Lo Stato odia le partite iva

Studi di settore, tasse, contributi e ritardi nei pagamenti: ecco perché le partite iva sono a rischio povertà. E lo Stato continua a tartassarle

Qualcuno le chiama “i donatori di imposta”. Altri “l’àncora di salvezza dell’Inps”. Altri ancora il “bancomat dell'esecutivo”. E in fondo sono tutte definizioni azzeccate. Le partite Iva sono, e si sentono, l’ultima ruota del carro nelle attenzioni dei vari governi.

Mal rappresentate, vessate, tassate e tartassate, con pochi diritti e molti doveri (fiscali). “Non basta un articolo per elencare tutti gli svantaggi di autonomi e commercianti rispetto agli altri lavoratori”, sorridono quasi in coro i diretti interessati.

Partite Iva a rischio povertà

E pensare che la retorica (politica e mediatica) ha sempre riconosciuto nelle partite Iva e nelle Pmi il “motore dell’Italia”. C’è da crederci. A giugno 2017 la Cgia di Mestre calcolava 2.483.088 autonomi o imprese individuali. Solo nel 2016 ne sono state aperte 502mila: in maggioranza sono persone fisiche (71%), poi vengono le società di capitali (23%) e le società di persone (5,3%). Eppure chi decide di aprire la partita Iva non è più destinato a brindare con lo champagne. Anzi. Sebbene tra il 2013 e il 2015 il reddito medio sia aumentato di 2.600 euro, la media nazionale resta ancorata ad appena 26.248 euro annui. Negli ultimi 8 anni hanno chiuso quasi 158.000 imprese attive tra botteghe artigiane e piccoli negozi di vicinato, lasciando disoccupati circa 400.000 addetti. Senza considerare che tra il 2008 e il 2014 il profitto delle famiglie con fonte principale da lavoro autonomo ha perso oltre 6.500 euro (-15,4%) e che il 25,8% di queste vive al di sotto della soglia del rischio povertà calcolata dall’Istat.

Qualche eccezione esiste, certo. Se la passano meglio i milanesi (38.140 euro) rispetto a chi nasce a Vibo Valentia (15.479). In generale, comunque, non proprio dei nababbi. Soprattutto se si pensa che spesso il lavoro è variabile, va rincorso ogni giorno e il rischio di impresa è elevato. Rispetto al passato, oggi gli autonomi stanno conoscendo un processo di “proletarizzazione” della professione: crollo dei redditi, aumento della precarietà e intermittenza lavorativa. “Fino ad una decina di anni fa aprire una partita Iva era il raggiungimento di un sogno: un vero status symbol”, fa notare la Cgia. Oggi invece la via dell’indipendenza non è più una scelta di vita, ma un obbligo dettato dall’incubo della disoccupazione. Secondo una ricerca dell'ufficio studi Confcommercio, negli ultimi sei anni il numero di professionisti indipendenti e free lance è cresciuto del 51,6% (contro il +14,8% dei liberi professionisti e il +5,8% di quelli iscritti agli ordini) con un reddito medio pro capite di soli 16.500 euro.

Studi di settore

“Sono tanti gli ostacoli che ci rendono complicato il lavoro”, fa notare Lino Ricchiuti, leader del Popolo Partite Iva. E non è solo questione di tasse, ma di tutto ciò che gli ruota attorno. Pensate agli studi di settore, il vero nemico numero uno. Da tempo si discute la possibilità di eliminarli e presto entreranno in vigore i nuovi Indicatori Sintetici di Affidabilità (nome diverso, stessa minestra). Lo Stato stima i ricavi o i compensi da attribuire ad ogni categoria di contribuente: se sei commerciante devi guadagnare “x”, se autonomo “y” e via dicendo. Chi esce da questi schemi finisce attenzionato dal Fisco. "Di fatto - spiega Ricchiuti - induce i cittadini ad adeguare le dichiarazioni dei redditi a quella cifra”. Alla fine per evitare controlli fiscali “chi guadagna poco è costretto a dichiarare di più” (pagando però più tasse) mentre “chi guadagna molto può dichiarare di meno” (producendo nero). Un controsenso. "L’anno scorso per fondere bar e negozio biologico - spiega Annarita S'Urso, ristoratrice - abbiamo affrontato spese importanti per i lavori di ristrutturazione. Lo studio di settore però non ne ha tenuto conto". E così gli schemi sono saltati.

