Sicilia, arrestato il re dei parchi eolici: è al servizio di Matteo Messina Denaro

Scoperta un’organizzazione in grado di monitorare, attraverso la politica, le opere legate a impianti eolici, fotovoltaici e alle biomasse

Sgominata una vasta organizzazione in grado di monitorare le opere legate a impianti eolici, fotovoltaici e alle biomasse, mediante il sostegno dell’allora consigliere comunale di Castelvetrano Santo Sacco. L’esecuzione dei lavori avveniva attraverso una rete di società controllate da Salvatore Angelo, di Salemi. Questa mattina un blitz dei carabinieri ha portato all’arresto di sei persone vicine al boss latitante Matteo Messina Denaro. Nell'operazione è stato anche sequestrato l’intero capitale sociale di due srl: la Salemitana Calcestruzzi, con sede a Salemi, e la Spallino Servizi, di Castelvetrano, il cui valore è stimato in 10 milioni di euro.

I carabinieri hanno eseguito nelle province di Trapani e Palermo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla procura distrettuale antimafia nei confronti di sei indagati per associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni corruzione aggravata e altri delitti, nonché un decreto di sequestro preventivo di beni per un valore stimato di 10 milioni di euro. Al centro delle indagini del Ros e del comando provinciale di Trapani l’infiltrazione delle famiglie mafiose di Castelvetrano e Salemi in attività economiche del settore delle energie rinnovabili, realizzata attraverso la sistematica acquisizione dei lavori per la realizzazione di impianti di eolici e fotovoltaici nelle province di Agrigento, Palermo e Trapani. I proventi venivano in parte utilizzati per sostenere la latitanza del Matteo Messina Denaro.

Il decreto di sequestro preventivo riguarda la società Salemitana calcestruzzi srl (con sede a Salemi) e la Spallino servizi srl (con sede a Castelvetrano) ritenute riconducibili alle famiglie mafiose indagate. I provvedimenti scaturiscono da una complessa attività investigativa avviata nel maggio 2007 dal Nucleo Investigativo di Trapani, coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Palermo, in direzione delle famiglie mafiose di Castelvetrano e Salemi, integrata dalle indagini sulla retecollegata al superlatitante. È stata così documentata l’infiltrazione di Cosa nostra nelle attività economiche delle provincie di Trapani, Agrigento e Palermo e il serrato controllo operato sulle opere di maggiore rilevanza sul territorio, mediante il sostegno dell’allora consigliere comunale di Castelvetrano Santo Sacco, intervenendo nella loro esecuzione attraverso una fitta rete di società controllate dall’imprenditore Salvatore Angelo di Salemi. L’infiltrazione nel settore delle energie alternative, favorita, dunque, da collusioni con esponenti di rilievo dell’imprenditoria e dell’amministrazione pubblica, spaziava dal controllo delle imprese deputate allo sviluppo degli impianti di energia eolica a quello della realizzazione e produzione di energia solare, fino ad evidenziare l’interesse di Cosa nostra per biomasse.

Pedina fondamentale l’imprenditore Salvatore Angelo, intorno al quale ruotava il sistema societario con cui l’organizzazione mafiosa si è infiltrata direttamente nel circuito produttivo e, in particolare, nei progetti di realizzazione dei parchi eolici di "San Calogero" di Sciacca, "Eufemia" di Santa Margherita Belice e Contessa Entellina; "Mapi", di Castelvetrano e Montevago, nonchè del parco fotovoltaico di Ciminna. Il ruolo di Angelo era, infatti, quello di curare che una percentuale dei proventi derivanti dallo sviluppo delle predette attività venisse destinata all’associazione mafiosa e segnatamente al latitante Messina Denaro. L’operazione, denominata "Mandamento", ha così documentato come la struttura criminale fosse riuscita ad inserirsi nei lavori di costruzione delle opere, tramite l’affidamento diretto alle imprese di Salvatore Angelo, nonchè attraverso la parallela pressione criminale dell’organizzazione, testimoniata da numerose intimidazioni ai danni di imprese concorrenti e da una sistematica attività estorsiva nei confronti di operatori economici di settore; e l’estromissione della società dell’imprenditore Melchiorre Saladino da un progetto di realizzazione di un parco eolico da realizzare in provincia di Catania, concordato Sacco con l’esponente mafioso di Castelvetrano Paolo Forte, inserito nella rete di relazioni del capomafia latitante nonché "figlioccio" di cresima dello stesso, tanto da avergli fornito, nella fase iniziale della latitanza, la propria carta d’identità.

