Strage ferroviaria in Puglia: la prima assoluzione del gup

Si tratta di Elena Molinaro, finita sotto processo insieme ad altre diciassette persone e la Ferrotramviaria

Si torna a parlare della strage ferroviaria del 12 luglio del 2016 avvenuta tra Andria e Corato, in Puglia.

L'ex dirigente del ministero delle Infrastrutture, Elena Molinaro, tra i diciotto imputati al processo, è stata assolta per non aver commesso il fatto. A deciderlo è stato il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Trani, Anna Lucia Altamura. La Molinaro era accusata di concorso in omicidio colposo plurimo, lesioni colpose plurime e disastro ferroviario.

Per la Molinaro è stato celebrato, su richiesta, il rito abbreviato. Secondo quanto si legge nell'articolo di Antonello Norscia de "La Gazzetta del Mezzogiorno", per l'ex dirigente, i pubblici ministeri avevano chiesto al gup la condanna a cinque anni di reclusione ritenendo di non aver utilizzato le misure mitigative del rischio lungo le tratte delle ferrovie secondarie.

Era una calda mattina di luglio ed alcuni tra studenti e lavoratori pendolari e turisti salirono sui due convogli, ignari del destino crudele che li aspettava. Un treno partì dalla stazione di Andria e l'altro dalla stazione di Corato. I due convogli, provenienti, quindi, da direzioni opposte ad una velocità compresa tra i novanta e i cento chilometri orari, si scontrarono in piena campagna, in prossimità di una curva. L'incidente provocò ventitré morti e cinquantuno feriti. Quattro i ferrovieri a bordo tra i due treni. Solo uno di loro, un capotreno, si salvò, finendo anche lui nel processo come imputato.

Diverse furono le cause che provocarono lo scontro, alcuni presunti errori nella gestione del traffico ferroviario e degli incroci, la mancata formazione del personale, le consuetudini sbagliate dei dipendenti ed un mancato controllo sul comportamento del personale.

Nel processo con rito ordinario, in corso presso il tribunale di Trani, sono imputate diciassette persone fisiche, tra dipendenti, dirigenti e vertici di Ferrotramviaria, un dirigente del Mit (il ministero delle infrastrutture e trasporti) e due direttori dell’Ustif (l'ufficio speciale trasporti a impianti fissi) di Puglia, Basilicata e Calabria, ed una società, la Ferrotramviaria. Si sono costituite parti civili la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia ed i parenti delle vittime.

Durante il dibattimento è venuto fuori che già il 21 ottobre del 2014, nella stazione di Andria, si sfiorò un incidente ferroviario e, secondo l'accusa, i vertici della Ferromtramviaria avrebbero sottovalutato il pericolo. Non si tratterebbe di un unico caso, ma ci sarebbero stati venti episodi di incidenti sfiorati, come si legge sempre su "La Gazzetta del Mezzogiorno".