Strasburgo: è un diritto delle famiglie dare il cognome della madre ai figli

L'Italia ha violato i diritti di una coppia di coniugi milanesi avendogli negato la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre invece di quello del padre

In Italia, così come nella stragrande maggioranza dei paesi, quando un bambino nasce acquisisce il cognome del padre. Ma c'è qualcuno che contesta questa consuetudine divenuta norma. E, notizia di oggi, la Corte europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano per aver violato i diritti di una coppia di coniugi avendogli negato la possibilità di attribuire alla loro figlia il cognome della madre invece di quello del padre. La sentenza - che sarà definitiva tra tre mesi - stabilisce che i genitori devono avere il diritto di dare ai figli il solo cognome materno. I giudici aggiungono che l’Italia "deve adottare riforme" legislative o di altra natura per rimediare alla violazione riscontrata. In passato la Cassazione era già intervenuta sulla materia togliendo il divieto, per la madri, di aggiungere il proprio cognome a quello dei figli. Dopo essersi pronunciata in materia nel 2006, nel 2008 la Corte Suprema si era espressa a favore dell'attribuzione del cognome materno ai figli legittimi nel caso in cui i genitori fossero d'accordo. Con la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, invece, siamo però di fronte al riconoscimento del diritto di scelta del cognome.

A fare ricorso sono stati i coniugi milanesi Alessandra Cusan e Luigi Fazzo, cui lo Stato italiano ha impedito di registrare all’anagrafe la figlia Maddalena, nata il 26 aprile 1999, con il cognome materno anziché quello paterno. La coppia che sin da allora si è battuta per vedersi riconosciuto questo diritto, ha vinto oggi a Strasburgo. I giudici della Corte hanno infatti condannato l’Italia per avere violato il diritto di non discriminazione tra i coniugi in congiunzione con quello al rispetto della vita familiare e privata. In particolare, i giudici sostengono che "se la regola che stabilisce che ai figli legittimi sia attribuito il cognome del padre può rivelarsi necessaria nella pratica, e non è necessariamente una violazione della convenzione europea dei diritti umani, l’inesistenza di una deroga a questa regola nel momento dell’iscrizione all’anagrafe di un nuovo nato è eccessivamente rigida e discriminatoria verso le donne".

Nella sentenza i giudici sottolineano anche che la possibilità introdotta nel 2000 di aggiungere al nome paterno quello materno non è sufficiente a garantire l’eguaglianza tra i coniugi e che quindi le autorità italiane dovranno cambiare la legge o le pratiche interne per mettere fine alla violazione riscontrata.

La battaglia dei coniugi milanesi 

Appena nata la loro bambina, nel 1999, coniugi Fazzo provano a iscriverla nei registri dell’anagrafe con il cognome materno, ma la richiesta viene bocciata. Un paio d’anni più tardi, i coniugi ci riprovano con il tribunale di Milano, il quale fa notare che, sebbene non vi sia alcuna disposizione giuridica perché un neonato sia registrato con il nome del padre, questa regola corrisponde a un principio ben radicato nella coscienza sociale e nella storia italiana. Nel processo d’appello, viene confermata la sentenza di primo grado. Ma la coppia non demorde e arriva fino alla Corte di Strasburgo, che dà loro ragione.

La normativa vigente in Italia e in Europa

Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, sottolinea che un meccanismo per permettere il conferimento ai figli del cognome materno "già esiste presso le prefetture", ma "bisogna renderlo più pratico ed efficace". La Convenzione sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna del 1979, ratificata anche dall’Italia, all’articolo 16 impegna gli Stati aderenti ad assicurare, in condizioni di parità con gli uomini, gli stessi diritti personali al marito e alla
moglie, compresa la scelta del cognome. Gli Stati Uniti sono il principale Paese in cui ai genitori è riconosciuto il diritto di chiamare il figlio con il cognome della madre, o comunque di aggiungerlo e anteporlo al cognome paterno. In Spagna e nei Paesi
ispano-americani i figli assumono sia il primo cognome del padre che il primo della madre, ad eccezione dell’Argentina, dove i figli assumono solo il cognome paterno.