Oltre agli interessi nel campo delle energie rinnovabili, le indagini hanno accertato la dazione di denaro richiesta da Sacco, quando era consigliere comunale, per favorire l’approvazione della convenzione che il Comune di Castelvetrano avrebbe dovuto stipulare con una società interessata alla realizzazione di un parco eolico; l’esistenza di un progetto, sostenuto da Sacco e Forte, di realizzare un distributore di carburanti da impiantare su un terreno di proprietà di Rosalia Messina Denaro, moglie dell’affiliato Filippo Guttadauro e sorella del ricercato trapanese; l’assistenza economica fornita ai detenuti ed alla loro famiglie nonchè agli affiliati tornati in libertà dopo lunghi periodi di detenzione; il collegamento operativo realizzato dall’imprenditore Angelo con cosa nostra palermitana, attraverso i contatti con Salvatore e Sandro Lo Piccolo (all’epoca latitanti) finalizzati all’attuazione di comuni strategie nel campo dei lavori pubblici e privati; il trasferimento fraudolento delle quote della società "Ecolsicula" alla "Spallino Servizi", intestate a prestanome ed in realtà nella disponibilità del detenuto Antonino Nastasi, organico alla famiglia mafiosa di Castelvetrano e indicato dai collaboratori di giustizia quale anello della catena di "postini" che in passato avrebbe curato il recapito dei messaggi a Messina Denaro; il luogo in cui il padre del superlatitante Francesco negli ultimi anni Ottanta, trascorse parte della latitanza, individuandolo in un casolare nelle compagne di Castelvetrano.

Commenti

killkoms

Ven, 07/12/2012 - 11:30

hanno finalmente scoperto l'acqua calda!quando vittorio sgarbi protestava,da solo,perchè in sicilia piantavano torri eoliche dappertutto e demolivano secolari muretti a secco per i campi solari,lo hanno preso per i fondelli!

vince50

Ven, 07/12/2012 - 11:35

Ecco dove vanno a finire(non avevo dubbi) i nostri soldi pagati in più sulle bollette per gli eco incentivi.Questi perchè l'ho sempre detto e lo ripeto,le mafie sono la manovalanza dei capi mandamento,OSSIA,TUTTI I POLITICI PASSATI PRESENTI E FUTURI.Mi sento impazzire solo all'idea di non poter fare nulla per cancellare dalla faccia della terra tutti questi farabutti criminali e senza Dio.Ma se un giorno dovessi avere questa possibilità,diventerei peggio di una belva umana,perchè ormai non se na può più.E poi sono anche incazzato perchè ho ritirato la delega IMU.

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corvo rosso

Ven, 07/12/2012 - 12:02

Dicevano che Sgarbi è un pirla, che la mafia è al nord. Chissà chi ha fornito le pale eoliche e dove sono finiti i soldi che versiamo sulle bollette ENEL? Vergognatevi ciarlatani!

FRANCO1

Ven, 07/12/2012 - 12:04

è tutta una catena di fregature ordita dai sinistri verdi da diversi anni, energia costosa e malfunzionante con grossi guadagni solo per i soliti poltronari ed in più l'accodamento della mafia; e continua così anche per spazzatura e acquedotti anche senza la mafia, ma i poltronari sono sempre i soliti.

