Si discute a Venezia dei farmaci di genere

Sempre più verso una medicina di genere-specifica. Perché fra uomo e donna vi sono importanti differenze, soprattutto rispetto alle malattie, alla loro insorgenza ed evoluzione. Al loro esito, alla risposta e all'utilizzo dei farmaci. Di medicina di genere, frontiera più avanzata della Medicina di precisione, se n'è parlato di recente a Venezia, in occasione della XI edizione di «The Future of Science», promossa dalla Fondazione Umberto Veronesi e dedicata appunto alla Medicina di precisione. «La medicina oggi non può più permettersi di curare uomini e donne nello stesso modo perché la letteratura pubblicata in questi ultimi anni mostra che tra uomo e donna, di fronte anche alle malattie del quotidiano, ci sono delle enormi differenze», spiega Giovannella Baggio, ordinario di medicina di genere, università degli studi di Padova, direttore Uoc di medicina generale, azienda ospedaliera di Padova, presidente Centro studi nazionale su salute e medicina di genere.

«La medicina di genere non è una nuova specialità, ma una nuova dimensione della medicina che studia l'influenza del sesso e del genere su come si instaurano le malattie, come si manifestano, come si prevengono e come si devono curare». Le donne, ad esempio, muoiono per malattie cardiovascolari in misura maggiore rispetto agli uomini. Inoltre sono più a rischio di sviluppare la Malattia di Alzheimer, mentre gli uomini sono più esposti alla Malattia di Parkinson. Il tumore del fegato nel sesso femminile progredisce più lentamente e i disturbi d'ansia colpiscono due volte le donne più degli uomini. Vantaggi concreti derivanti dalla medicina di genere, riguardano una maggiore appropriatezza della prevenzione e delle cure, terapie più efficaci perché sempre più mirate e studiate in funzione delle specificità di genere. Novità in questo ambito, avanzano anche sul fronte editoriale. Nasce The Italian Journal of Gender-Specific Medicine. La prima rivista scientifica italiana dedicata alla Medicina di genere, pubblicata da Il Pensiero Scientifico Editore con il contributo di Novartis. Uno strumento per promuovere il nuovo paradigma tra medici, ricercatori e decisori.