Lo street food, dalla strada alle case degli italiani

Stime della Fao indicano in ben 2,5 miliardi di persone al giorno il numero di coloro i quali si alimentano con lo street-food

Il cibo da strada (comunemente chiamato street-food), secondo la definizione della Fao è costituito da quegli alimenti, incluse le bevande, già pronti per il consumo, che sono venduti (e spesso anche preparati) in strada o in altri luoghi pubblici (mercatini o fiere), da commercianti ambulanti che utilizzano banchetti provvisori o furgoni. Il consumo di cibo per strada consente di mangiare in maniera più informale, più rapida, e meno costosa rispetto al consumo di cibo in un ristorante. Per tale motivo, questa forma di alimentazione viene spesso preferita rispetto a modalità più formali di consumo, tanto da farle occupare un posto importante nell'alimentazione umana: stime della Fao indicano in ben 2,5 miliardi di persone al giorno il numero di coloro i quali si alimentano in questo modo. Il cibo da strada fa parte del più ampio fenomeno del cibo informale (informal food sector), un settore che, nei paesi in via di sviluppo, rappresenta una delle strategie adottate per provvedere ai propri bisogni alimentari.

Alcuni cibi da strada rientrano nella categoria del finger food e del fastfood. In altri casi, il consumo alimentare per strada si rivolge ad alimenti che, per lo scarso valore alimentare e culturale, sono classificati nella categoria del cibo spazzatura (junk food). Non solo per strada. Lo Street Food entra anche nelle case degli italiani. Uno su due dichiara di consumarlo almeno una volta a settimana, soprattutto la sera (73%) e 2 su 3 lo preparano da sé. È quanto emerge da un’indagine di Vis Industrie Alimentari, azienda italiana specializzata nella produzione di alimenti surgelati e refrigerati, condotta su un campione di 1200 italiani, in occasione della tredicesima edizione del Marca di Bologna (www.marca.bolognafiere.it) in programma fino al 19 gennaio. E’ il grande Salone internazionale sui prodotti a Marca del Distributore (MDD) organizzato da BolognaFiere e da Adm, l’Associazione che rappresenta le imprese operanti nella distribuzione che prevede workshop e convegni specialistici sui temi di maggiore attualità nel settore della distribuzione moderna organizzata.

Secondo uno studio condotto da Coldiretti (http://www.coldiretti.it/News/Pagine/408---11-Giugno-2016.aspx), il 2016 è stato l’anno record dello Street Food con una crescita del 13% rispetto all’anno 2015. Di conseguenza, il 2017 potrebbe essere l’anno della sua affermazione anche sulle tavole degli italiani. Nel dettaglio, i risultati della ricerca mostrano com, e per il 52% degli italiani sia già un’abitudine consolidata mangiare dello Street Food in casa almeno una volta a settimana, con picchi del 65% nel nord del Paese, seguito dal sud al 48% e dal centro fermo al 45%. Tra i motivi che alimentano la tendenza ci sono al primo posto praticità e velocità (32%), seguiti dal gusto ricco e l’ampia offerta di pietanze (23%), mentre, una larga parte del campione ne sottolinea l’economicità (19%).

Tra le possibili alternative, Street Food etnico (47%) e made in italy (53%), sembra esserci un sostanziale equilibrio. Inoltre, secondo il campione analizzato, solo in 1 caso su 3 lo street food consumato viene preso d’asporto, negli altri 2 viene preparato direttamente in casa. Per questo il 58% degli intervistati dichiara di affidarsi a prodotti preparati e surgelati o congelati per esser certi della riuscita della ricetta (49%) e per la sicurezza garantita dall’utilizzo di prodotti a marchio di cui ci si fida (38%). Ed è proprio per queste nuove esigenze dei consumatori italiani che Vis ha ideato nel corso degli ultimi anni linee di prodotto come la Food SerVis e la Fast Food che propongono ricette emblematiche dello Street Food, come il Fish and Chips, le BBQ Ribs o la classica mozzarella in carrozza . Proprio in occasione del Marca, saranno lanciate due nuove proposte etniche: l'Indian Chicken Curry e il Thai Sea Foods.