Stato cattivo pagatore

A pensarci bene, sul tema della regolarità dei pagamenti lo Stato predica bene e razzola (molto) male. Già, perché le amministrazioni (nazionali e locali) di debiti ne hanno tanti. A miliardi. E a farne le spese sono le stesse Pmi e partite iva cui poi il Fisco non concede sconti. Secondo stime della Banca d’Italia (maggio 2017), lo stock dei debiti commerciali della Pa nei confronti dei fornitori si aggira tra i 64 e i 68 miliardi di euro (cifra di gran lunga sottostimata, dice la Cgia di Mestre). Significa che il 3,8% del Pil viene tolto dalla disponibilità del settore produttivo italiano e finisce col bloccare l’economia del Paese.

Sul sito del Mef, alla sezione "Pagamenti delle pubbliche amministrazioni" (22mila enti registrati), si legge che nel 2016 la Pa ha fatturato 158,9 miliardi di euro per beni e servizi (152,8 liquidabili), saldandone però soltanto 115,4 (solo il 78% del totale). E gli altri 37,4 miliardi che mancano all’appello? Aspetta e spera. Tra i cattivi pagatori risultano anche i ministeri: quello degli Esteri (185 milioni), la Difesa (1,3 miliardi), la Giustizia (661 milioni), il Turismo (210 milioni), il ministero dell'Istruzione (63 milioni) e quello dello Sviluppo Economico (159 milioni). Messi insieme, fanno una finanziaria.

Per legge il termine ultimo di pagamento sarebbe 30 giorni dopo l’emissione della fattura (60 per la sanità), ma la realtà è ben più amara: la Pa in media impiega 58 giorni per saldare il conto, con punte nell'Ausl di Roma che arrivano a 237 giorni. E così gli imprenditori devono chiedere prestiti per tirare a campare, fidi dai tassi elevati e difficilmente ottenibili. Come se non bastasse, quando il governo ha provato a rimediare, la pezza si è rivelata peggiore del buco. Lo split payment sull’Iva (lo Stato la trattiene invece di attendere di riceverla in seguito), infatti, ha ridotto la liquidità a disposizione delle imprese che di solito usavano quelle somme per mandare avanti l’azienda. Cornuti e mazziati.

Controlli

Ovviamente, mentre lo Stato può infrangere le regole, se le partite Iva sgarrano sono guai. Ogni anno (stime della Cgia di Mestre) una Pmi può ricevere 111 controlli (su tasse, sicurezza, contrattualistica, ecc) da 15 diversi istituti. Significa una visita ogni tre giorni, con un quadro normativo che impone ad autonomi e professionisti di vivere in una sorta di incubo perpetuo. “È assurdo - spiega Andrea Bernaudo, fondatore di Sos Partite Iva - che i controlli fiscali possano arrivare anche 5 anni dopo la dichiarazione dei redditi, provocando stress e generando costi non indifferenti”. L’81% delle Pmi, non è un caso, deve ricorrere a consulenti esterni per affrontare la burocrazia e il costo annuo si aggira intorno ai 22 miliardi di euro. In pratica il 41,3% delle micro imprese occupa 3 giorni lavorativi al mese per imbastire gli adempimenti burocratici, mentre il 32,2% ne perde ben 5. Un salasso. Senza contare, peraltro, che il 48% degli accertamenti sostanziali si dimostrano un sostanziale buco nell’acqua.