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max2000

Ven, 07/12/2012 - 12:17

Bene, spero si aprano gli occhi anche su quanto di simile è accaduto per la regione Puglia.

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Memphis35

Ven, 07/12/2012 - 12:27

Una fetecchia come questa non poteva restare a lungo estranea agli interessi mafiosi. Praticamente un "sine cura" con i consueti annunci di mirabolante "potenza installata" senza alcun obbligo di certificazione della potenza REALMENTE prodotta.

grattino

Ven, 07/12/2012 - 13:13

Pensa se si costruivano le centrali nucleari..

Ritratto di italiota

italiota

Ven, 07/12/2012 - 13:33

calma raga', il problema non è l'energia eolica... il problema è la mafia

gibuizza

Ven, 07/12/2012 - 13:49

Dove sono finiti i verdi che hanno sempre sostenuto che il nucleare è sostenuto da una lobby di affaristi mentre l'energia verde ci salvava anche dal malaffare?

blackbird

Ven, 07/12/2012 - 13:54

Se investi 100, ti va molto bene se, rischiando, guadagni 15. Con le enrgie alternative guadagni moolto di più senza nessun rischio, perché il normale ricavo è aumentato dal contributo statale. Questo è il vero cancro: il contributo statale per una normale attività industriale. Può essere un incentivo all'avvio, ma in questo caso spesso l'attività finisce con la fine del contributo (molto più efficace defiscalizzare per qualche anno, così i soldi o li guadagni con la tua ttività o nisba, se più tardi ci devi pagare anche le tasse pazienza, l'attività comunque rende). Per l'energia alternativa, invece il contributo dura per tutta la durata dell'attività: un mostro economico voluto dalla CE! Ovvio che in questa mostruosità si sia infiltrata la mafia! E secondo me non solo in Sicilia! Troppo guadagno per le somme investite attira i delinquenti come la m...a attira le mosche!

mbotawy'

Ven, 07/12/2012 - 14:18

Questo, principalmente questo e' il marcio della nostra Italia.Le varie organizzazioni maffiose-politiche. Qualcuno era riuscito ad eliminare questa dolente piaga, ma se nomini questo qualcuno...apriti cielo!fu' Benito Mussolini.

killkoms

Ven, 07/12/2012 - 14:42

@italiota,il conto solare ha ingrassato la mala dei campi solari,e i produttori di pannelli solaro,in primis cinesi e tedeschi!

krgferr

Ven, 07/12/2012 - 14:54

Meno male che finalmente c'è l'energia "pulita". Saluti. Piero

Mercutio

Ven, 07/12/2012 - 15:55

Ora speriamo solo che il prossimo governo si decida a fare pulizia di queste inutili attività sovvenzionate coi soldi degli italiani.

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miladicodro

Ven, 07/12/2012 - 16:11

Altro che acqua calda, bravo Sgarbi dove il solo che hà avuto il coraggio di far vivere Salemi e denunciare lo scandalo eolico, dove parrebbe che l'Enel non abbia gli impianti atti a ricevere tutta l'energia prodotta e paghi ai fornitori l'esubero prodotto. Viva i verdi, ci stanno uccidendo e degradando tutto il centro-sud di questo martoriato paese. Tornando in aereo dalla libia, sorvolando la Sicilia si possono notare i campi eolici ormai grandi quanto l'amazzonia. Bravo lombardo e tutti i tuoi colleghi. Poi per quanto concerne i pannelli solari, se piove trenta giorni siamo tutti al buio e per smaltirli fra trent’anni diventano peggio dell’eternit. Così si ingrassano le mafie e le ditte produttrici.

killkoms

Ven, 07/12/2012 - 18:13

le torri eoliche,finanziate dalla ue sono di produzione germanica!un piccolo contributo al più grosso finanziatore ue!

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Sab, 08/12/2012 - 11:43

#alberto_his. Proprio nessun ripensamento sui tuoi vagheggiati parchi eolici?