Strage via D'Amelio, Manfredi Borsellino: "Mia sorella ha portato la croce"

Alla cerimonia del giudice ucciso: "Questa non è una commemorazione, ma un ricordo. Chiederei il trasferimento, ma devo restare in questa disgraziata Sicilia"

"Lucia si è trovata a operare alla guida di una de rami più delicati della Regione, mia sorella Lucia ha portato la croce e tante persone possono venire a testimoniarlo, fino al 30 giugno di quest’anno". Lo ha detto, tra le lacrime, Manfredi Borsellino, fratello di Lucia Borsellino, intervenendo alla commemorazione di Paolo Borsellino, al Palazzo di giustizia di Palermo. "Lucia è rimasta assessore fino al 30 giugno perché ama a dismisura il suo lavoro, voleva davvero una sanità libera e felice - dice - È rimasta per amore di giustizia, poi non ce l’ha fatta più non so con quale forza ha tollerato".

E alle parole del fratello ha risposto la sorella Lucia che ha accolto il presidente della Repubblica alla commemorazione della strage a Palermo: "Quando si vivono certe esperienze si diventa un pò tutti parenti. Caro presidente è come se fossimo legati da un filo profondo che nessuno potrà spezzare e la tua presenza qui è segno che lo Stato c’è e ha un volto amabile. Ci dice non abbiate paura, siamo tutti insieme e ce la faremo". "Ogni anno qui - ha aggiunto - cerchiamo di dare valore alla vita, guardando alla morte, perché è quello che c’e stato, ma dobbiamo guardare avanti. Paolo sarebbe stato felice nel vedere che il suo sogno nessuno lo ha ucciso e tocca a noi continuarlo". Infine a Mannfredi Borsellino, dopo le polemiche degli ultimi giorni ha risposto il governatore Rosario Crocetta: "So benissimo che significa gestire un mondo come quello della sanità siciliana. Per questo ho chiamato lei alla guida dell’assessorato. Con lei ho condiviso il calvario e la sofferenza che derivano dallo scontrarsi con certi interessi. E non l’ho mai lasciata sola. Condividendo con lei questa difficile battaglia".

Commenti

brunog

Dom, 19/07/2015 - 00:28

Salvo poche eccezioni, nella Sicilia in particolare e nel meridione in generale esiste una mentalita' sbagliata e manca il senso civico. La classe politica piu' prominente e' di origine meridionale e cosi' dicasi per la maggior parte dell'apparato della pubblica amministrazione, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Devono cambiare mentalita' perche' nella vita non ci sono solo diritti ma sopratutto doveri, obblighi e responsabilita'. Il problema meridionale non e' solo circoscritto al sud, ma ha ripercussioni su tutto il paese in maniera negativa. Il rischio che l'Italia sprofondi e' reale. Affinche' Falcone e Borsellino non siano morti invano, ci vuole ben altro al posto di cerimonie, pianti e discorsi, bisogna ristabilire la legalita' senza se e senza ma.