Solve et Repete

Oltre l’incubo della visita di un agente del Fisco, gli autonomi devono fare i conti pure con l’incostituzionale truffa dei ricorsi. Quando arriva una cartella esattoriale, giusta o errata che sia, il contribuente può appellarsi ai giudici tributari per vedersi riconosciuti i propri diritti. Bene. Peccato debba pagare in anticipo una parte della sanzione che - in linea di massima - potrebbe essere del tutto illegittima. Si tratta dell’incostituzionale istituto del solve et repete: chi fa ricorso deve versare subito 1/3 dell'importo contestato e poi aspettare il pronunciamento del giudice tributario. “In questo modo - spiega Bernaudo - di fatto l’onere della prova ricade sui contribuenti”. Già, perché il Fisco per inviare la cartella si accontenta di produrre deboli prove induttive: la speranza è che il cittadino, viste le lungaggini giudiziarie (il 23% dura oltre mille giorni) e l'obbligo di sborsare l'anticipo, decida di pagare l'obolo senza fare ricorso.

“Se non esistesse il solve et repete - continua Bernaudo - l'Erario si impegnerebbe a inviare cartelle solo nei casi in cui ha prove certe dell’evasione”. Anche perché i dati trimestrali del Ministero dell’Economia certificano che nel 31% dei contenziosi tributari di primo grado il Fisco soccombe, in un altro 11% dei casi finisce pari e patta e solo nel 44% dei casi vince l'Erario (percentuali quasi invariate pure in secondo grado). Sos Partite Iva, che per prima ha denunciato le storture del sistema, ha presentato una proposta di legge (leggi qui) per l'abolizione del solve et repete. Gli obiettivi sono due: spostare il pagamento di 1/3 della presunta evasione a dopo la sentenza di primo grado (in caso di condanna del contribuente) e accelerare il processo di rimborso dall'amministrazione (in caso di sconfitta dell'Erario).

Tasse

Dove non arriva l’Inps, la burocrazia, i ritardi nei pagamenti o i controlli fiscali, ci pensano le tasse. Mai in riduzione. Durante gli sventolati "mille giorni", il governo Renzi ha realizzato riforme fiscali a vantaggio di tutti tranne che degli autonomi: ben 11 milioni di dipendenti a basso reddito si sono visti elargire la mancia da 80 euro; l'eliminazione dell'Irap dal costo del lavoro è stata fatta per le imprese con molti dipendenti, non certo per quelle individuali o per le società di persone; infine, l'abolizione della Tasi ha avvantaggiato le famiglie povere e l'abbassamento dell'aliquota Ires dal 27,5 al 24% le società di capitali. Risultato? Tutti festeggiano, tranne le partite Iva: che si trovano una pressione fiscale tra 54,1% (a Trento) e il 73,4% (Reggio Calabria), con una media del 60,9%. "Gli unici interventi per i piccoli produttori - faceva notare la Cgia ad aprile - hanno riguardato un credito di imposta del 10% dell’Irap per le aziende senza dipendenti, l’incremento delle deduzioni forfetarie della base imponibile Irap, la riduzione dell’Inail e del diritto camerale". Tutto però vanificato dall'incremento dei contribuiti previdenziali degli ultimi anni. Tanto che nel confronto tra le capitali Ue sulla pressione fiscale, peggio di Roma (69,3%) fa solo Parigi (77%), entrmbe ben distanziate da Londra (32%) e da Varsavia (31,2%).

In molti (Lega e Forza Italia in primis) propongono una flat tax unica al 15-20%. Eppure non tutti sembrano apprezzarla: “Non serve - spiega Bernaudo - perché abbassa le tasse a tutti e non solo alle partite Iva”. La proposta, dunque, è quella di stabilire un'aliquota “corporativa” al 15% per i soli autonomi, piccoli imprenditori, artigiani, liberi professionisti e commercianti. Sarebbe l’unico modo per smentire quella che ormai sembra una regola: “In Italia se fatturi, ti massacrano”. E dimostrare finalmente che il Belpaese tiene davvero alla “colonna portante” dell’economia italiana.

