Il sindaco di Riace intercettato: "Non guardo se le carte sono a posto"

Le indagini sul sindaco di Riace, Mimmo Lucano andavano avanti da tempo. Ecco alcune intercettazioni telefoniche

Le indagini sul sindaco di Riace, Mimmo Lucano andavano avanti da tempo. Gli investigatori, prima dell'arresto, hanno raccolto divresi elementi a suo carico che di fatto tracciano un quadro abbastanza inquietante della sua condotta come primo cittadino. Il sindaco pro-accoglienza, secondo gli atti della procura, organizzava, insieme alla compagna, nozze "di comodo" per potre trattenere sul suolo italiano i migranti che arrivavano nel comune calabrese. Secondo gli atti delle indagini i metodi amministrativi usati da Lucano erano "spregiudicati" e questa circostanza emerge anche da alcune intercettazioni telefoniche.

Come riporta il Corriere, il sindaco al telefono era abbastanza chiaro e cercava di aggirare tutte le procedure per portare a termine i matrimoni. "Io la carta d’identità gliela faccio immediatamente, perchè sono responsabile dell’Ufficio anagrafe e stato civile, come sindaco. Ho assunto io questa delega dopo che l’impiegato che c’era è andato in pensione. Proprio per disattendere a queste leggi balorde vado contro legge però non è che le serve molto che la carta d’identità... Io non sto là a guardare se i suoi documenti sono a posto, mi fa un atto notorio dove dice che è libera di poter contrarre matrimonio e siccome è una richiedente asilo non vado ad esaminare i suoi documenti...", si legge nel testo di una telefonata. Parole queste che rendono l'idea di quanto fosse ormai consolidato questo sistema di matrimoni "combinati" tra cittadini di Riace e donne straniere sotto la regia del sindaco. Adesso dovrà rispondere delle accuse. Lucano si trova agli arresti domiciliari.