Chiede lo status di rifugiato perché alcolista: commissione respinge la domanda

Convito che la sua pregressa condizione di alcolista fosse sufficiente a garantirgli l'accoglienza, lo straniero ha portato il proprio caso fino in Cassazione, dove i giudici hanno comunque espresso un parere negativo

Una richiesta d'asilo a dir poco singolare quella su cui sono stati chiamati ad esprimersi i membri della commissione preposta per esaminare le domande inoltrate dagli extracomunitari arrivati nel nostro Paese e concedere o meno lo status di rifugiato.

Dichiarando di essere stato a lungo dipendente dall'alcol, e ritenendo questa una valida motivazione, un cittadino straniero proveniente dal Punjab, ha fatto domanda d'asilo. Forte confusione fra i componenti della commissione durante le fasi di valutazione della richiesta inoltrata dallo straniero. Aver sofferto di alcolismo non rientra infatti fra le condizioni riconosciute come valida ragione per rientrare nel programma di accoglienza, motivo per cui la domanda di asilo è stata prontamente respinta e rimandata al mittente.

La vicenda, tuttavia, non si è conclusa qui. Deciso ad ottenere il prezioso riconoscimento della condizione di rifugiato, il pakistano ha infatti presentato ricorso tramite il proprio legale, un avvocato del tribunale di Rovigo. Anche in questa circonstanza, riferiscono i quotidiani locali, i giudici hanno espresso forti perplessità, rigettando immediatamente l'istanza. "Le ragioni dell'espatrio adottate dal richiedente non possono in alcun modo essere ricondotte alle fattispecie assunte come rilevanti dal vigente sistema della protezione internazionale", hanno infatti dichiarato nella sentenza i magistrati, come riportato da "La Voce di Rovigo".

Nulla da fare. Il caso è addirittura finito dinanzi alla Corte suprema di Cassazione, che ha dovuto a sua volta esprimersi in merito a questa singolare vicenda.

Lo straniero è infatti sicuro di poter ottenere ciò che chiede, poco importa che i giudici di Rovigo, nel respingere la sua domanda, abbiano anche fatto presente che il soggetto proviene da una zona che non presenta conflitti o persecuzioni di sorta. A causa della sua condizione di alcolista, infatti, l'uomo era stato lincenziato e la propria famiglia lo aveva allontanato. Una condizione dolorosa, ha spiegato l'extracomunitario, che lo ha portato a lasciare il proprio Paese in cerca di una vita migliore.

Nel rivolgersi alla Cassazione, il suo legale ha inoltre voluto segnalare la "mancata verifica delle attuali condizioni socio politiche del Pakistan, con specifico riguardo allo status sociale delle persone affette da dipendenza per abuso di sostanze alcoliche".

Queste dichiarazioni non hanno tuttavia convinto i giudici, che hanno ribadito come la dipendenza da alcolici non possa in alcun modo dare diritto alla condizione di rifugiato. Anche in questo caso, dunque, la richiesta d'asilo non è stata accolta.

Commenti

manson

Mer, 13/11/2019 - 14:41

Ma il legale a questo clandestino glie paghiamo noi vero?

Ritratto di giangol

giangol

Mer, 13/11/2019 - 15:00

Tanto le spese legali le paghiamo noi!

Ritratto di bandog

bandog

Mer, 13/11/2019 - 15:00

naturalmente le spese di tutti i gradi di giudizio a carico di Pantalone!!!mica l'azzeccagarbugli italico lo fa per buonismo sinistroide..lui vuole li schei!!