Commenti

Ettore41

Mar, 07/01/2014 - 11:55

Questi giudici europei battono la Magistratura Italiana. Non lamentiamoci di quello che abbiamo potrebbe capitarci di peggio.

abacon

Mar, 07/01/2014 - 12:33

Se questo e discriminazione... La verita che l'Europa e una merda.Si sta perdendo tutto e allora ,cosa facciamo ? Che qualcuno ci porti via da questa Europa . Siamo ancora in tempo.

agosvac

Mar, 07/01/2014 - 12:35

Questi burocrati europei mi sembra violino i diritti dei figli ad avere "a loro scelta" e non a scelta di padre o madre il cognome che vogliono! Nella maggior parte dei paesi del mondo l'attribuzione del cognome è automatica, ma la cosa giusta, nel caso che non si voglia l'automatismo, è dare libertà al figlio, una volta raggiunta la maggiore età, si decidere quale cognome preferiscano. Infatti se certi genitori giudicano "violenza" l'attribuzione automatica, non c'è ombra di dubbio che altrettanta violenza sarebbe l'attribuzione del cognome della madre se i figli non dovessero essere d'accordo! Se libertà ci deve essere, allora questa libertà deve essere attribuita a coloro che sono i diretti interessati, cioè i figli, e non ad un genitore o all'altro.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mar, 07/01/2014 - 12:42

e se un bambino vuole un cognome omosessuale? basta discriminazioni !!!

moshe

Mar, 07/01/2014 - 12:50

Ormai il nostro paese è diventato un feudo dominato dall'europa e dall'islam. FUORI DALL?EUROPA

BlackMen

Mar, 07/01/2014 - 12:51

Libertà è un termine di cui vi riempite continuamente la bocca. Sembra essere al centro del vostro pensiero politico e lo stesso Berlusconi lo utilizza spesso. Solo che spesso cadete nella trappola logica per cui siete capaci ad applicare il concetto liberale solo nell' ambito economico fianziario all'interno del quale, in nome della suddetta libertà, tutto dovrebbe essere permesso e concesso (a titolo di esempio in tal senso lo stesso berlusconi ha parlato del fenomeno delle tangenti come una prassi inevitabile). Quando invece la libertà va a toccare le scelte personali e private degli individui (come decidere quale cognome dare alla propria figlia/o...ma gli esempi sono decine) questo anelato senso di autodeterminazione va a farsi friggere. Chi vi capisce è bravo!

moshe

Mar, 07/01/2014 - 12:52

Questo paese di ..... è diventato un feudo dell'europa LASSISTA E KOMUNISTA e dell'islam. RIPRENDIAMOCI LA NOSTRA SOVRANITA'

doctorm2

Mar, 07/01/2014 - 12:55

Chi fa le leggi in Italia ? I parlamentari eletti o Strasburgo? Da quando abbiamo ceduto il potere legislativo e con quale legge o referendum ? Non mi risulta. Il nome del padre al figlio risale al diritto romano, ha oltre 2000 anni di storia edè comumemente accettato in tutti gli stati civili. Adesso arriva questa assurdità e noi dobbiamo inchinarci? Signori, per favore, basta, adesso, veramente basta. Se questa è l'Europa è ora di cambiare continente. Mi domando solo una cosa, semplicissima : ma non c'è nessuno in Italia (o anche in altri paesi europei, se del caso, che abbia il coraggio (e gli attributi, tipo "@@") per mandare all'inferno costoro una volta per tutte ?

