La stanza degli orrori della banda spaccaossa

Le persone venivano immobilizzate su un tavolo e colpite con dischi di ghisa o borse piene di mattoni in modo da fratturargli gli arti per truffare le assicurazioni

Un libro 'mastro' in cui appuntare i nomi delle vittime, le fratture e i rimborsi da riconoscere. La banda spaccaossa non lasciava niente al caso.

L'organizzazione criminale, che procurava fratture a numerose vittime per poter ottenere rimborsi dalle assicurazioni, è stata sgominata all'alba da un'operazione congiunta di Polizia e Guardia di finanza.

In cambio di poche centinaia di euro, i componenti della banda fratturavano ossa di gambe e braccia di persone indigenti e consenzienti per poi incassare lauti risarcimenti dalle assicurazioni. Cercavano soprattutto giovani e donne per inscenare falsi incidenti. "Così i risarcimenti sono più alti", spiegavano. Offrivano 300 euro per una gamba da fratturare, 400 per un braccio.

I reclutatori, come riporta AdnKronos, agganciavano le vittime tra le fasce più deboli della società. La maggior parte erano "tossicodipendenti, persone con figli a carico o comunque quasi tutti soggetti in situazioni di indigenza e, in alcuni casi, anche con disturbi psichici - ha spiegato il capo della Squadra Mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti -. Venivano reclutati e portati in alcuni luoghi dove gli venivano fratturate le ossa".

Le persone venivano immobilizzate su un tavolo della "stanza degli orrori". Lì erano poi colpite con dischi di ghisa o borse piene di mattoni in modo da fratturargli gli arti. Le vittime hanno raccontato che in alcuni casi gli spaccaossa rompevano gli arti anche a sette persone a sera.