Isis, quei bambini italiani ora inneggiano al martirio

Con i messaggi audio gli indagati comunicavano tra di loro. Su WhatsApp la foto dei fanciulli

L'intenzione era quella di passare sotto traccia e per farlo utilizzavano sistemi alla portata di tutti, semplici ma efficaci. Gli indagati per terrorismo internazionale fermati questa mattina nel Nord Italia comunicavano tra di loro grazie a WhatsApp, ma lo facevano sfruttando una serie di messaggi audio pre-registrati.

Quattro le persone fermate nell'ambito dell'inchiesta milanese, mentre restano latitanti Alice Brignoli e Mohamed Koraichi, italiana convertita lei, figlio di immigrati marocchini lui, partiti alla volta della Siria insieme a tre figli in età giovanissima.

Partiti da Bulciago, in provincia di Lecco, bambini sono immortalati in una foto, quella del profilo del padre, con il dito puntato verso il paradiso. Con loro c'è un quarto bimbo, molto piccolo. Sarebbe il figlio di Oussama Khacia, operaio 30enne espulso dall'Italia e che avrebbe poi raggiunto il sedicente Califfato, dove sarebbe morto. Il fratello è stato fermato nel Varesotto.

"È un'immagine che ci preoccupa - ha detto il generale Giuseppe Governale, comandate dei Ros - perchè questi bambini così indottrinati potrebbero essere domani i protagonisti del terrore. Quello che inquieta è l'immagine di 4 bambini in tuta da combattimento, una sorta di "cantera" (vivaio, ndr) mutuando un termine calcistico, che allarma".