doctorm2

Mar, 07/01/2014 - 12:55

Chi fa le leggi in Italia ? I parlamentari eletti o Strasburgo? Da quando abbiamo ceduto il potere legislativo e con quale legge o referendum ? Non mi risulta. Il nome del padre al figlio risale al diritto romano, ha oltre 2000 anni di storia edè comumemente accettato in tutti gli stati civili. Adesso arriva questa assurdità e noi dobbiamo inchinarci? Signori, per favore, basta, adesso, veramente basta. Se questa è l'Europa è ora di cambiare continente. Mi domando solo una cosa, semplicissima : ma non c'è nessuno in Italia (o anche in altri paesi europei, se del caso, che abbia il coraggio (e gli attributi, tipo "@@") per mandare all'inferno costoro una volta per tutte ?

Ettore41

Mar, 07/01/2014 - 12:58

Una cosa e' chiara comunque. In casa Cusan (cognomen nordico) Luigi Fazzo (cognome meridionale)non conta un ...... Oibho' mi viene un dubbio, che lo abbiamo fatto proprio per evitare prese in giro megagalattiche alla povera Maddalena? Maddalena Fazzo.... hmmmmmmmmmmmm no decisamente non suona bene.

moshe

Mar, 07/01/2014 - 13:13

Perchè la ue, sempre pronta a bacchettare l'Italia quando questa non si allinea che le porcherie gay e quelle che favoriscono gli extracomunitari, non impone ai politici italiani di rapportare i loro stipendi nazionali ed europei a tutti gli altri? perchè non impone un livellamento dei costi della politica al livello più basso europeo? PERCHE' CANE NON MANGIA CANE!!!

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mar, 07/01/2014 - 13:34

qui in Germania un figlio può cambiare cognome e prendere il cognome della moglie lasciando il suo.

vivaitaly

Mar, 07/01/2014 - 13:35

Arrivate a capire perche' dobbiamo uscire dall'Europa? Questi lavorano per la nostra distruzione.

fedele50

Mar, 07/01/2014 - 13:37

che problemi , ma veramente siamo alla follia pura, fuori da questo cappio che si chiama eropa, e questo sarebbe un problema???????grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Ritratto di Ubidoc

Ubidoc

Mar, 07/01/2014 - 13:44

ECCHISSENEFREGA ??

giottin

Mar, 07/01/2014 - 13:53

Un giorno sì e l'altro pure interviene Strasburgo a dettaci quello che dobbiamo fare per assimilarci sempre più all'Europa, infatti la nostra strada sembra essere ancora lunga, però non ho mai sentito Strasburgo intervenire contro il Regno Unito per richiamarlo, per esempio, di passare alla guida a destra come fanno tutti o di passare al sistema metrico decimale. Perché solo noi dobbiamo adeguarci?????

Eurolobbisti

Mar, 07/01/2014 - 14:06

Non bisogna confondere la Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha sede a Strasburgo e che NON È un'istituzione dell'Unione europea con la Corte europea di giustizia, che ha sede a Lussemburgo e che invece è un'istituzione UE.

watcheroftheskyes

Mar, 07/01/2014 - 14:15

Ma vi rendete conto?!? Se va avanti così, l'Europa potrebbe persino chiederci di pagare le tasse, far rispettare i divieti di sosta e rendere obbligatorio pulire la strada dalle deiezioni dei nostri cani! E' uno scandalo! Fuori dall'Europa subito!

Raoul Pontalti

Mar, 07/01/2014 - 14:44

Premesso che non condivido la pronuncia della Corte di Strasburgo, rilevo però che qui la UE non c'entra molto (se non per il trattato di Lisbona che includerebbe anche siffatta questione) posto che la Corte di Strasburgo o Corte europea dei diritti umani non è un organo giurisdizionale dell'Unione europea bensì del Consiglio d'Europa, che è tutt'altra cosa (e include Stati come la Russia, l'Azerbaijan, etc che non sono membri UE).

grath2005

Mar, 07/01/2014 - 14:46

Libertà per libertà allora perché non diamo ai figli un cognome qualsiasi? Perché portarsi dietro i cognomi dei genitori che potrebbero essere brutti? Al limite accettiamo la restituzione di poter scegliere tra gli antenati per 50 generazioni!

