Si può chiudere un tribunale perché fa troppo caldo? A Prato è successo

Situazione insostenibile negli uffici del palazzo di Giustizia di Prato, dove si sono sfiorati i 40 gradi. Ora la palla passa al ministero, che deve approvare la spesa per un motore dell'impianto di condizionamento nuovo e funzionante

Foto d'archivio

Il forte caldo di questi giorni ha fermato anche la Giustizia in quel di Prato. Come si legge su L'Arno.it il presidente del tribunale di Prato e il capo della procura hanno firmato un’ordinanza che limita l’attività del palazzo di giustizia alle urgenze, nelle giornate di oggi e domani, imponendo l’allontanamento di tutti gli altri dipendenti per garantirne la loro salute. Ma com'è possibile una cosa del genere? Il palazzo di giustizia non è vecchissimo, ha 37 anni, ma gli impianti, compreso quello di condizionamento, devono essere rinnovati.

Fino ad ora i dipendenti si erano arrangiati con dei ventilatori, ma con il caldo sempre più asfissiante di questi giorni la situazione è diventata insostenibile. Lo "sgombero"è stato disposto dopo che i rilievi compiuti dall'Asl hanno accertato che negli uffici si sfioravano i 40 gradi.

Ora che succede? La palla passa al ministero della Giustizia, che deve autorizzare la spesa per un nuovo motore all’impianto di climatizzazione, da tempo a mezzo servizio. Di certo in 4 giorni (il tribunale è chiuso fino al 1° luglio) sarà difficile risolvere il problema. Però l'estate è lunga e l'intervento non può più essere rinviato.

Commenti
Ritratto di Zizzigo

Zizzigo

Ven, 28/06/2019 - 12:21

Se è difficile lavorare bene e, magari, prendere decisioni importanti quando c'è fresco, con il caldo diventa impossibile... meglio chiudere il tribunale.

Ritratto di Walhall

Walhall

Ven, 28/06/2019 - 12:42

@zizzago: allora pensi ai camionisti, muratori, idraulici, carpentieri, vivaisti, asfaltisti, operai, giardinieri, polizia e carabinieri sulle strade, pompieri, autisti ambulanze...e tutti coloro che sfidano i 40 gradi all'aperto per muovere l'economia e difendere la democrazia civile, se non sono eroi rispetto a chi resta seduto davanti ai codici e a un computer.