali di marijuana essiccata che, una volta confezionata in dosi e immessa sul mercato, avrebbe fruttato almeno 4 milioni di euro.

Commenti
Ritratto di frank60

frank60

Dom, 15/09/2019 - 11:43

Su via...quache piantina per uso personale...

Ritratto di tomari

tomari

Dom, 15/09/2019 - 12:13

Perché mettere solo le iniziali dei tre delinquenti? Nomi e cognomi dovevano dire i finanzieri.

Ritratto di tomari

tomari

Dom, 15/09/2019 - 12:14

Per uso personale?

ziobeppe1951

Dom, 15/09/2019 - 18:20

Tomari...non occorre mettere il nome ...sono del “partito di Bibbiano”

Tranvato

Dom, 15/09/2019 - 21:08

L' importante è che non sia stata sfruttata manodopera irregolare; forse avevano sbagliato l' acquisto della semente e pensavano di coltivare piante di sorgo...

Ritratto di filospinato

filospinato

Dom, 15/09/2019 - 21:14

L'operazione è merito della concorrenza albanese. Il made in italy deve essere zer0! Forza...

Ritratto di ammazzalupi

ammazzalupi

Dom, 15/09/2019 - 22:00

Se 2,5 ettari di terreno hanno una potenzialità reddituale di 4 milioni di euro… perché non estendere la produzione a tutta l'Italia ed esportare il prodotto finito? La bilancia dei pagamenti ne guadagnerebbe ed in quattro e quattr'otto si potrebbe ripianare il deficit nazionale! Forse è meglio piantare grano che viene svenduto a pochi spiccioli e dato come foraggio agli animali?