Lino1234

Mar, 07/01/2014 - 14:49

Pazzesco !!! Ma, veramente sono questi i problemi da risolvere per quei signori che occupano le poltrone del potere in Europa ????? Poveri noi. Saluti. Lino. W. Silvio.

Luigi Farinelli

Mar, 07/01/2014 - 14:53

watcheroftheskyes, 07.01.14 h.14.15: c'è ben altro sotto che fa imporre queste iniziative demenziali (e questa non è fra le più demenziali) ma appena se ne parla, chi vuole continuare a imporre tutto fa passare chi protesta come "complottista" o, se va bene, come "populista". Purtroppo, la modernità ha abituato a tenere i cervelli lontani dall'impegno (azione= principio maschile, accoglienza e conforto = principio femminile) così che ormai, in una società sempre più volutamente femminilizzata e quindi più debole ed attaccabile (vedere esempi di Norvegia e Svezia) si segue (senza più prodursi in sforzi mentali) solo ciò che dicono i media prezzolati del regime laicista eur0peo, quasi tutti terminali di chi crea il pensiero omologato e progetta appunto la società liquida, fatta di cervelli abituati al pensiero unico, femminilizzata (ossia incapace più di opporsi). A questo siamo ormai arrivati. Però, se la gente cominciasse a capire che due più due fa sempre quattro come nel buon vecchio tempo antico (e non un risultato che può cambiare come uno vuole, nell'epoca del relativismo e dell'egalitarismo bigotto) allora questi mascalzoni comincerebbero ad avere del filo da torcere. Non è solo questione di tasse da pagare o di divieti di sosta: c'è di mezzo la sovranità nazionale e persino la difesa della nostra civiltà, difesa con il sangue dai nostri avi e venduta ad una genìa di banchieri, finanzieri, ultralaicisti massoni per il loro esclusivo uso (loro sono gli "illuminati", autoelettisi a gestire il già classificato "popolo bue" di androgini, false femmine e falsi maschi).

Stepas2

Mar, 07/01/2014 - 14:59

Se la scelta del cognome e' un diritto (lo e' gia', e' lecito cambiare il proprio cognome), allora e' un diritto del figlio, cui il cognome appartiene e individua, non dei genitori. Si dia il cognome del padre temporaneamente e per ragioni di praticita' e tradizione, fino alla maggiore eta'. Cosi' daremo un po' di lavoro a qualche burocrate addetto al cambio di cognome. Qualche ufficio in piu', tanto lo Stato se lo puo' permettere.

Ritratto di dbell56

dbell56

Mar, 07/01/2014 - 15:13

Opterei per la prassi spagnola e cioè quella di dare prima il cognome del padre e poi quello della madre. Poi se la giovane od il giovane alla maggiore età volesse cambiare, potrebbe solo invertire i cognomi dei genitori e basta.

leo74

Mar, 07/01/2014 - 15:16

Ecco una nuova perla... comunque non c'è problema, perché di figli italiani ce ne sono sempre meno...il problema si risolverà presto da solo. Un quesito: si può dare un cognome diverso a due fratelli nella stessa famiglia? La scelta può essere retroattiva? Vorrei prendere il cognome della mia bisnonna materna.....