Commenti
Ritratto di giuliano lodola

giuliano lodola

Mer, 15/11/2017 - 11:49

Strano che a questi geni di politici non sia ancora venuto in mente di far nascere il partito " LE PARTITE IVA " forse sarebbe per chi lo fa un grande successo.

Ritratto di pensionesoavis

pensionesoavis

Mer, 15/11/2017 - 11:51

E ve ne accorgete adesso?Io ne ho aperta una BULGARA.Con questa ci lavoro esclusivamente all'estero.Di tasse pago quanto un dipendente:il 10%.In italia mi avrebbero rovinato.

Ritratto di frank60

frank60

Mer, 15/11/2017 - 11:58

Non è una novità....

jaguar

Mer, 15/11/2017 - 11:59

L'azienda artigiana dove lavoravo, lo scorso anno ha chiuso, non per carenza di lavoro, ma perché vessata continuamente da tasse e burocrazia varia, arrivi al punto che non ce la fai più e sei costretto a chiudere.

Marcello.508

Mer, 15/11/2017 - 12:02

Non è una novità: il csx odia il ceto medio e le partite iva, le p.m.i. che sono il vero motore della nostra economia e non fa niente per nasconderlo. Il classico comportamento di chi fa il forte con i deboli ed è supino con i forti (poteri forti, multinazionali, globalizzatori etc.).

illupodeicieli

Mer, 15/11/2017 - 12:04

Non credo che ci saranno partiti politici che sposeranno le cause e le battaglie , delle partite iva, dei piccoli commercianti, degli artigiani, delle ditte individuali. Non solo: nessuna proposta per una moratoria dei pagamenti delle cartelle di Equitalia o delle Agenzie delle Entrate. Forse anche i paladini che si vedono in tv pensano che 100mila o 300mila euro un commerciante o chi per lui possa pagarli in 72 mesi, o che sia giusto mettergli all'asta beni o strumenti di lavoro. Rinegoziare debiti? Solo per le multinazionali. Vediamo le proposte e i tempi e modi di attuazione.Se qualcuno li farà e andrà oltre la flat tax.

Ritratto di ierofante

ierofante

Mer, 15/11/2017 - 12:12

La Commissione europea ha accertato, per il 2015, un’evasione di Iva in Italia di 35 miliardi. E si può aggiungere che l’importo non è completo. Andrebbe ancora aumentato dell’Iva evasa sulla cosiddetta “economia non osservata”, quella cioè “del nero”. L’Istat valuta l’economia non osservata dell’Italia, complessivamente, tra i 200 e i 230 miliardi all’anno.Questa è la cruda REALTA'e questo avrebbe dovuto essere il corretto titolo dell'articolo: UNA COSPICUA PARTE DELLE PARTITE IVA RUBA L'IVA DOVUTA ALLO STATO.

manfredog

Mer, 15/11/2017 - 12:22

..mah..che Vi devo dire; qua tra partite iva e partite della nazionale, non c'è più..partita..!! mg.

Ritratto di Il corvo

Il corvo

Mer, 15/11/2017 - 12:24

Bisogna pagare tutti perchè tutti paghino meno. Lo stato non può o non vuole colpire gli evasori e così ci si lamenta delle tasse alte mentre i ladri se la ridono. E le partite iva oneste se la prendono con il governo anzichè con gli evasori.

silvano45

Mer, 15/11/2017 - 12:26

Ci costringono a pensare che esiste una sola soluzione come diceva Pertini "quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato via anche con mazze e pietre"!

bremen600

Mer, 15/11/2017 - 12:27

E mettiamoci anche la banca unicredit con anatocismo e usura nel mio caso.e poi una miriade di spese inutili, per esempio bonifico bancario allo sportello euro 3.36 - per cassa contanti euro 7,50 - poi 2,3,4,7 giorni per valuta,ecc.ecc.ecc.sono tutti dei cialtroni,meglio il suicidio assistito in svizzera!!!

