Spara e chiama i soccorsi: "Venite, ho ucciso babbo"

Un 18enne ha ucciso il padre col fucile da caccia dopo una violenta lite. Poi ha chiamato il 112 e si è autodenunciato

"Mi chiamo Giacomo Ciriello, abito a Lucignano, venite ho ucciso il mio babbo. Andava fatto".

È la telefonata choc che hanno ricevuto i carabinieri di Arezzo la scorsa notte. A chiamare un ragazzo di 18 anni che ha ucciso il padre, Raffaele Ciriello, 51enne fabbro, con il fucile da caccia che si trovava in casa, caricato a pallettoni per la caccia al cinghiale.

Stando a una prima ricostruzione dei carabinieri, il ragazzo ha atteso il rientro del padre a casa e quando l'uomo è salito sul terrazzo per aprire la porta è uscito con la doppietta e ha sparato. Poi ha chiamato il 112 e si è autodenunciato. Qualche ora prima i due avrebbero litigato violentemente. Il 18enne viveva e lavorava con il padre, separatosi di recente dalla moglie e madre di Giacomo. La salma di Raffaele Ciriello, originario di Avellino, è stata portata all'obitorio dell'ospedale San Donato di Arezzo. Il ragazzo - dopo l'interrogatorio in caserma in cui non ha spiegato il perché dell'omicidio - è stato portato in carcere

Commenti
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bandog

Lun, 27/02/2017 - 12:36

Un altro che,ha capito, di poter ereditare prematuramente,grazie alle leggi italiote???

looool

Lun, 27/02/2017 - 22:53

Caro Bandog, secondo l'art. 436 c.c. è Indegno a succedere chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale. Quindi hai detto una bella cazzata.