LaCaduta2013

Mar, 07/01/2014 - 15:21

ma francamente credo sia doveroso chedersi:è più liberticida l'Europa che accoglie un ricorso fatto dai coniugi (in merito all'impossibilità di mettere un cognome di uno dei due genitori invece di quello dell'altro...)o una magistratura italiana che impone un cognome per legge rifacendosi a leggi e fonti vecchie, inadeguate e decisamente del XX secolo ormai andato da tempo...? Non sono certamente uno che ama l'Europa così com'è adesso ma lasciatemi dire che in questo caso non si puo' non essere d'accordo. Non fosse altro per un po' di banale buonsenso. Tra l'altro se volessimo proprio farne un discorso ideologico credo che la madre abbia mille volte più diritto di pretendere un cognome visto che si tiene il figlio in grembo per nove mesi e nella stragrande maggioranza dei casi lo svezza e lo cresce...Poi uno puo' scomodare la tradizione, le consuetudini e via dicendo. Ma tutto questo ormai è acqua passata. Nel bene e nel male (e puo' piacere o meno) da ormai 50 anni a questa parte siamo entrati nel mondo nuovo. Una mutazione antropoligica radicale (ma graduale e,nella sostanza, naturale) che è irreversibile a meno che non si torni alle capanne del dopobomba (atomica s'intende).

Lele53

Mar, 07/01/2014 - 15:24

Per carità può essere un giusto diritto, ma la cosa potrebbe generare un pericolosa confusione. Vi immaginate due fratelli con due cognomi diversi? Una fra tanti anni ricostruire un albero genealogico diventerà un'impresa titanica. Riconosciamo i diritti veri, non quelle che sono consuetudini soprattutto pratiche!

Ritratto di albauno

albauno

Mar, 07/01/2014 - 15:26

Credo che sia più che giusto, ma non solo il cognome materno, ma anche quello paterno. Fino ad ora i figli si fanno in due, poi con...... le unioni gay sarà tutto possibile.

Ritratto di Goldglimmer

Goldglimmer

Mar, 07/01/2014 - 15:32

Io invece sono per il divieto di dare ai figli il cognome del padre. Io so di avere almeno tre figli che portano il cognome di uomini che credono di essere i loro padri. Poi ho una figlia che porta il mio cognome.......ma non ho mai fatto il test DNA ;-)

Aleramo

Mar, 07/01/2014 - 15:33

In Italia c'è un istituto che si chiama democrazia, e ce n'è un altro che si chiama indipendenza. Per effetto combinato di essi, il popolo italiano ha il diritto di darsi da solo le proprie leggi. Se questa decisione fosse stato l'esito di un referendum votato dal popolo italiano, o di una legge votata nel Parlamento italiano, non avrei nulla da dire. Così non è, ancora una volta siamo succubi di personaggi stranieri, che vivono all'estero, che non abbiamo eletto e sui quali non abbiamo nessun controllo. Tutto ciò ha sempre meno a che vedere con l'Europa libera e democratica come l'abbiamo sempre intesa, e assomiglia sempre più ad un'occupazione straniera del nostro Paese. Non possiamo essere succubi dello straniero, che ci dica quali tasse dobbiamo pagare e quali leggi ci dobbiamo dare. Noi non siamo la Grecia! E' ora di uscire subito da questa Europa, e tanto prima tanto meglio.

vigpi

Mar, 07/01/2014 - 16:15

Sarò ignorante ma non capisco una cosa: l'Italia non ha violato nessuna norma ma ha semplicemente applicato una norma di legge vigente nel nostro paese.Fermo restando che l'avere aderito al CEDU (niente a che vedere con l'EU)ci obbliga a rispettarne le sentenze mi piacerebbe capire nella pratica quali sono le conseguenze di una tale sentenza.Obbligo di modificare la legge?? Campa cavallo......

Ritratto di hernando45

hernando45

Mar, 07/01/2014 - 16:18

Certo che un po di buonsenso alla nostra magistratura NON farebbe male. Nei paesi latinoamericani i figli portano il doppio cognome,padre e madre e si meravigliano di Noi che ne abbiamo uno solo. Io mi domando quanto sarà potuta costare in EURIII tutta questa trafila di corsi, ricorsi e trascorsi, quanta CARTA sarà stata sprecata, e quanto tempo che si sarebbe potuto impiegare diversamente per processi dove si deve decidere se uno sta in galera o no. Sarebbe bastato solo un po di BUONSENSO. Saludos

Ritratto di CesareAugusto

CesareAugusto

Mar, 07/01/2014 - 16:27

Ormai per avere il rispetto delle proprie opinioni tocca correre a iscriversi all'arci gay. Continuiamo così.