Ritratto di Ubidoc

Ubidoc

Mer, 15/11/2017 - 12:28

E' vero ! Leggete cosa scrive Il Fatto su una famosa imprenditrice fallita "Daniela Santanchè, una Bcc del Cuneese chiede il pignoramento della casa di famiglia della deputata forzista " ORRORE ! Ma come si permettono ! E' una partita .....IVA !

marcomarmo

Mer, 15/11/2017 - 12:29

Vogliamo parlare dei dipendenti pubblici che svolgono la professione in nero? Illegalmente e senza partita iva? Con il loro potere dentro l'amministrazione pubblica che li rende ultraconcorrenziali sul "normale" professionista? Per non parlare dei pensionati.... magari già in pensione alla tenera età di 40 anni.... Non ditemi che chi deve sapere non conosce questi fenomeni di inciviltà...

Ritratto di beatoangelico

beatoangelico

Mer, 15/11/2017 - 12:30

Vi siete dimenticati le mancate detrazioni fiscali in particolare quelle per acquisti di beni strumentali, o la loro riduzione a valori ridicoli, il carrozzone dei corsi succhiasangue e tempo da sottrarre al lavoro per tutte le categorie professionali, l'abolizione della legge Bersani e il ripristino del giusto compenso, ecc.. Sarà il prossimo il Governo delle partite IVA ?

Ritratto di adl

adl

Mer, 15/11/2017 - 12:31

E' la solita minestra ribollita. Sono anni che si dicono le stesse cose, e le cose peggiorano a vista d'occhio. LE CHIACCHIERE QUOTANO ZERO, nessuno fa nulla da decenni se non peggiorare l'esistente e la MEGA DISCRIMINAZIONE A DANNO DEL LAVORO AUTONOMO DA PARTE DELLO STATO continua imperterrita.

Marcello.508

Mer, 15/11/2017 - 12:35

ierofante - Le pmi evadono per il 25% circa del totale. I maggiori evasori sono bancari, industriali, assicurazioni e società con rteddito da capitale per un totale che si avvicina al 68%. Poi c'è anche una percentuale pari all'incirca al 6-7% di evasori nel pubblico impiego. L'evasione totale stimata per il 2017 dovrebbe aggirarsi intorno ai 150mld. di euro, ma i numeri non sono molto precisi. L'europa fa bene a bacchettarci però c'è un evidente interessamento governativo a non voler scoprire tutti gli altarini dotando di mezzi efficaci i controllori.

Ritratto di adl

adl

Mer, 15/11/2017 - 12:36

....dimenticavo dopo le chiacchiere ci si vede tutti al prossimo TELEFIASCO, celebrazione solenne e ormai perenne, del nullismo delle allegre confederazioni del NULLA, e del chiacchiericcio politico partititico IPERINCONCLUDENTE.

Ritratto di adl

adl

Mer, 15/11/2017 - 12:42

...e ancora i GIGANTI DI INTERNET ELUDONO LA CIFRETTA DI 46 MLD, MAFIA & CO. FATTURANO COME SEMPRE I LORO 150 MLD l'anno e qui stiamo ancora parlando di studi di settore che si chiamano Indici di affidabilità, spesometri, puttanometri e chi più ne ha più ne metta a carico di chi a momenti non riesce più a sbarcare il lunario. MEGA FALLIMENTO DI TUTTI I POLITICANTI NESSUNO ESCLUSO.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 15/11/2017 - 12:43

E' il PD che odia le partite IVA perché lavorano liberamente e non sono ricattabili. Ma il buffo è che alcune partite IVA sono iscritte al PD oppure lo votano. Se non sono matti non li vogliamo.

