Smart city a misura di "smart people" con Wired

Al Museo della Scienza e della Tecnologia le ricette dei "cervelloni" della rivoluzione urbana che cambierà lo stile di vita

 

Come saranno le città del futuro? Come potranno essere cambiate in modo concreto? Per rispondere a queste domande Wired Italia ha chiamato a Milano al Museo della Scienza e della Tecnologia professionisti che hanno cambiato le loro città in giro per il mondo. Da Richard Saul Wurman, inventore delle conferenze Ted, a Francesco Lipari e Vanessa Todaro, cofondatori di Cityvision e Ofl Architecture. Tra i relatori anche Asaf Zamir, vicesindaco di Tel Aviv: ha 34 anni ed è al suo secondo mandato. Niente volantini per la campagna elettorale: ha usato i social network e girato tanti nightclub. “Vi parlerò del modo in cui pensiamo di trasformare Tel Aviv in una smart city: il 52% dei cittadini ha meno di 32 anni. È una città giovane, ma anche un modello di convivenza e integrazione”. “Cittadini dateci i vostri dati - è il motto di Zamir -. Vogliamo i dati dei cittadini e vogliamo che li diano volontariamente, per migliorare la città: l’identità digitale di Tel Aviv è promossa con la partecipazione attiva delle persone”. Smart cities? “Smart è una parola che non mi piace – spiega Carlo Ratti, direttore del Mit Senseable City Lab & Carlo Ratti Associati - Senseable city è l’espressione giusta per descrivere un tessuto urbano fortemente contaminato dalla cultura digitale”. Non solo utilizzo dei big data per migliorare la vivibilità, ma anche cultura che ha saputo cambiare il volto di alcune zone di una città. È il caso di Hangar Bicocca con l'arte contemporanea. Andrea Lissoni, curatore, ha raccontato la storia dell'Hangar e lo stato dell'arte della scena contemporanea: “Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad una espropriazione della performatività dello spazio pubblico. Ridiamo allo spazio pubblico la possibilità di essere danzato”. Al museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano Wired ha organizzato anche laboratori di divulgazione scientifica per bambini dagli otto anni in su, oltre all'Hackaton, un evento a cui partecipano esperti di diversi settori dell'informatica: sviluppatori di software, programmatori e grafici web.

Commenti

epesce098

Dom, 13/04/2014 - 09:26

Ma la vogliamo piantare di usare sempre parole straniere? Nel vostro titolo ci sono ben 5 vocaboli stranieri contro 2 soli italiani.