Ritratto di Soccorsi

Soccorsi

Mar, 07/01/2014 - 16:38

Molti dei nostri magistrati continuano a vivere nella prima metà del XX secolo, si comportano come padroni del Paese, soffrono di auto protagonismo, spesso agiscono arrogantemente al di sopra delle leggi in vigore, le alterano o le ignorano a loro compiacimento, non vengono penalizzati per i loro errori, la loro negligenza, interferenze nella politica che spesso causano grandi disagi, umiliazioni e sofferenze ai poveri indifesi cittadini. Una radicale riforma della giustizia non è urgente ma assolutamente essenziale ed urgentissima.

michele lascaro

Mar, 07/01/2014 - 16:41

Ha scritto bene Veneziani, sul nostro Giornale, ieri 6 febbraio, che il declino dell'Europa è inarrestabile. A noi vien da dire: Strasburgo, quella città diventata preda delle truppe romane diversi anni fa? Ma che si nutrano di fegato grasso e non ci rompano le scatole con le loro assurde decisioni. (Che siano stati influenzati dalla lunghezza delle zucchine)?

Ritratto di afrikakorps

afrikakorps

Mar, 07/01/2014 - 17:13

@franco: come è avanti la germania, come è bella la germania, come produce la germania. Per franco probabilmente la germania a calcio batte anche l'Italia...come somo pallosi i tedeschi, peggio di una mattonata negli zebedei...

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 07/01/2014 - 17:20

Il cognome è cultura. Per tradizione la cultura (religione, arte, guerra, scienza, lavoro, artigianato, agricoltura) era un prodotto maschile. Ora che della cultura (meno la religione e i lavori pericolosi) se ne è appropriata anche la donna, essa rivendica il cognome. Se non lo fa, allora non è un fatto positivo: vuol dire semplicemente che non significa più niente! Il cognome, comunque, aveva senso in una società agricola, sedentaria e possidente:la società dei Vicerè; le classi subalterne di un tempo avevano i 'soprannomi' e i Pellerossa, (nomadi) avevano i 'nomi di battaglia'. Oggi la società è un immenso accampamento, globalizzato; dove i 'migranti' la fanno da padroni. Il cognome tradizionale è, sempre più, un fatto identitario e, come tale, viene combattuto dai poteri 'unificanti'! Vi confesso che non so come affronterei il problema se avessi figli!

NON RASSEGNATO

Mar, 07/01/2014 - 17:58

Ma chi se ne frega del cognome? Con tutti i problemi che ci sono si disserta su queste vaccate? Se non hanno di meglio da fare ci erudiscano anche sull'annoso e non ancora risolto : quanti angeli possono sedere sulla capocchia di uno spillo? Alle menti europee la soluzione all'importante quesito.

Anonimo (non verificato)

Ettore41

Mar, 07/01/2014 - 18:26

Errata Corrige. I britannici hanno detto che lasciano la Corte dei Diritti Umani e non l UE. Scusate il lapsus

Ritratto di stenos

stenos

Mar, 07/01/2014 - 19:59

Fuori dall"europa. Punto. Non Mi stanco di dirlo. Oggi siamo schiavi.