Raoul Pontalti

Mer, 15/11/2017 - 12:47

Osservo sommessamente che da tempo molte delle partite IVA sono fasulle nel senso che si tratta di dipendenti di varie imprese (tipicamente quelle dell'edilizia) licenziati e tramutati in collaboratori a prestazione d'opera: lavorano come schiavi peggio di prima, ma non hanno ferie pagate, indennità di malattia, etc. Qui lo Stato latita, posto che non invia gli ispettori del lavoro a verificare certe situazioni e a sanziOnare le imprese criminali che espellono il lavoro italiano trasformato in partita IVa e assumono schiavi extracomunitari.

Ritratto di giangol

giangol

Mer, 15/11/2017 - 12:56

lo stato odia gli italiani

glasnost

Mer, 15/11/2017 - 13:08

La mentalità comunista che governa l 'Italia (Politica,magistratura ed apparati) ha "in odio" tutti quelli che non sono dipendenti dello stato od operai. Su di essi il partito ha potere e controllo, mentre sui lavoratori "liberi" no. Questo fu anche il motivo dello sterminio dei kulaki in URSS. Leggetevi un po di storia e non vi stupirete di nulla.

gianpaolo69

Mer, 15/11/2017 - 13:11

Penso che a fine anno chiudo la partita iva, con il lavoro che faccio fatturo tutto, mi sono comportato sempre bene ed il risultato è che non ho i soldi per pagare le tasse, sono separato 3 figli da mantenere e un mutuo da pagare, pensavo di riuscirci invece allo stato non frega nulla della mia situazione, vuole i soldi anche se posso dimostrare come li ho spesi, cioè solo per i figli, mangiare, gasolio, e beni di prima necessita. se non ci fosse lo stato mafioso potrei vivere dignitosamente! Il sistema è fallito, la democrazia è fallita! quando chi dovrebbe fare gli interessi del popolo non li fa, si è destinati alla rivoluzione!

Libertà75

Mer, 15/11/2017 - 13:15

@ierofante, non capisco perché non si possa stare a tema con un articolo, qui non si parla di evasione, ma del carico fiscale e delle inerenti attività. Prova a rileggere. Ciao

Ritratto di huckleberry10

huckleberry10

Mer, 15/11/2017 - 13:20

Dall'esame della grafica si evince che il 54% delle partite iva è composto da evasori fiscali, ergo, se sono un categoria tartassata devono in primis lamentarsi con quel 54% di colleghi disonesti!

antipifferaio

Mer, 15/11/2017 - 13:32

Partite iva a parte sarebbe più corretto dire che "Lo Stato odia gli ITALIANI"... Tradotto: il potere politico è nella mani di una banda di traditori comunisti che ci vogliono togliere di mezzo per sostituirci con neri africani, islamici e gay...Sono certo che un domani uscirà fuori da chi sono pagati....

moshe

Mer, 15/11/2017 - 13:33

Lo Stato odia le partite iva? questo stato (questo governo), odia tutti gli italiani, per questo schifoso governo esistono solo clandestini e stranieri, ai quali per molte attività non fa pagare tasse per due anni, trascorsi i quali, i signori stranieri cambiano ragione sociale e ricominciano da capo a non pagare tasse !!!!!

Ritratto di aresfin

aresfin

Mer, 15/11/2017 - 13:44

Per fare un dispetto alla moglie, il marito si taglia i koglioni. Questo è esattamente quello che fanno i pidioti nei confronti della categoria che produce e tiene in piedi l'Italia.

tosco1

Mer, 15/11/2017 - 13:49

Purtroppo, haime', e' dentro quella categoria che si attesta l'evasione italiana.Vivono alla grande con SUV scaricabile dalle tasse, viaggi,case, cene di lavoro,ecc. dichiarando 1000 euro mensili, e poi, vanno in pensione con 800 euro e protestano contro lo stato che li affama.Una agricoltura che paga le tasse solo sulla base del reddito catastale ,con redditi minimi(e' legale).D'intorno,una massa di lavoro a nero e denunce al minimo.Per discutere,si dovrebbe avere solo una lavagna con lo schema reddituale, settore per settore. Un semplice grafico evita lo spreco di parole inutili, e fumogene.Certo,ci sono anche quelli in difficolta',che scontano l'evasione .E'un peccato!.

