Sindaci contro le unioni gay: "Considerateci degli obiettori"

La rivolta dei sindaci: così incrociano le braccia e chiedono l'obiezione di coscienza

I sindaci “disobbedienti” non si arrendono e anche dopo l’approvazione al Senato del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso, molti amministratori e funzionari sono sul piede di guerra. Un ostacolo sembra sorgere infatti in sede di esame alla Camera dei deputati: quello dei numerosi sindaci e altri funzionari, in tutta Italia, che chiedono l’obiezione di coscienza in merito alla celebrazione delle unioni gay, in quanto contraria alle loro profonde convinzioni morali e religiose. Appuntamento giovedì alla Camera dei Deputati dove si terrà una conferenza stampa alle ore 11:30, ( presso la Sala Stampa, via della Missione 4), promossa dall’associazione ProVita onlus, presieduta da Toni Brandi, in collaborazione con il deputato azzurro Fabrizio Di Stefano.

Saranno tanti i sindaci in trasferta a Roma, tra i quali il Sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, ben noto alle cronache prima, durante e dopo il dibattito sulla legge Cirinnà, il quale si è molto esposto dichiarando alla stampa di non voler celebrare unioni omosessuali. Saranno presenti il portavoce di ProVita onlus, Alessandro Fiore, promotore dell’iniziativa. Concluderà l’incontro Massimo Gandolfini, presidente del Comitato organizzatore del Family Day, il quale si esprimerà anche riguardo alle prossime elezioni amministrative. Chi conosce l’associazione ProVita sa che si è sempre battuta per l’obiezione di coscienza riguardo i temi sensibili. "Abbiamo sempre radicalmente denunciato il disegno di legge Cirinnà anche perché è discriminatorio nei confronti delle persone coinvolte nella celebrazione dei “matrimoni” omosessuali: innanzi tutto gli ufficiali di Stato Civile che si troverebbero costretti a redigere atti contrari alle proprie ragioni morali o religiose". ProVita ha infatti ricevuto molte segnalazioni di sindaci in tutta Italia che troverebbero, in coscienza, inaccettabile celebrare un’unione omosessuale. Chiedono quindi che nell’articolato venga inserito un provvedimento che consenta la possibilità di dichiararsi obiettori di coscienza.

Commenti

rokko

Mer, 30/03/2016 - 15:58

Io l'obiezione di coscienza la toglierei del tutto. Sei un ginecoloco e non vuoi praticare l'aborto in una struttura pubblica perché è contrario ai tuoi principi ? Nessun problema, dimettiti e cercati una struttura privata dove accolgano le tue richieste. Sei un sindaco che non vuole celebrare una unione civile per lo stesso motivo ? Benissimo, dimettiti e fai fare il sindaco a qualcun altro. Cavolo, un incarico pubblico prevede onori (tantissimi al momento, non ultimi il reddito garantito, la non licenziabilità ecc.) ma anche degli oneri. Se uno si rifiuta di ottemperare agli oneri, se ne vada a casa.

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Mer, 30/03/2016 - 17:00

rokko: concordo.

Fran-ziska

Mer, 30/03/2016 - 18:04

l'obiezione è semplicemente un attentato alla libertà altrui: un imporre in modo talebano le proprie idee quando si potrebbe semplicemetne scegliere di lavorare in altri settori e non infastidire il prossimo con le proprie convizioni morali. E' già grave quando fatta da "medici"( virgolettato d'obbligo visot che si rifiutano di fare il prorpio dovere pagati con soldi pubblici.. se ne vadano in strutture private) figuriamoci fatta da un rappresentate dello stato che dichiara pubblicamente di non voler seguire le leggi dello stato stesso..andrebbero tutti destutiti immediatamente per manifesto tradimento del giuramento fatto.. ma come si permettono?