Roberto Casnati

Mar, 07/01/2014 - 20:09

Bella idiozia tutta europea! Semmai per osservare la "parità" dei coniugi si dovrebbero attribuire ai figli i due cognomi, quello paterno e quello materno, come da sempre avviene, ad esempio, in Spagna.

r_g

Mar, 07/01/2014 - 20:37

QUELLO CHE MI FA RABBIA DEI NOSTRI GOVERNANTI QUELLI ATTUALI E QUELLI PRECEDENTI FANNO SEMPRE I FURBI DI FRONTE ALLE NORMATIVE EUROPEE I QUALI NON RIESCONO A FARE LE RIFORME PIU' ELEMENTARI. POI NON PARLIAMO DELLA GIUSTIZIA ,MIO MALGRADO ,HO ASCOLTATO A CANALE 5 IL CASO DI UN SIGNORE INCRIMINATO PER RAPINA(?)E IMPRIGIONATO PER ALCUNI ANNI INNOCENTEMENTE.I GIUDICE LO CONDANNARONO PUR AVENDO CONSTATATO CHE IL DNA TROVATO SUL LUOIGOM DEL DELITTO NON FOSSE IL SUO.QUESTO E' UN ERRORE GRAVISSIMO

venessia

Mar, 07/01/2014 - 21:16

ogni persona ha diritto di scegliere ciò che vuole se può,che sia un adulto, un bambino, o una bambina ed allora che male c'è? chi ama la libertà non si pone id questi problemi

Ritratto di OraBasta

OraBasta

Mar, 07/01/2014 - 22:23

Quando ci viene imposta una ciofeca TUTTI a gridare "facciamolo subito, ce lo chiede ..... " Perchè non ratificare tutto quanto c'è di meglio rispetto a noi? Benzina, stipendi, pensioni, GIUSTIZIA, ordine pubblico, processi celeri..... Quella del cognome del genitore 1 o genitore 2 SAREBBE UNA PRIORITA' ? Non abbiamo altri pensieri ? Affan.......!!!

Ritratto di Giovanni da Udine

Giovanni da Udine

Mar, 07/01/2014 - 22:45

Certo che Strasburgo non perde un colpo con i problemi impellenti ed importanti dell'EUROPA !

m.nanni

Mar, 07/01/2014 - 23:40

Un modo europeo per instillare il germe della disgregazione del concetto stesso di famiglia, in nome del diritto(europeo); e far fare al marito la parte dell'intruso, se non del fesso di turno. Ha senso ed è giusta l'attribuzione ai figli del cognome ANCHE della moglie-madre, per superare il monocognome ai figli, del marito. Ma perchè il solo cognome della moglie se non si voleva, ritenendolo anacronistico, accettare l'imposizione del solo cognome del marito? Ma perchè non rispettare la sovranità degli Stati membri senza scassare l'anima con questa Europa a pensiero unico?

stefanoanc64

Mar, 07/01/2014 - 23:56

franco-a-trier_DE, la signora della foto ti sta aspettando, ha bisogno di un massaggino al fondoschiena, dille che invece di sciare è meglio dedicarsi a una partita a scala 40 col prof. Monti, sai come si divertirebbe....

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 08/01/2014 - 00:53

Un conto è rispettare la grandezza dei piselli, delle fave e la lunghezza delle banane che devono circolare all'interno della comunità europea, per quanto la cosa possa essere stupida come trattato tra nazioni, un altro paio di maniche leggi che riguardano la nostra sovranità nazionale a cui nessuna Corte Europea o d'altro genere ha alcun diritto d'imporre o d'interferire. Detta questa semplice ovvietà del diritto di una nazione, che non sta alle dipendenze di nessuno, occorre dire che le faccende anagrafiche sono cose serie che possono porre gravissimi problemi ad uno Stato, per l’identificazione di eventuali diritti di una persona. Ad esempio diverrebbe difficile, se non impossibile, dimostrare chi sono eventuali eredi, discendenti, collaterali o ascendenti, dovendo scoprirlo da un ingarbugliato sistema anagrafico impossibile per qualsiasi giudice o anagrafe sciogliere in maniera sicura. Infine vi è anche il dato storico identitario che verrebbe cancellato per sempre. Si finirebbe per non sapere nemmeno di che nazionalità sia discendente un individuo. La cosa appare oltre ad una gravissima intromissione nel potere sovrano di una nazione e di uno Stato, appare anche come un maldestro tentativo di cancellare identità storiche e nazionali, creando un apposita confusione impossibile da sciogliere, per identificare sia l’etnia storica e nazionale degli individui. Mi sento italiano e voglio che i miei ascendenti, collaterali e discendenti siano italiani anch’essi, fino alla fine dei tempi e possiamo tutti quanti identificarci in una precisa identità nazionale e storica con tutte le sue ramificazioni, sia da morti che da vivi.