Ritratto di bandog

bandog

Mer, 15/11/2017 - 13:57

ierofante,UNA DOMANDA SORGE SPONTANEA. SE E' IN NERO COME FA LO SGOVERNO ITALICO ,I PDIOTI E MINORATI MENTALI A QUANTIFICARE UN'EVASIONE DI OLTRE 200.000.000.000,00?? gLIELO SUGGERISCONO GLI ASINI ROSSI VOLANTI???

Ritratto di giordano

giordano

Mer, 15/11/2017 - 14:16

ierofante, 1) apra una partita iva, visto che lei è un fenomeno. 2) si chieda perchè fiat, ora jeep, berlusconi, moratti, ecc. ecc. hanno delle squadre di calcio.

Ritratto di ierofante

ierofante

Mer, 15/11/2017 - 14:28

bandog. Noto con rammarico come la sua prosa sia assimilabile all'ululato di un cane, specie alla quale evidentemente si ispira nel suo relazionarsi, come del resto evidenziato dal suo avatar. La fonte dei dati è l'ISTAT. Giri la domanda a loro.

vinvince

Mer, 15/11/2017 - 14:53

È verissimo ... non se ne può più !!!

vinvince

Mer, 15/11/2017 - 14:56

I sinistrorsi amano i dipendenti e soprattutto quelli pubblici che possono muovere come marionette !!!

petra

Mer, 15/11/2017 - 15:58

@tosco1 Ci sono i furbi che non vogliono pagare le tasse, quelli in difficoltà che non sono in grado di pagarle e trova nel fallimento della propria azienda l'unica soluzione, per non parlare dei tanti suicidi negli ultimi tempi, poi c'è il governo sanguisuga che spende malamente i nostri soldi e per far questo deve aumentare a dismisura tasse, contributi e ogni genere di obolo. Peggio di così.

unz

Mer, 15/11/2017 - 16:09

Ricambiato

Ritratto di rapax

rapax

Mer, 15/11/2017 - 16:40

ierofante e lo stato RUBA PER DARE AI SUOI DIPENDENTI, guarda un pò!

Ritratto di rapax

rapax

Mer, 15/11/2017 - 16:42

ierofante SI MA IL PRIVATO SI E' PROCURATO E SI È FATTO PAGARE DA SOLO IL LAVORO, PICCOLO PARTICOLARE! lo stato LO FREGA PER DARLO AI SUOI DIPENDENTI FISSO A FINE MESE!

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Mer, 15/11/2017 - 17:08

Sia i piddini, sia i sinistroidi smarriti sia i grillini maoisti hanno di mira soltanto il loro ideale utopistico; la ricchezza non si deve creare ma distruggere per tornare a vivere in maniera naturale. Forza Italia e Shalòm.

Ritratto di stenos

stenos

Mer, 15/11/2017 - 17:14

Invece i lavoratori dipendenti del settore privato non li odia, guardate una busta paga e vi accorgerete che li odia forse di più.

dallebandenere

Mer, 15/11/2017 - 17:24

@ierofante.Ne conosco a decine che ragionano così.Dicono di essere la quintessenza dell'onestà perchè sono dipendenti e loro "le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo".Poi arriva l'idraulico e lo paganno in nero perchè non vogliono scucire l'IVA (salvo poi sostenere, dopo 5 minuti,che l'idraulico "è un evasore").E così fanno con l'elettricista,il muratore,il barbiere e il parrucchiere.Sono gli evasori n.1 e se la prendono con gli autonomi.Pussatate via!

Ritratto di ierofante

ierofante

Mer, 15/11/2017 - 17:48

Rapax. Il problemino è che il privato non vive solitario nella giungla e pertanto legibus solutus. Vive in una comunità, dove vigono delle norme che TUTTI siamo chiamati a rispettare. Mi scusi ma non ho ben compreso il concetto del "lo stato lo frega per darlo ai suoi dipendenti". La ringrazio se volesse meglio esplicitarlo.