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 08/01/2014 - 01:02

Il problema di quella famiglia che è ricorsa alla Corte Europea è evidente. Non vogliono che la figlia porti un cognome che si presta, soprattutto per una donna, ad interpretazione malevoli. Infatti Fazzo suona fortemente come cazzo, di conseguenza posso capire i genitori che vogliono cambiare il cognome che la figlia dovrà portare per tutta la vita. Tuttavia ciò che poteva farsi come un semplice cambio di cognome, così come l'hanno fatto in tanti, mettendo avanti il principio che la figlia può avere il cognome della madre, come diritto di scelta per ogni cittadino, è solo cosa abominevole che viola il diritto di sovranità di uno Stato e della autodeterminazione delle nazioni a farsi le proprie leggi.

1967

Mer, 08/01/2014 - 03:47

A tutti quelli che accusano l'Europa, vorrei ricordare che i giudici Europei sono stati chiamati in causa da una coppia Italiana e non il contrario. Io vivo in Estonia, dove si puo' usare il cognome del padre o della madre. Sinceramente non ci trovo nulla di male. Certo io non ho avuto problemi con mia moglie nella scelta di utilizzare il mio cognome, visto che mi chiamo Ferrari...

corto lirazza

Mer, 08/01/2014 - 07:57

questi sono i veri problemi dell'italia! il cognome del genitore due, lo jus soli, le coppie di fatto e le droghe leggere della mutua! finalmente siamo fuori dalla crisi...

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 08/01/2014 - 12:02

1967 Mer, 08/01/2014 - 03:47, i giudici europei non hanno avuto nessun permesso dalle nazioni europee a prendersi la loro sovranità. Poco importa che sia stata una coppia d'italiani a sollecitarne il giudizio, doveva essere lo Stato italiano dopo averne avuto mandato dagli elettori e nessun altro! L'Estonia dove lei vive è una nazione con scarsi precedenti storici, con una scarsità di diritto dovuto a carenze culturali e storiche e ad una popolazione scarsissima, poco più di un milione. In Italia siamo 60 milioni più altri 10 o 15 milioni di stranieri invasori, senza contare tutti i vari milioni di nostri emigranti degli ultimi cento anni in tutto il mondo. Forse in Estonia si può fare con cognome di padre o madre, tra l'altro non interessandosi a questioni etniche e nazionali radicate, ma da noi sarebbe una pazzia, una torre di Babele che servirebbe solo a far sparire la nostra identità nazionale con la mancanza di precisi riferimenti anagrafici e storici.

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 08/01/2014 - 12:07

corto lirazza Mer, 08/01/2014 - 07:57 Non sono dei problemi se non ci fossero pazzi che cercano di crearli con cose del genere che sono parti fondanti dell'esistenza di una collettività. Li si lasci in pace queste cose, come sono sempre state, e vedrà che nessuno si sognerà di arrabbiarsi per queste cose ma tornerà ad occuparsi dei problemi economici e di sovranità che ci affliggono.

michele lascaro

Mer, 08/01/2014 - 16:30

Il mio pensiero l'ho espresso nel commento all'articolo della Signora Bernardini De Pace. Lo confermo.

michele lascaro

Mer, 08/01/2014 - 16:31

Ettore41, mi ha preceduto!