Ritratto di hernando45

hernando45

Mer, 15/11/2017 - 17:52

RIPROVOOOO!!! Invece per le RISORSE che lavorano a busta paga. L'Agenzia delle entrate si "accontenta" di una loro dichiarazione di familiari a carico nel loro paese (DAI NONNI AI NIPOTI) per applicare le detrazioni d'imposta e quindi praticamente NON FARGLI PAGARE NIENTE DI TASSE!!! EVVIVA!!! PUBBLICHIAMO??

dallebandenere

Mer, 15/11/2017 - 18:06

Soluzione per azzerare l'evasione IVA:abolizione di ogni forma di contratto dipendente e di ogni forma di tutela(la vita quotidiana delle partite Iva attuali).E tutti a Partita IVA,cominciando dai dipendenti pubblici e a quelli seguire privati.Se sai fare qualcosa e servi a qualcuno allora lavori,se non sai fare niente e non servi nessuno,te ne stai a casa.Quante risate mi farei.

JK640

Mer, 15/11/2017 - 18:10

Ho avuto la p. IVA, come subfornitore dell'industria, per 20 anni. Possibilità di evadere, ovviamente zero, dal momento che veniva tutto fatturato. Sistematicamente considerato comunque evasore, "cartelle pazze" di continuo, un processo fiscale conclusosi con la mia vittoria in primo grado e in appello che mi ha fruttato 21 milioni di lire di spese, perché lo stato, quando perde, non paga mai. Ho venduto tutto, ho chiuso, oggi ho un buon posto da dipendente e non riaprirei una partita IVA in Italia neppure sotto tortura. Se mi trovassi senza lavoro, preferirei lavorare in nero, piuttosto. Le piccole partite IVA oggi sono costituite solo o da disperati che non possono chiudere perché sono pieni di debiti con le banche o di altri disperati che si mettono in proprio perché non riescono a trovare un lavoro. Schiavi sono e schiavi saranno per sempre, dello Stato, delle banche e dei committenti che oggi pagano 18 euro LORDI all'ora.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 15/11/2017 - 19:24

Non riescono a capire che con queste teorie comuniste della tassazione continua, spropositata e sempre in aumento per chi si procaccia lavoro, significherà la resa di costoro. E senza costoro non mangerà più nessuno, loro compresi. Anzi, a loro non daranno neppure il tempo di scappare. Quando ci sarà la fame, saranno i primi a saltare.

il nazionalista

Mer, 15/11/2017 - 19:26

Il problema delle partite IVA è che NON hanno santi in paradiso!! Odiati dai ' sinistri ', per i quali il lavoro autonomo è un eresia, da estirpare con metodi più micidiali di quelli impiegati contro i Catari, non sono molto amati neppure dal Centro-DX!! Dopo il trionfo del 2008, il governo Berlusconi avrebbe dovuto tutelare al meglio il lavoro autonomo: tutela che avrebbe dovuto costituire uno dei pilastri di quella ' RIVOLUZIONE LIBERALE ' che NON c'è stata!!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 16/11/2017 - 00:00

Tutti chiedono a @ierofante. Aprisse una partita iva chiuderebbe iol giorno dopo. E vuole far lezioni di economia e lavoro agli altri. Da classico statale, il parassita dice a quelli che lavorano come devono lavorare.

Ritratto di pensionesoavis

pensionesoavis

Gio, 16/11/2017 - 00:15

glasnost Mer, 15/11/2017 - 13:08 Da qualche parte,ho letto anche della strage degli ingegneri in quanto erano visti come casta dal regime comunista....Non vorrei sbagliarmi,ho fatto una ricerca su internet non sono riuscito a trovare nulla.Eppure quell'articolo l'ho letto e non mi ricordo più dove.Qualcuno ne ha notizia?